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L’importanza della sala cinematografica

Riflessione personale al gusto amarcord di Stefania Piantanelli e intervista al programmista e coordinatore del Cinema Gabbiano

Cinema Gabbiano Senigallia - Sala grande

I film si guardano al Cinema. Eh sì, nonostante le favolose apparecchiature di home theater che possiamo avere, nulla può sostituire la visione in sala. Perché il cinema è nato per essere fruito collettivamente. Ci si può andare con gli amici o in rigorosa solitudine, a sala piena del fine settimana  o a sala semivuota del pomeriggio feriale, ma i film andrebbero visti al cinema.

Ammetto di avere un attaccamento particolare ad alcune sale, che ho visto cambiare negli anni, e che ai miei cambiamenti hanno assistito silenziose. Indimenticabile la visione di Cuore Selvaggio nella sala A del Cinema Odeon, a Bologna, che a conferma del potere persuasivo della settima arte, mi spinse a comprare il mio primo pacchetto di sigarette. A Senigallia, dove davanti agli schermi ho sognato più che di notte, provo nostalgia per luoghi, per me di culto, come il Politeama Rossini, dove presi il coraggio di chiedere al proiezionista di farmi andare in cabina mentre mandava L’attimo fuggente, o il Cinema Eden e la visione di Top Gun del sabato pomeriggio con tutte le amiche, e che oggi non esistono più, come non esiste (quasi) più la pellicola.

Il Cinema Vittoria invece esiste ancora, ma ha cambiato nome  in Cinema Teatro Gabbiano ed è gestito dalla Fondazione omonima, di cui Don Gesualdo Purziani è Presidente, e che fa parte del circuito ACEC.

La settimana scorsa ho incontrato Carmine Imparato, programmista e coordinatore dello staff, per farmi – e farci – raccontare da lui come funziona il dietro le quinte di un Cinema.

Cinema Gabbiano Senigallia - GalleriaÉ stata una chiacchierata lunga e appassionata – tipica di chi ama il proprio lavoro e lo fa con dedizione – iniziata così: “La settimana del Cinema parte il giovedì, con la nuova programmazione, e termina il mercoledì successivo con il cambio locandine, manifesti, ecc. Si lavora di giorno, tutto deve essere a posto prima dell’apertura serale: a livello logistico va verificato che tutto funzioni, ad esempio il controllo delle lampade dei proiettori; a livello comunicativo vanno informati gli spettatori su cosa accadrà quella settimana, utilizzando i canali a disposizione (sito web, pagina fb, newsletter, whatsapp)”.

Qual è il ruolo del programmista?

“Ogni settimana escono 8 – 10 film e si deve fare una selezione,  senza tener conto del gusto personale, altrimenti daremmo tutti film come quello di Kim Ki-duk che uscirà il 12 aprile, Il prigioniero coreano, un grandissimo film (sorridiamo entrambi, n.d.r.). Sicuramente è importante l’esperienza, la competenza, l’utilizzo di un sistema di studio del pubblico in base all’età, agli orari di afflusso, e da lì va fatta una multi proposta. Noi, con due sale, riusciamo a programmare una media di 4-5 film a settimana”.

Quale obiettivo volete raggiungere?

“Noi vogliamo dare allo spettatore  la possibilità di vedere più film a prezzi accessibili (ecco spiegate le tessere gold, silver e student), perché per come la vedo io, il prezzo giusto per andare al cinema sono le vecchie diecimila lire. L’obiettivo di qualunque cinema dovrebbe essere quello di far andare al cinema le persone perché in Italia purtroppo la percentuale è molto bassa”.

Mi sembra di capire che la selezione dei film va fatta tenendo conto di diversi fattori…

“Sicuramente bisogna dare un occhio al mercato, ma non troppo. Per molti cinema è vincolante la distribuzione.  Noi non diamo l’esclusiva a nessun distributore proprio per mantenere quella libertà di scelta che ci consente di non deludere il pubblico  che negli anni ha maturato una fiducia in noi, e quindi diciamo che  per il 70% c’è la mia scelta (dopo aver visto i film, con grande invidia della sottoscritta, n.d.r.) , per un 20% è una questione di opportunità, ossia mandare un certo film che magari non è proprio coerente con noi, ma ci consente un accordo per avere magari dopo due settimane un film che ci interessa molto, e infine per un 10% si tratta di passaggi di film che sono piccoli o che hanno bisogno di visibilità”.

Parliamo delle varie rassegne del Gabbiano?

“Negli anni abbiamo cambiato nomi e giorni. C’era il mercoledì d’essai che era molto seguito, fino alle partite di campionato di calcio, che ci hanno costretto a spostarlo al lunedì, e l’abbiamo chiamato diLunedì per accostarlo al diMartedì che invece è la rassegna sull’arte.

Con La Forma dell’acqua abbiamo ricominciato,  in alcuni orari segnalati, le  proiezioni in versione originale dei film che sono in programmazione tutta la settimana.

A me piacerebbe anche fare rassegne in accordo con associazioni locali, perché il palco è uno spazio della comunità ed è a disposizione di chi ha qualcosa da raccontare. Abbiamo avuto autori emergenti come Segre, o Cotroneo che si sono affezionati  a noi e che poi tornano volentieri qui a parlare dei loro film”.

Cinema Gabbiano Senigallia - Arena estivaAnche con l’arena estiva invitate spesso gli autori in sala o in collegamento skype…

“I contatti non mancano ma c’è tanto lavoro dietro e non riusciamo così spesso quanto vorremmo. Ed è un peccato perché in un luogo come Senigallia il pubblico risponde, e la sala si riempie, sempre tornando al discorso di portare la gente al cinema. Ma non è facile farlo capire alle distribuzioni, che di solito limitano questi eventi alle grandi città, che non ne hanno un reale bisogno”.

Una sfida per il futuro?

“In parte abbiamo già iniziato con l’Opera in near live, la Boheme il 27 febbraio e Così fan tutte il 3 aprile. Da Ottobre a Maggio faremo una vera Stagione operistica in diretta dai vari teatri del mondo, con abbonamenti, carnet e posti numerati”.

Carmine mi saluta con la sua idea di libertà della scelta del posto in cui sedersi in sala, e io non posso che accordarmi al suo pensiero ricordando il piacere di poter trovare personalmente la seduta migliore per la visione.

Oggi pomeriggio sceglierò la galleria (una delle poche rimaste in Italia) per gustarmi il film di Guillermo del Toro: cosa c’è di meglio di una favola per scivolare nel sogno e nella nostalgia di altri tempi?

Come sempre il consiglio è di andare al cinema, di andarci spesso, e di restare aggiornati sull’ottima programmazione del Gabbiano.

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