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Perugino, Crivelli, Giaquinto: altra importante mostra a Senigallia

Inaugurazione il 18 ottobre, apertura fino al 3 marzo 2019

Mostra Perugino, Crivelli, Giaquinto

Dal 19 ottobre al 3 marzo 2019 Senigallia torna ad accogliere i capolavori di alcuni grandi maestri che nel corso dei secoli hanno contribuito ad arricchire i centri adriatici con le loro opere, ospitando nelle sale di Palazzo del Duca la mostra curata da Stefano Papetti “Perugino, Crivelli, Giaquinto. Dai Monti Azzurri all’Adriatico”. La mostra sarà inaugurata oggi pomeriggio, 18 ottobre, alle ore 17,30 a Palazzetto Baviera.


Attraverso una ricca selezione di opere provenienti dalla Pinacoteca Civica Fortunato Duranti di Montefortino e da altre istituzioni legate alla Rete Museale dei Sibillini, come la Pinacoteca “S. Gentili” di San Ginesio e la Pinacoteca Civica di Sarnano, luoghi peraltro segnati dai recenti eventi sismici, si illustrerà quel complesso processo di osmosi figurativa, che va dal centro fino alla costa marchigiana, e che Federico Zeri e Pietro Zampetti hanno definito cultura adriatica.

“Un’altra mostra di grande pregio– afferma il sindaco Maurizio Mangialardi – che si inserisce nel solco dei qualificati appuntamenti culturali che stanno ormai da lungo tempo caratterizzando Senigallia, consolidandone la presenza nel ristretto novero delle città d’arte. Appuntamenti che, valorizzando gli spazi e i luoghi più prestigiosi del nostro patrimonio artistico, hanno permesso di sostenere la crescita del segmento turistico afferente alla cultura nell’ottica di una destagionalizzazione mirata ad accogliere visitatori e turisti nell’intero arco dell’anno. Ma con l’esposizione “Dai Monti azzurri all’Adratico”, che consentirà di ammirare i capolavori di Crivelli, Perugino e Giaquinto, Senigallia fa qualcosa in più: da un lato promuove i territori colpiti dal terremoto e il loro patrimonio artistico, declinando così nel miglior modo il concetto di Marche regione al plurale, che coopera e valorizza le singole pecularità; dall’altro si riappropria idealmente della sua storia, che l’ha vistaper secoli tra gli snodi più importanti della cultura adriatica. In questo senso vogliamo ribadire un concetto che ci sta enormemente a cuore, ovvero che l’arte e la bellezza, insieme alla tutela e alla corretta valorizzazione dei nostri beni culturali, rappresenta un orizzonte imprescindibile per incamminare il nostro Paese verso un futuro di progresso civile ed economico. Il nostro ringraziamento va alla Regione Marche, ai sindaci dei Comuni di Montefortino, Sarnano e San Ginesio, che hanno concesso le opere per realizzare questa prestigiosa esposizione, e ovviamente al professor Papetti, che con la solita competenza e professionalità ha curato la mostra”.

“Un titolo poetico ed evocativo– aggiunge l’assessore alla Cultura Simonetta Bucari – per una mostra che, attraversando secoli, stili e territori diversi, rappresenta un viaggio nel tempo e nello spazio, e soprattutto un omaggio ai maestri che con le loro opere hanno impreziosito il nostro patrimonio artistico”.

“Si tratta – spiega il curatore Stefano Papetti – di una stupefacente serie di capolavori che dialogano con il patrimonio artistico conservato a Senigallia, come la piccola tavola di Perugino, autore anche della monumentale ancona della chiesa di Santa Maria delle Grazie che attesta la grande diffusione del verbo peruginesco nel vasto territorio centro italiano, ma anche le tavole di Vittore Crivelli che testimoniano la fortuna dello stile forbito elaborato nelle fiorenti botteghe lagunari in continuo dialogo con il contesto adriatico.”

Insomma, un viaggio nella religiosità popolare marchigiana attraverso un affascinante percorso stilistico e iconografico che si dipana dai saloni di Palazzo del Duca con le grandi pale d’altare quattrocentesche fino agli ambienti più raccolti del piano nobile dove sono esposte le nature morte sei e settecentesche, alcune delle quali acquistate alla Fiera di Senigallia, collezionate da Fortunato Duranti, artista marchigiano precursore, in piena stagione romantica, della riscoperta dell’arte barocca.

