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“Il Comitato per l’ospedale di Senigallia andrebbe sostenuto, non osteggiato”

Il gruppo dell'Onda prende posizione nella lunga polemica tra Mangialardi e il Comitato per il servizio di Striscia la Notizia

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Chiara Squaglia ha fatto un servizio sulla sanità locale

C’è poco da fare. Se Narciso governa la città, questa città non può essere che il suo specchio d’acqua. Al minimo movimento della superficie l’immagine si scompone in sdegnato stupore.


Sopporta solo l’eco della propria voce e confonde se stesso con la realtà.

Cosa c’entra l’inchiesta di Striscia – e più ancora cosa c’entra l’attività del Comitato per l’Ospedale – con la tragedia di Corinaldo?

L’associazione la fa solo lui: la presenza di Striscia era annunciata già da molti mesi e il Comitato le ha fatto da guida.

Il dolore per i giovani morti è troppo superiore alle parole e a nessuno è moralmente permesso di contaminarlo: nemmeno per rimproverare ad altri se anche mai l’avessero fatto, cosa non fatta dal Comitato.

Dall’ascolto del servizio televisivo attentamente analizzato viene fuori – a nostro giudizio – che né Striscia è stata irrispettosa parlando di sanità, né il Comitato irriguardoso verso chi ci lavora.

Dov’è dunque la connessione con la Lanterna Azzurra, se non nella retorica messa a punto dal sindaco e dal suo corteggio? Una foga senza motivo e senza luogo gli impedisce addirittura di capire il senso di quello che è avvenuto e di quanto si è detto. Ha forse Striscia criticato il nostro ospedale e la città? Assolutamente no: ha criticato il sistema sanitario regionale che riduce l’ospedale di Senigallia in condizioni prima da non disporre e poi da non poter utilizzare appieno un importante strumento diagnostico. La critica non riguardava in senso stretto l’Ospedale di Senigallia (di questo Mangialardi non ha voluto accorgersi trovandosi probabilmente amico più della capra che dei cavoli) ma il CUP e l’organizzazione che gli sta dietro, della quale il sindaco banalizza la responsabilità vagheggiando: “non so bene per quale problema di liste di attesa”.

La sgraditissima (ai suoi occhi) visita di Striscia sarebbe poi avvenuta “dietro la denuncia del Comitato Cittadino per la difesa dell’ospedale”.

E anche qui non occorre essere esperti dei linguaggi della politica per cogliere l’ambiguità di quel “dietro”; cosa significa? Che il Comitato ne sarebbe in qualche modo responsabile? Che non doveva denunciare le carenze di cui tutti i senigalliesi soffrono al solo scopo di evitare che Striscia ne approfittasse con i sui “pseudoscoop”?

O che Striscia sia stata chiamata dal Comitato in questo passaggio tragicamente luttuoso della città con la malizia di volersene valere?

Non è certo questo il caso di chi si raccoglie in comitato volontariamente, liberamente e gratuitamente per segnalare le carenze del sistema sanitario come attualmente organizzato e suggerire possibili soluzioni. Un comitato di cittadini che si danno da fare per la città non dovrebbe essere visto – come lo vede invece il vicesindaco Memè – alla stregua di una congrega di partito quale non è, ma accolto come un interlocutore e interprete del sentimento della cittadinanza.

Un amministratore attento, uno che vuole bene alla città, dovrebbe dialogare e sostenere simili comitati e non osteggiarli.

Ma c’è poco da fare. Quando prevale sul rapporto di cittadinanza un così esclusivo carico caratteriale unito alla carriera di partito, la cosa migliore è che ciascuno continui ad operare secondo coscienza infischiandosene di queste comparsate.

Da

Gruppo dell’Onda

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