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Alla Rocca i capolavori che cercarono di liberare la parola dal banale quotidiano

Bucari: "Grande progetto artistico e culturale in corso a Senigallia"

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Carlo Emanuele Bugatti

La protagonista della giornata è certo Chiara Diamantini, che ha curato, con la sua amica e collaboratrice Roberta Gamba, l’allestimento filologico dell’itinerario sui capolavori della poesia visiva e del librismo, appartenenti alla raccolta Bentivoglio Miccini, conservata al Musinf.

Raccolta specialistica considerata la prima in Italia per qualità e quantità. Si tratta di un evento espositivo che documenta, attraverso le opere di grandi artisti, il rapporto tra l’immagine e la parola, tra segno e codice, tra discipline e linguaggi. Basterà citare i nomi di Elisabetta Gut, Fernando Aguiar, Irma Blank, Jean-François Bory, Anna Boschi, Sara Campesan, Ugo Carrega, Magdalo Mussio, Luciano Caruso, Gianni Broi, Antonio Bueno, Giuseppe Chiari, Cesi Amoretti, Lamberto Pignotti, Fernando Andolcetti, Carla Bertola, Tomaso Binga, Julien Blaine, Vincezo Accame, Gisella Meo, Adriano Spatola, Chima Sunada, Shohachiro Takahashi, Guido Tatafiore, Franco Vaccari, Jiří Valoch, Nanni Varale, Franco,Verdi, Emilio Villa, Pat Grimshaw, Maria Lai, Sveva Lanza, Ketty La Rocca.

Chiara Diamantini, come sempre, chiama a rappresentarla come suo portavoce il prof. Stefano Schiavoni, che coordina la biblioteca di arti visive de Musinf, anche lui testimone dei successi e delle vicende, che hanno unito l’attività di creazione e di studio di Chiara Diamantini a quelle di Bentivoglio e Miccini.

Per capirci su come documentando il presente con il passare del tempo siamo entrati nella storia quasi senza accorgercene” dice Schiavoni, “vi racconto solo che guardando su Internet vi ho trovato in vendita per i bibliofili ad un prezzo un poco caro, ma non inarrivabile proprio la pubblicazione di presentazione della mostra della donazione Miccini. Una mostra allestita alla Rocca Roveresca nel lontano 1988“.

Come Assessore alla cultura“, dice Simonetta Bucari, “davvero sento la responsabilità, ma anche l’entusiasmo di poter svolgere la funzione di capocantiere di un grande progetto artistico e culturale in corso a Senigallia. Inaugurando la mostra di Coskun Asar al Palazzetto Baviera, il Sindaco Maurizio Mangialardi aveva spiegato il ruolo di Senigallia, Città della Fotografia, come centro vivissimo di proposta nazionale ed internazionale di produzione di itinerari espositivi sulla storia e sui protagonisti della fotografia. Oggi siamo qui alla Rocca Roveresca” sottolinea l’Assessore Simonetta Bucari, “per presentare un altro evento di assoluto rilievo attraverso l’attraente cornice storica , che era stata scelta per l’arte contemporanea da Mario Giacomelli, che vi aveva allineato una memorabile esposizione sulla pop art. Una scelta che ha trovato supporto e continuità nella convinzione di Peter Aufraiter, assertore del fatto che l’arte è sempre contemporanea. Nel formidabile patrimonio d’arte contemporanea raccolto e conservato a Senigallia dalle raccolte e dagli archivi del Musinf, il nostro museo d’arte contemporanea, ci sono le opere di Bentivoglio e Miccini. Il lavoro di raccolta è stato tanto” conclude la Bucari, “e i risultati ci sono. Il patrimonio è vasto e riconosciuto. Ci stiamo, tutti insieme rimboccando le maniche per valorizzarlo come merita e come in tanti ci chiedono”.

Il prof. Bugatti direttore del Musinf ringraziando tutti i collaboratori della mostra, dell’archivio e del catalogo, ha annunciato prossime iniziative didattiche sui temi della storia della poesia visiva e del libro d’artista. L’on Castelli e la sen. Amati, visitando la mostra con Chiara Diamantini, che ha guidato il pubblico nell’analisi del percorso espositivo, hanno chiesto all’Assessore Bucari di programmare una proiezione sullo storico documentario relativo al libro d’artista, che la Bentivoglio aveva realizzato a Senigallia, informandosi anche sulle iniziative di fotografia al femminile, previste per il prossimo Otto marzo, con allestimento alla Biblioteca Comunale.

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