SenigalliaNotizie.it
Versione ottimizzata per la stampa

Caso Predieri: condannato a otto anni e sei mesi di reclusione

Il 32enne è stato riconosciuto colpevole solo per il reato di abusi sessuali: assolto per gli altri capi di accusa

5.682 Letture
commenti
Onoranze Funebri F.lli Costantini
toghe, giudici, udienza, tribunale, processo

E’ stato condannato ad otto anni e sei mesi di reclusione: questa la pena inflitta dalla Corte d’Assise ad Alessandro Predieri, 32enne senigalliese finito alla sbarra con l’accusa di induzione al suicidio, riduzione e schiavitù e violenza sessuale.

I reati secondo la procura sarebbero stati commessi nei confronti di due ragazze che al momento dell’inizio della relazione erano minorenni (una di queste è divenuta in seguito sua moglie).

Il 32enne è stato riconosciuto colpevole solo per il reato di abusi sessuali perpetrati ai danni dell’ex compagna. È arrivata invece l’assoluzione, per gli altri capi d’accusa contestati dal pm Paolo Gubinelli in quanto il fatto non sussiste.

Il magistrato, al termine della requisitoria, aveva chiesto cinque anni e mezzo di condanna per tutte le accuse. Alla parte civile andrà una provvisionale di 30 mila euro. Il risarcimento verrà quantificato in sede civile. Il verdetto è arrivato al termine di un processo durato oltre due anni e per la prima parte tenutosi a porte chiuse.

In merito alla sentenza, l’Avvocato Roberto Paradisi, difensore della famiglia Bertolini: “Intanto non posso non esprimere soddisfazione perché una vittima dell’imputato, quella che personalmente si è messa in gioco denunciando e affrontando il dramma del processo, ha ottenuto giustizia piena con una pronuncia esemplare che ristora in parte quantomeno moralmente la violenza subita. Certo, noi, così come il pubblico ministero, abbiamo cercato di far comprendere alla Corte la particolare peculiarità del caso in cui, a nostro avviso, l’istruttoria ha dimostrato che vi era qualcosa in più rispetto alle pur gravi violenze sessuali. In questo contesto resta sullo sfondo il quadro di vessazioni, limiti, divieti e imposizioni che avevano ridotto le vittime in stato di soggezione. Leggeremo tra 90 giorni le motivazioni in cui comunque speriamo e crediamo fortemente di leggere nero su bianco quello che ha dimostrato il dibattimento in relazione alla famiglia Bertolini. E cioè che ha subito per due anni una serie di attacchi al limite della calunnia dimostratisi tutti falsi. Una famiglia che ha sempre agito e continuerà ad agire per il bene della figlia e che, con coraggio, ha intrapreso un percorso che ha poi permesso di scoprire le altre vittime dell’imputato”.

Commenti
Ancora nessun commento. Diventa il primo!
ATTENZIONE!
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password

Già registrato?
... oppure Registrati!