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“Accettiamo i giovani di oggi, senza pensare che la nostra generazione fosse migliore”

Le riflessioni di un lettore di Senigallia: "oggi è tutto precario, ma certe responsabilità sono anche nostre"

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giovani, gioventù, ragazzi

Viviamo in un momento storico indubbiamente difficile da molti punti di vista. E’ tutto precario: Il lavoro, la politica, i sentimenti.

Però se vado indietro nel tempo, quando ero ragazzo, di momenti duri me ne ricordo tanti. Anche allora il lavoro scarseggiava e si faceva quel che si poteva, senza tante storie e il fatto che ti piacesse poteva essere solo fortuna.

I giovani mai contenti non sono mai mancati. Ma si superava tutto, certo con mille ostacoli, ma mai ci si faceva sopraffare dalla sorte avversa. Si reagiva perchè c’erano tante responsabilità sulle spalle, ed era proprio il senso del dovere nei confronti delle cose e delle persone che ci circondavano, a darci la forza di andare avanti.

Mi capita di trascorrere un po’ di tempo con i giovani di oggi e parlo con loro di alcuni argomenti. Mi accorgo così che sono molto diversi da come eravamo noi. Certo, da parte loro emerge la richiesta del lavoro, ed è un sacrosanto diritto, anche se certi lavori che noi italiani non vogliamo più fare: badanti, muratori, lavoranti nei campi, alle catene di montaggio con scomodi turni di notte, o anche nulle cucine dei ristoranti ed altri lavori usuranti. Ma quello di cui mi accorgo è che mancano di grinta, di quel pizzico di scarsa aggressività indispensabile per affrontare la vita. Non coltivano passioni e non hanno sogni. L’avere passione per una cosa è certamente un regalo ma comunque c’è sempre stato chi aveva passioni e chi no, allora come oggi.

Accettiamo perciò la nuova generazione per come è, senza pensare che la nostra era meglio.

Considerando poi che certe responsabilità sono anche nostre. Anche la società nel suo insieme non ha contribuito, ne sul piano culturale ne su quello economico, a venire incontro alle esigenze della attuale generazione.

Duilio Marchetti

Commenti
Solo un commento
Mario2 2019-01-19 12:48:33
Tolga pure la parola "anche" le responsabilità sono le vostre e un domani quando VOI non ci sarete più dovremmo farci noi i conti. Questi saranno i nostri Dottori, Poliziotti, Governanti, Ingegneri e cosi via e solo a pensarci mi vengono i brividi cosi come mi vengono i brividi nel leggere frasi del tipo "Accettiamo le nuove generazioni" come a dire è una cosa venuta male ma chi se ne frega i nostri errori li pagheranno gli altri, lo stesso egoismo che ha portato il paese a questo livello, il magna magna generale, in pensione a 45 anni l'inefficienza nel lavoro (soprattutto statale). L'unica cosa che dovete fare è chiedere scusa al pese intero.
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