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Bello contro Mansanta: “Vile, arrogante e maleducato Presidente. Rassegni dimissioni”

Un "fuori onda" durante il Consiglio delle Terra della Marca Senone scatena l'attacco del capogruppo della Lega

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Un commento
Massimo Bello e Moris Mansanta

“…Oh, gli vorrei dare una scarpata! Ritiro tutto quello che ho detto. Tempi tre minuti a intervento, un intervento singolo, replica due minuti. Così imparano…!”

A pronunciare queste poche, grette ed inopportune, ma inequivocabili parole è stato Moris Mansanta, Presidente del Consiglio comunale dell’Unione dei Comuni, nonché Vice Sindaco di Ostra, a termine di un mio intervento in aula, nella seduta del Consiglio dell’Unione di martedì scorso (4 settembre 2018 ndr). Non accorgendosi però – il vile, arrogante e maleducato Mansanta – che il suo microfono fosse ancora acceso!

Sì, proprio lui. Il Presidente-Vice Sindaco di Ostra Moris Mansanta, colui che dovrebbe garantire imparzialità, correttezza e infondere senso del dovere istituzionale a nome di tutto il Consiglio. E che, invece, ha dimostrato tutto il livore e la rabbia di chi vorrebbe che il Consiglio si riducesse a luogo di ratifica delle decisioni della sua maggioranza senza pronunciarsi su alcun provvedimento. Questo Moris Mansanta vorrebbe un ‘soviet’, non un’aula consiliare!

Preciso che Moris Mansanta è del PD, un uomo di sinistra, uno degli ultimi comunisti travestito da democratico, esponente di una sinistra arrogante e preponente, esponente di una sinistra locale, che si barcamena per salvaguardare una delle ultime oasi di potere del PD (le Marche), che regge ancora al vento del cambiamento! Ma per poco!

Egli è stato eletto, purtroppo, a maggio scorso, anche quale Presidente del Consiglio dell’Unione con i soli voti, per fortuna, della maggioranza consiliare. Ma proprio per il ruolo che ricopre avrebbe dovuto essere, almeno in apparenza, al di sopra delle parti anziché prono agli ordini del suo partito e della sua maggioranza consiliare. Con questa sua sortita ‘fuori onda’, di fatto, ha scelto di non essere il Presidente di tutta l’Assemblea, ma solo di una parte. E, quindi, da oggi in poi, sarà trattato non come il vertice privilegiato dell’Assemblea, ma semplicemente come meriterebbe chi viola gli elementari principi della convivenza, dell’educazione e del rispetto.

Le sue parole – al di là degli effetti pratici, che hanno prodotto, anche perché questo Mansanta non spaventa alcuno – non solo sono state una grave ‘caduta di stile’ istituzionale – sempre che questo Mansanta ne abbia o ne abbia avuto uno – ma anche la palese dimostrazione della pochezza istituzionale di costui nell’ambito di un confronto leale, anche se aspramente dialettico.
La viltà, l’arroganza e la maleducazione di questo Mansanta è racchiusa non solo in quelle poche parole pronunciate in aula, ma anche e soprattutto nell’essenza di ciò che egli pensa delle regole democratiche e del confronto politico in sede istituzionale.

A parole questo Mansanta dice di essere democratico, ma nella pratica istituzionale vorrebbe che l’opposizione stesse zitta o non parlasse affatto. Oppure, se parlasse, dovrebbe farlo sempre, stando in linea con la maggioranza, che egli rappresenta. Mai contraddirla, anche se questa maggioranza del PD presenta in Consiglio pratiche irregolari, violando la legge!

Il suo atteggiamento dimostra che, durante la seduta, questo Mansanta sia stato costretto a sopportare i miei interventi a tal punto che, se ne avesse avuto l’opportunità, mi avrebbe dato volentieri una scarpata! Ecco l’ardita pretesa di chi vorrebbe insegnare i valori della democrazia, della libertà, del rispetto e dell’educazione a coloro che – secondo costui e i suoi compagni di viaggio – sarebbero fascisti, razzisti e xenofobi!

Stia sereno questo Mansanta. In tutte le sedute del Consiglio, per quel che mi riguarda, l’opposizione ci sarà e si farà sentire. A voi maggioranza del PD non vi sconterà nulla. E farà di tutto per smontare e distruggere la ‘scatola vuota’ dell’Unione, che avete creato, imponendola alle maggioranze e ai sindaci del PD. Ma non lo potrete imporre per sempre al popolo e ai cittadini di questo territorio. Che ha il diritto di riprendersi la sua autonomia e il suo potere decisionale.

Comunque, a supporto di questo Comunicato c’è il ‘fuori onda’ della seduta del Consiglio dell’Unione dei Comuni de ‘La Terra della Marca Senone’ di martedì scorso, 4 settembre. Un ‘fuori onda’ contenuto anche nella registrazione video integrale trasmessa in streaming della seduta consiliare, che è possibile guardare sul sito del Comune di Senigallia (minuto 2:48:27 ndr).

Massimo Bello
Capogruppo Consiliare della Lega al Consiglio dell’Unione dei Comuni

Commenti
Solo un commento
mimmo990
mimmo990 2018-09-08 08:26:49
Scusate ma se é vero quello che avete detto più volte, ovvero che l'unione dei comuni non é stata istituita in modo regolare, perché non fate ricorso nelle opportune sedi e fate cadere cosi questo teatro di burattini?
Guardate che la gente ne sarebbe contenta.
Sul caso specifico, Bello, mi scusi ma nella sua esperienza di vita e professionale, quanta gente ha conosciuto in Italia in politica, che si é dimessa? A prescindere di dove stesse la ragione o il torto.
A che serve chiedere dimissioni, che non avverranno mai? Denunciate, e fatela finita. Se non altro otterrete dei risultati prima o poi, invece di buttarvi sui social network e basta .
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