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La Sant’Agata di Senigallia pronta a sorprendere pure fuori regione

A Correggio è intervenuto il vice-sindaco Maurizio Memè

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Maurizio Memè

Dopo il grande successo riscosso a Senigallia durante l’esposizione a Palazzetto Baviera, la “Sant’Agata di Senigallia”, il capolavoro ritrovato di Antonio Allegri, sarà oggetto di una nuova prestigiosa mostra nella Sala del Mantegna del Museo Il Correggio.


L’evento è stato inaugurato lo scorso 22 settembre e ha visto la partecipazione del vicesindaco Maurizio Memè, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Senigallia.

La “Sant’Agata” è una piccola tavola che Antonio Allegri dipinse nella maturità della sua carriera, forse come omaggio a una persona cara. L’identificazione con Sant’Agata poggia sugli attributi agiografici e di martirio ben rilevabili nell’opera. La tavola proviene da una famiglia di Fano, alla quale era giunta dopo il dono ottocentesco di un nobile inglese al dottor Angelo Zotti di Senigallia. Dario Fo, che ha ben conosciuto il quadro, riteneva che nel volto di Sant’Agata si ritrovassero i lineamenti di Jeronima, la giovanissima sposa del Correggio.

Tutte le più recenti perizie artistiche e scientifiche lo certificano come assolutamente autografo.

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