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Il 26 gennaio a San Rocco svelato il libro sulla storia di Senigallia

3 anni di lavoro, 29 autori e 544 pagine: un'opera mastodontica per una città "bella e unica"

Presentazione libro storia Senigallia

La storia, si sa, è fatta dagli esseri umani ed è solcata da date. Ma ci sono date e date: alcune ricorrono annualmente, altre capitano una tantum.

Sabato 26 gennaio 2019 è una di queste, poiché stamane all’Auditorium S. Rocco (ore 11.00) i senigalliesi si impossessano della loro storia contemporanea, grazie al volume “Senigallia. Una storia contemporanea 1860-2000”, a cura di Marco Severini (Ed. Ventura, 2019).

Colpiscono i numeri di questa ricerca collettiva posta in essere dall’Associazione di Storia Contemporanea: quasi tre anni di lavoro tra ideazione, scelta di temi e autori, lunghe riunioni redazionali e scelte editoriali per concertare un’opera che è rimasta in fieri fino all’ultimo; 29 autori e autrici, selezionati attraverso tre differenti generazioni (quelli nati a ridosso della seconda guerra mondiale, coloro che appartengono agli anni sessanta-settanta, infine i più giovani); 544 pagine che, corredate da fotografie in bianco e nero, raccontano la storia affascinante di una città che ha saputo affrontare sfide difficili, a volte drammatiche, uscendone però nel complesso bene e sapendo spesso anticipare tempi e cambiamenti.

“Ma il dato più importante – dice un comunicato redazionale – è un altro: non abbiamo ricostruito solo la storia di sindaci, amministratori e volti noti, ma soprattutto quella della gente comune, ordinaria, che ha lasciato una traccia virtuosa verso la modernità, imprimendo un cambiamento di marcia alla realtà cittadina”.

Gli autori di questo libro hanno studiato, in particolare, gli uomini e le donne che ci hanno messo la faccia, hanno lasciato testimonianze preziose e durevoli, si sono assunti la responsabilità di cambiare in meglio le cose, magari contestando, ribellandosi o restando ai margini. Il volume utilizza un ampio spettro di fonti: la ricerca d’archivio, ovviamente, in primis; lo spoglio bibliografico, la documentazione giornalistica (locale e nazionale), le testimonianze di cittadini e cittadine. L’affresco che ne viene fuori è davvero impressionante e attesta la bellezza e l’unicità di una città e del suo modo di vivere: Senigallia è stata ed è la città delle donne e dei volontari, di storici, intellettuali, professionisti, commercianti, artigiani, ambientalisti e artisti coraggiosi e profondi, di una coerente vocazione turistico-balneare, che ha trovato interpreti lodati e originali, ma anche la località interessata da terremoti e alluvioni; è la città di Alberto Zavatti, il sindaco-sarto protagonista della ricostruzione post-bellica, e di Guerrino Mansanta, anarchico e repubblicano sorvegliato sotto il regime fascista, inventore del “moscone”, l’imbarcazione da diporto (da lui brevettata) che ebbe grande successo nella seconda metà del Novecento, ma anche quella di nove maestre che nel 1906 – insieme a una loro collega della vicina Montemarciano – divennero le prime elettrici della storia europea; ancora, è la città di grandi presenze religiose e laiche, che si sono battute per una differente interpretazione del mondo che stava cambiando, e di stupendi monumenti ed edifici, saldamente ancorati al vissuto cittadino, anche se quello più fotografato, d’estate come d’inverno, è il più recente, la Rotonda a mare, sorta sul mare Adriatico il 15 luglio 1933; è la città di tanti simboli identitari, ma quello che sta lì da sempre, da ancora prima che gli uomini popolassero queste lande, è un piccolo fiume torrentizio lungo appena 45 chilometri, il Misa, un fiume che rappresenta insieme una risorsa e un problema per l’intera comunità.

Di tutto questo, e di molto altro ancora, si parla in un’opera (realizzata grazie al contributo dell’Albergo Ristorante Bice, del Centro Cooperativo Mazziniano “Pensiero e Azione”, di Omce, del Ristorante “Pomodoro”, di Saccaria e Santoli Service) la cui presentazione costituisce un appuntamento imperdibile.

Dopo i saluti del sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, presenta l’evento la professoressa Lidia Pupilli, direttrice scientifica dell’Associazione; al suo fianco il curatore (consapevole del motto “Nemo propheta in patria”); leggerà alcuni brani il consigliere Mauro Pierfederici, uno degli autori del volume.
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