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“All’ospedale con il neonato ma c’e’ troppa fila: alla chiamata del medico erano già tornati a casa”

Proposta da parte del Comitato a difesa dell'ospedale

Il Comitato Cittadino a difesa dell'Ospedale

All’ospedale con il neonato ma c’e’ troppa fila. alla chiamata del medico erano già tornati a casa. In queste due righe si sente tutta l’ansia dei genitori preoccupati per il loro bambino in contrapposizione ai tempi di attesa lunghissimi che si hanno nel nostro Pronto Soccorso.

Nell’essere vicini a questi genitori di cui comprendiamo la preoccupazione contemporaneamente siamo anche dalla parte degli operatori, Medici, Infermieri e Oss che giornalmente con professionalità, competenza e dedizione danno tutti loro stessi per cercare di soddisfare le necessità e le esigenze degli ammalati, che puntualmente, e a volte anche a frotte, si presentano allo sportello del Triage della nostra struttura.

Triage in cui l’accesso alle cure è svolto da personale infermieristico esperto e specificatamente formato che, valutando i segni ed i sintomi del paziente, identifica le condizioni potenzialmente pericolose per la vita ed attribuisce un codice di gravità al fine di stabilire le priorità di accesso alla visita medica.
Ma questo caso evidentemente mette in mostra la grossissima lacuna organizzativa esistente e già più volte segnalata da questo comitato senza nessun ascolto da parte del direttore generale, ovvero la carenza di risorse necessarie ad una struttura che oltre a soddisfare un consistente numero di abitanti, circa 80 mila, aggiunge un milione (dati del Sindaco Mangialardi) di turisti durante l’arco dell’anno. Spalmati mensilmente sarebbero altri 80 mila cittadini che presenziano la città di Senigallia.

E allora non vogliamo offrire ai senigalliesi e ai turisti un Ospedale con un Pronto Soccorso di primo livello?? Purtroppo ad oggi le decisioni dei dirigenti li penalizzano con le conseguenze che leggiamo quotidianamente e che se sono limitate, è grazie alla perizia e allla professionalità degli operatori che vi lavorano.
PERTANTO FACCIAMO NOSTRA UNA PROPOSTA NATA DA UNA CITTADINA NELLA NOSTRA ULTIMA USCITA PUBBLICA DEL 13 E 14 OTTOBRE CON BANCHETTI SPARSI NELLA CITTA‘.
La proposta di questa cittadina nasce da una esperienza simile avuta e che l’ha portata a ragionare sulla necessità di ridurre i disagi dei cittadini allorchè si presentano al Pronto Soccorso.

Ci ha segnalato che oltre la necessità di implementare sia la dotazione organica, Medici, Infermieri e Oss in numero adeguato anche in base al periodo estivo, che la dotazione strumentale, una Tac interamente dedicata al Pronto Soccorso che ridurrebbe di molto i tempi di attesa delle indagini, sorge la necessità di un TRIAGE che abbia la possibilità di indirizzare i codici BIANCHI E VERDI in sedi opportune e comunque fuori dalla struttura al fine di non ingolfarla.

In parole semplici e chiare occorre indirizzare questi pazienti in altri ambulatori (dentro o fuori del polo ospedaliero non ha importanza) gestiti e organizzati dai medici di famiglia e supportati da infermieri dedicati a cittadini affetti da patologie croniche e con una assistenza fondata su tre pilastri:1) accoglienza e presa in carico; 2) garanzia di servizi e assistenza assistenziale sul territorio; 3) centralizzazione degli ambulatori dei medici di medicina generale (medici di famiglia), dei pediatri, della guardia medica e degli specialisti ambulatoriali.
Questo criterio si sta già attuando in Toscana e Lombardia.
Oggi sembra diventato impossibile trovare qualcuno per un’iniezione o per una medicazione complessa. L’infermiere di famiglia sarà la persona giusta alla quale rivolgersi 24 ore su 24, sempre in collaborazione con il medico responsabile.
“È una proposta che riporterebbe l’assistenza sanitaria ai territori e contribuirebbe anche a RIDURRE gli accessi al Pronto Soccorso, le degenze ospedaliere o le riammissioni con importanti risparmi per le casse pubbliche.” #CISTAACUORELOSPEDALEDISENIGALLIA.

da Comitato difesa dell’Ospedale

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