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“Sartini blocca gli uffici di Senigallia con accessi ad atti: sarà vero? Facciamo 2 conti”

SBC contro Mangialardi: "chiara volontà di ostacolare l'azione di controllo"

Giorgio Sartini

Il sindaco di Senigallia è solito accusare il Consigliere Sartini di “bloccare gli uffici comunali per rispondere alle sue richieste di accesso agli atti”, ma sarà poi vera questa cosa?


Facciamo due conti: in 2 anni ed 8 mesi di consiliatura, il Consigliere Sartini ed il gruppo di lavoro della nostra lista, hanno presentato nel complesso 206 richieste tra “accesso agli atti”, “mozioni” ed “ordini del giorno” (https://senigallia.openmunicipio.it/people).

Considerando un numero di 50 dipendenti comunali coinvolti a vario titolo per fornire quanto richiesto, se la matematica non è un’opinione, stiamo parlando di circa 1,4 (uno virgola quattro) atti per ogni dipendente, all’anno!

Chi lavora in un qualsiasi ufficio sa che il titolare dell’azienda, il dirigente, il capoufficio o un collega si avvale della collaborazione di ogni impiegato, in quanto tale è il suo compito, da dieci volte al giorno fino ad enne volte per farsi portare delle pratiche, dei documenti, fare delle fotocopie o inoltrare e-mail.

Il Consigliere Sartini è stato definito stalker perché chiede documenti, statistiche e relazioni già redatti e/o presenti in Comune?

È chiaro il tentativo di screditare il Consigliere Sartini, da parte della giunta, perché Sartini sta svolgendo in pieno il suo ruolo di Consigliere Comunale di Opposizione, controllando scientemente l’operato della maggioranza.

Questo genera malumori e nervosismo in chi dovrebbe amministrare bene la cosa pubblica, perché abbiamo scoperchiato un calderone di irregolarità che vanno dal favorire imprenditori locali formando veri e propri cartelli, al danno erariale, passando per l’affidamento diretto di appalti, laddove la legge prevede una gara pubblica.
La nostra lista ha portato questi fatti a conoscenza dei cittadini, cosa che non è piaciuta a qualcuno: doveva, e deve ora più che mai, restare tutto nascosto.

Senza quegli accessi agli atti, che tanto spaventano ed irritano il sindaco, fare tutto questo non sarebbe stato per noi possibile. Ecco spiegati i continui attacchi verso il Consigliere Sartini.

Vuole il sindaco esimere gli uffici dal riscontrare le legittime richieste del Consigliere Sartini (così come dei suoi colleghi), bene: attivi SUBITO l’accesso alle banche dati, come previsto dall’art.7/7°co. del Regolamento comunale per il funzionamento del Consiglio comunale e delle commissioni.

Fino ad oggi, il Consigliere Sartini ed il nostro gruppo di lavoro hanno lavorato intensamente, studiando il materiale acquisito con gli “accessi agli atti”, denunciando le irregolarità riscontrate e sottaciute, portandole a pubblica conoscenza di tutti i cittadini.

La lentezza nel rispondere alle legittime richieste, è dunque frutto di una chiara ed esplicita volontà di ostacolare l’azione di controllo che spetta ad ogni consigliere di opposizione.

Senigallia Bene Comune non si ferma e va avanti, nonostante i continui tentativi di mettere i “bastoni tra le ruote” alla nostra azione, perché siamo mossi da un solo scopo: tutelare gli interessi dei cittadini, tutti.

Siamo stimolati e confortati dal sostegno di molti cittadini che ci stanno incoraggiando e chiedono di poter collaborare per cambiare questa città, che per troppo tempo è stata impantanata ed impoverita dalle logiche di una amministrazione poco attenta e lontana dalle reali esigenze dei cittadini.

Commenti
Ci sono 4 commenti
boscaioloeremita
boscaioloeremita 2018-02-14 12:41:53
c'è stato anche un caso in cui un dirigente ha ordinato ai propri collaboratori di non ricevere, neppure in orario aperto al pubblico, un cittadino che cercava di documentare il suoi errori.
Il PCI ufficialmente si è evoluto, non così i suoi nipoti e nostalgici
boscaioloeremita
boscaioloeremita 2018-02-14 13:03:52
non è un caso che il responsabile della "trasparenza" e dell'"organismo di Valutazione" è Stefano Morganti, un assessore della giunta Angeloni messo a libro paga da Mangialrdi.
ozymandias
ozymandias 2018-02-15 02:13:30
Onestamente non capisco dove stia la differenza se un accesso agli atti lo fa il sindaco, o il segretario, o il dirigente, o il capo ufficio, o il primo che passa, con l'accesso agli atti che fa lei.
.. Quando un dirigente o un capo ufficio chiede a un impiegato di farsi portare una cartellina, o di farsi fare delle fotocopie, o di stampare dei dati... quelli non sono accessi agli atti lo stesso? Cambia solo la persona che lo chiede, ma per l'impiegato comunale è lo stesso identico lavoro credo, no? Cosa cambia? Perché ripetono sempre questa cosa?
Dirty Rotten Imbeciles
Dirty Rotten Imbeciles 2018-02-15 10:24:40
....il problema e' che a qualcuno "gli si stringono i panni addosso"
....e questo qualcuno, poi, diventa nervosetto
....e quando questo qualcuno diventa nervosetto "straparla"
....e strafa' e stradice e stradice e strafa' e straparla
....4 marzo, la prima spallata alla porta, il resto sara' tutto in discesa !!!
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