Il percorso espositivo, che segue un ordine cronologico, inizia con la tavola Sant’Andrea e la battaglia fra Ginesini e Fermani (1463ca) di Nicola di Ulisse da Siena nota come la “battaglia della Fornarina” dal nome della fornaia che diede l’allarme dell’arrivo dei nemici e salvò il borgo di San Ginesio dalla distruzione e prosegue con la sublime Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti di Vittore Crivelli a testimonianza del fortunato crocevia di artisti che dal Trecento ha legato Venezia e le Marche. A far da controcanto alla Pala di Senigallia del Perugino, che raffigura la Madonna in trono con Bambino e i Santi Giovanni Battista, Ludovico di Tolosa, Francesco, Pietro, Paolo e Giacomo, oggi conservata presso la Pinacoteca Diocesana della città adriatica, il drammatico Cristo della Passione dello stesso Perugino che attesta la grande diffusione della sua cifra stilistica nel vasto territorio del centro Italia.

Passando per Vincenzo Pagani, Antonio Romano, Simone De Magistris e Machisiano di Giorgio si arriva al Settecento con una serie di dipinti di Corrado Giaquinto, l’artista pugliese che ha operato nelle maggiori capitali italiane ed europee muovendo da Molfetta per poi approdare a Roma, Torino e Madrid dove riscosse incondizionati apprezzamenti per la leggiadria delle sue composizioni. Suo l’olio su tela La Maga che testimonia le storie e le leggende che popolano l’area dei Monti Sibillini. In mostra anche le nature morte di affermati specialisti italiani del genere, opere di grande successo per il loro valore decorativo che nella mostra è testimoniato dalle tele di due pittori come Spadino e Cristoforo Munari.

La mostra resterà aperta il mercoledì, il giovedì e il venerdì, dalle ore 15 alle ore 19 e il sabato, la domenica, i festivi e i prefestivi dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19. Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare i portali www.comune.senigallia.an.it e www.feelsenigallia.it, chiamare il numero 3666797942 o scrivere all’indirizzo e-mail circuitomuseale@comune.senigallia.an.it.

Biglietti
Ingresso intero 8 euro per i cittadini di età superiore ai 25 anni.
Ridotto 4 euro per i cittadini dell’Unione europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per i docenti delle scuole statali con incarico a tempo indeterminato.
Ridotto 6 per i soci Fai, Touring, Coop Alleanza 3.0, Archeoclub d’Italia, Albanostra – Cassa Mutua G. Leopardi e per i gruppi di visitatori formati da oltre venti paganti.
Ingresso gratuito per tutti i cittadini appartenenti all’Unione Europea, di età inferiore a 18 anni e per gli iscritti alla Libera Università per Adulti di Senigallia.
Ingresso cumulativo con la mostra “Alexander Rodchenko. Revolution in photography in mostra ”:

Ingresso intero 12 euro per i cittadini di età superiore ai 25 anni.
Ridotto 6 euro per i cittadini dell’Unione europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e ai docenti delle scuole statali con incarico a tempo indeterminato;
Ridotto 10 euro per i soci Fai, Touring, Coop Alleanza 3.0, Archeoclub d’Italia, Albanostra – Cassa Mutua G. Leopardi e per i gruppi di visitatori formati da oltre venti paganti.
Ingresso gratuito per tutti i cittadini appartenenti all’Unione Europea, di età inferiore a 18 anni e per gli iscritti alla Libera Università per Adulti di Senigallia.

In virtù dell’accordo tra Comune di Senigallia e Civita mostre, per tutti i possessori di un biglietto della mostra “Sebastiao Salgado. Genesi” sarà possibile accedere con un biglietto a prezzo ridotto alla mostra “Perugino, Crivelli, Giaquinto. Dai Monti Azzurri all’Adriatico”. Viceversa tutti i possessori del biglietto della mostra “Perugino, Crivelli, Giaquinto. Dai Monti Azzurri all’Adriatico” potranno entrare con biglietto ridotto alla mostra “Sebastiao Salgado. Genesi”.

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