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Il musicista Paolo Tarsi pubblica il doppio album “A Perfect Cut in the Vacuum”

Electro-pop, ambient, krautrock e techno fanno da colonna sonora a un artwork a cura dello studio grafico dei Pink Floyd

Frantoio Lugliaroli - Senigallia - Prodotti tipici e per la cosmesi
Paolo Tarsi & Emil Schult

A Perfect Cut in the Vacuum” è il titolo del nuovo album del musicista e produttore Paolo Tarsi in uscita per la sua label Anitya Records, in collaborazione con Acanto e Rebirth. Il disco vede la luce a poche settimane di distanza dal successo ottenuto con il singolo “Seven Nights Awake”, realizzato insieme al producer Francesco Novara, con cui ha scalato le classifiche iTunes svedesi fino a toccare la settima posizione (Top Songs Electronic).

Le 21 tracce di questa nuova release – che si compone di 2 CD – pulsano in un climax dove si susseguono, come in un immenso dance mix celeste, sonorità sempre più intense. Echi ambient si fondono con la Kosmische Musik e il progressive, passando attraverso l’elettronica techno con tinte kraut, fino a specchiarsi nell’irresistibile universo del synth-pop.

Nel primo CD, intitolato “Unique Forms of Continuity in Sound”, si rincorrono in filigrana citazioni tratte da “Furniture Music for New Primitives”, l’album del debutto solista pubblicato per la Cramps, accolto unanimemente come uno dei dischi più belli del 2015, di cui questo nuovo capitolo costituisce un ampliamento delle sonorità, in modo particolare dell’elemento ritmico.

Un’indagine sonora che esplora quel senso di ansia del vuoto innato nella natura umana, un Horror Vacui che i primitivi della Terra cercavano di colmare riproducendo immagini di scene quotidiane sulle pareti spoglie delle caverne. Condizione esattamente opposta a ciò che si trova ad affrontare l’uomo di oggi, completamente saturo di input mediatici a cui corrispondono un eccesso di segnali, auditivi e visivi, che generano una sorta di Horror Pleni – un orrore del troppo pieno – in contrasto con l’antico Horror Vacui dell’uomo preistorico.

Ed è proprio nella direzione di una digitalizzazione sempre più accentuata che si affaccia il panorama di suoni sintetici dal sapore mitteleuropeo del secondo CD “Artificially Intelligent”, affrontando il tema quanto mai attuale dell’intelligenza artificiale, in perfetto equilibrio tra sperimentazione e attitudine pop. Un viaggio attraverso sonorità cinematografiche, ricerche musicali e introspettive che culmina con “Artificial Intelligence”, il primo singolo dell’album. Un progetto e un produttore di cui sentiremo sicuramente parlare nei prossimi mesi.

A Perfect Cut in the Vacuum: collaborazioni & special guests

Anticipato dall’esposizione multimediale “Bad Consumers” (catalogo edito da Ventura Ed.) nella prestigiosa cornice di Palazzo Ducale di Genova, “A Perfect Cut in the Vacuum” coinvolge musicisti che hanno contribuito a rimodellare i canoni estetici di una rivoluzione artistica destinata a influire in modo permanente sul suono e sull’immaginario tecnologico. A partire da miti assoluti dell’elettronica, in particolare da formazioni iconiche come quelle degli Elektric Music e dei Tangerine Dream, con la violinista Hoshiko Yamane e lo storico tastierista Steve Schroyder, fino a coinvolgere tre ex componenti dei Kraftwerk: Emil Schult, Eberhard Kranemann e Fernando Abrantes. Una presenza particolarmente significativa, quest’ultima, se si pensa che nel corso della propria carriera il geniale gruppo di Düsseldorf ha rinunciato a collaborazioni con nomi del calibro di David Bowie, il primo sostenitore della band presso i media, e anche con Michael Jackson (la più grande star del pianeta avrebbe voluto affidare proprio ai Kraftwerk la produzione di “Thriller”, passato poi nelle mani di Quincy Jones). Altri ancora provengono da esperienze altrettanto importanti e significative quali King Crimson, Tuxedomoon, Henry Cow, National Health, Area, Afterhours, Ulan Bator, Rheingold, passando per session men che hanno inciso al fianco di Brian Eno (“Here Come the Warm Jets”), Radiohead (“Amnesiac”), Soft Machine (“Third”, “Fourth”), Bryan Ferry (“Another Time, Another Place”), Neu!, faUSt, Caravan, Hatfield and the North, fino a coinvolgere alcuni tra i principali protagonisti del clubbing e della scena elettronica più recente come Scanner, DJ Ralf, Andrea Tich, Valerio Cosi, Alek Hidell, Violres e Fauve! Gegen A Rhino.

Artwork e visuals sono a cura di Luca Domeneghetti, Roberto Rossini, Emil Schult – artista e musicista co-autore di brani come “Talk” dei Coldplay e designer di alcuni dei maggiori successi dei Kraftwerk (tra cui “Autobahn”, “Radio-Activity”, “Trans-Europe Express” e “Computer World”) – fino a coinvolgere Ahmed Emad Eldin, autore della cover dell’album “The Endless River” dei Pink Floyd.

Paolo Tarsi (1984) è autore di musica elettronica e cameristica, scrive per il teatro e la video-arte lavorando regolarmente con artisti visivi, dj, film-maker, gallerie e musei d’arte contemporanea. Specializzatosi nella composizione con il premio Oscar Luis Bacalov, collabora con musicisti provenienti dall’avanguardia colta, così come figure di primo piano della scena elettronica, jazz e rock (Esecutori di Metallo su Carta, Calibro 35, Litfiba, CCCP, CSI, Diaframma, Area Open Project). Sue composizioni sono state eseguite in luoghi di culto della musica contemporanea come lo Spectrum di New York e ha realizzato musiche per video-opere e installazioni presentate alla Herbert Art Gallery & Museum di Coventry (UK) e all’ultima edizione dell’Athens Digital Arts Festival. Nel 2018 pubblica il suo primo libro dal titolo “L’algebra delle lampade” edito da Ventura.

 

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