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“Il centro storico di Senigallia ha bisogno di più aree di servizio”

"Il problema della mancanza di aree sosta è destinato però ad aggravarsi"

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Piazza Saffi a Senigallia, centro storico

I centri storici, nonostante i molti pregi che presentano per la residenza, sono penalizzati, come si sa, da altrettante difficoltà derivanti dall’insufficienza degli spazi, che rende complicato l’uso dell’automobile, che non permette la presenza di aree verdi e spazi di gioco per i bambini, che ha causato la scomparsa delle piccole attività artigiane legate al quotidiano e così via.

In alcuni casi però, soprattutto laddove si è saputo intervenire con previdente tempestività, queste esigenze hanno trovato una risposta, anche se parziale, nelle aree immediatamente esterne alle mura. Così purtroppo non è stato a Se-nigallia dove si paga il grave ritardo con cui è stato avvertito e affrontato il problema: il centro storico è stretto nella morsa del traffico e si fa fatica a dare una risposta alle legittime esigenze di residenti e di esercenti di attività commerciali e artigiane.

Anche l’uso della bicicletta, che potrebbe dare un contributo ad alleggerire il traffico, è reso difficoltoso dall’eccesso di auto e dalla mancanza di spazi adeguati.

Il Piano Cervellati ha sicuramente avuto effetti positivi, soprattutto ha introdotto criteri certi e rispettosi dei valori architettonici e urbanistici, sia per quanto riguarda il recupero degli immobili, sia per quanto riguarda la riqualificazione degli spazi urbani. Ma non è stato in grado di facilitare significativamente la residenza e tanto meno di ripristinare un equilibrio ormai compromesso fra residenza e attività commerciali e artigiane di servizio, perché non si è posto il problema della relazione fra il nucleo antico e le istanze della città moderna e quindi non ha dato indicazioni credibili ed efficaci sulla destinazione delle aree esterne.

Parallelamente in questi anni si è assistito ad incontrollato proliferare della ristorazione, tanto da trasformare un’ampia parte del centro storico in un vero e proprio ristorante diffuso, con un effetti certamente positivi per l’economia della città, almeno nel breve periodo, ma con conseguenze non altrettanto buone per la residenza, per l’affollamento dei parcheggi e anche per la notevole rumorosità nel periodo estivo, prodotta dai frequenti spettacoli musicali e dai bar e ristoranti che diffondono musica ad alto volume e anche fino ad ore tarde.

Contemporaneamente gli spazi utili per un alleggerimento della pressione delle auto e per ospitare tutte quelle attività di servizio cui il centro storico non è attrezzato sono stati completamente occupati o lo saranno a breve dall’edificazione, lasciando piena libertà all’iniziativa privata in tutta la fascia esterna a ridosso delle mura, oltretutto senza una adeguata pianificazione sulla base delle reali esigenze abitative, tanto che alcuni progetti faticano a decollare.

La realizzazione già avviata di questi progetti aumenterà il carico abitativo in uno spazio ristretto, aggravando inevitabilmente il deficit di aree di sosta, mentre l’apertura di nuovi esercizi commerciali potrebbe penalizzare quelli esistenti entro le mura.

Per cui il problema della insufficienza di aree di servizio, soprattutto per le soste brevi, è destinato a permanere e ad aggravarsi, a fronte del quale non appaiono adeguate le soluzioni finora messe in campo, né il dispendioso e modesto spazio di sosta ricavato al posto della pinetina della stazione, né quello molto più ampio di via Cellini, ma troppo distante dal centro città per le soste brevi. Poi si parla con enfasi di un’ulteriore pedonalizzazione del centro storico con l’eliminazione della sosta in piazza Simoncelli, che al di là delle buone intenzioni finisce per peggiorare la situazione in assenza di soluzioni compensative.

Le soluzioni facili certamente non esistono, tant’è che quelle variamente prospettate da qualche decennio a questa parte appaiono ormai sempre più come dei miraggi: ci riferiamo alla riqualificazione delle aree dell’ex Politeama, del piazzale Morandi o del vecchio Campo Sportivo.

Per l’ex Politeama esiste una previsione di un parcheggio multipiano, sicuramente il più funzionale per la vicinanza al centro storico, ma mancano ancora il progetto e la strategia per metterlo in atto. Il piazzale Morandi e in generale l’area dietro la stazione, con un possibile accesso anche dalla statale, sarebbe un’altra soluzione di grande valore strategico ed esiste in proposito anche uno studio; ma tutto è bloccato per l’incerto destino dell’ex Hotel Marche e dell’ex Palazzetto del Turismo.

Il campo sportivo infine, di cui si parla da decennio, sarebbe in grado di accogliere non solo parcheggi, ma anche piccole attività artigianali e commerciali di una certa dimensione, liberando spazi strategici ora impropriamente occupati, come quelli davanti alla stazione. Se ne parla da decenni, ma anche qui non esiste niente sulla carta e forse non esiste nemmeno l’intenzione reale di andare avanti, a parte l’improvvida proposta di trasferirvi un supermercato.

Sappiamo tutti che si tratta soluzioni costose e complesse, impossibili senza l’intervento di risorse private e pubbliche e i cui modi e tempi di realizzazione sono tutti da studiare. Ma ormai restano le uniche, se si vuole tentare di dare respiro al centro storico e renderne più facili e attrattive l’abitabilità e la fruibilità.

 

Prof. Virginio Villani

Commenti
Solo un commento
Antonio 2019-01-30 16:11:07
I danni di questa Giunta li pagherà a lungo la città, purtroppo 10 anni di "nulla" (Mangialardi) fanno male tanto.
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