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Global Climate Strike, l’adesione del sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi

Mangialardi: "“Forse il mondo intero, un giorno non troppo lontano, dovrà ringraziare Greta Thunberg"

Maurizio Mangialardi

Forse il mondo intero, un giorno non troppo lontano, dovrà ringraziare Greta Thunberg, la piccola grande donna che con la sua coraggiosa battaglia sembra aver risvegliato la coscienza civile di milioni di persone in merito al drammatico tema dei cambiamenti climatici che mettono a rischio la sopravvivenza dell’umanità.

Certo, è significativo che ci sia voluta una ragazza di sedici anni per dare la scossa e costruire una mobilitazione di portata mondiale. Purtroppo ciò fa riflettere sulla superficialità e l’irresponsabilità con cui la politica ufficiale e le grandi organizzazioni internazionali hanno affrontato nel corso degli ultimi decenni il progressivo deterioramento dell’ambiente, portandoci a un punto di quasi irreversibilità. È anche per questo motivo che ho deciso di aderire al Global Climate Strike, l’appuntamento di domani che sta raccogliendo il consenso di istituzioni, associazioni, semplici cittadini e, cosa più importante, di tantissimi giovani studenti. Un appuntamento che può rappresentare un momento di svolta nel rilancio delle politiche ambientali su scala mondiale, oggi più che mai necessario, dopo i fallimenti che negli ultimi anni hanno sensibilmente aggravato la salute del pianeta a causa degli impegni disattesi dalle grandi potenze economiche, nonostante la sottoscrizione di accordi internazionali. Di fronte al drammatico scenario delineato dalla scienza sui rischi che incombono sul nostro futuro, gli Stati hanno l’obbligo di non restare indifferenti”.

Così il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi sul Global Climate Strikein programma domani, venerdì 15 marzo.

Ma l’appello di Greta per invertire da subito l’attuale rotta – prosegue il sindaco – chiama in causa in qualche modo tutti noi e ci invita a riflettere su come contribuire quotidianamente al cambiamento, partendo dagli stili di vita e dalla tipologia dei consumi. Infatti, nonostante oggi esista più consapevolezza sulle buone pratiche che fanno bene all’ambiente, troppo spesso la rassegnazione e l’idea di essere impotenti di fronte a temi che riteniamo più grandi di noi prende il sopravvento, facendoci desistere da azioni utili che invece potrebbero migliorare il mondo intorno a noi. Ecco, credo che la giornata di venerdì possa rappresentare l’occasione per guardare negli occhi quei giovani che con tenacia, determinazione e forza di volontà ci chiedono di rimettere in discussione quelle consuetudini e quei modelli comportamentali che hanno contribuito a portarci verso il punto di non ritorno. Magari ne potrà scaturire l’opportunità di iniziare a ripensare insieme il domani di noi tutti”.

Commenti
Ci sono 2 commenti
Mario2 2019-03-14 19:58:18
E' già, peccato che le belle parole non servono a niente, io a Senigallia vedo solo cementificazione e taglio di alberi.
fredvargas
fredvargas 2019-03-14 20:53:22
Mi imbatto per caso nel link del sito fridaysforfutureitaly che recita “giusto un paio di regole…” e leggo una serie di indicazioni di limitazioni alla partecipazione di partiti e organizzazioni politiche: queste indicazioni invitano le eventuali formazioni “a non sovrapporre il proprio logo a quello del movimento” e ad usare determinate formule fisse e hashtag sugli striscioni e sui social.
Tutto questo per “evitare strumentalizzazioni”, frase feticcio che ormai vuol dire tutto e niente.
Questa posizione non mi trova d’accordo per una serie di motivi, il primo dei quali è quello per cui già da molti anni sono portata a diffidare delle dichiarazioni di apartitismo che ad oggi trova parenti stretti nel populismo di diversa matrice. Da qui discendono tutti gli altri motivi. Tutto è politica e la politica è fatta dai partiti di cui rivendico il valore costituzionale e civile, storico e contemporaneo, anche se oggi hanno assunto forme diverse. Chi, se non i partiti, può far vedere da che parte sta, se dalla parte dei governi sfruttatori del pianeta o da quella degli sfruttati, se dalla parte di chi sostiene ancora l’economia delle fonti fossili o quella delle rinnovabili? Non sono forse queste le manifestazioni in cui contarsi e vedere le forze politiche da che parte si schierano? Chissà perché ma ho la sensazione che le forze di destra non siano molto interessate a questo grosso problema, e volete forse perdere un’altra occasione per stanarle?
La stessa Greta Thunberg, nelle raccomandazioni per la partecipazione allo sciopero per il clima, sui suoi profili social scrive: “no violence, no damage, no littering, no profit, no hate, minimise your carbon footprint, always refer to science”. Non ho trovato alcun riferimento alla partecipazione di movimenti politici.
Lasciate che vengano tutti con le loro bandiere, simboli o frasi che vogliono, è importante accogliere e non escludere. Del resto, chi partecipa, si capisce che condivide. Io credo che una tematica globale non possa permettersi di essere provinciale.
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