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Sulla clonazione animale in Cina

Olivetti (Diocesi Senigallia): "La clonazione di primati in Europa è proibita per motivi etici: ci sarà una ragione"

Scimmie Clonate

Tra i maggiori meriti della scoperta, stando alle prima dichiarazioni, i ricercatori cinesi vantano futuribili benefici per la cura delle malattie e una prossima riduzione del numero di animali sacrificati per ogni singolo esperimento. Sic. Eh sì, perché loro parlano di un “esercito di primati cloni” da costruire e mettere a disposizione della ricerca.

Proposito inquietantissimo. Mi sognerò stanotte un esercito di zombie, pardon di cloni. Del resto ci sarà una ragione per cui la clonazione di primati in Europa è proibita per motivi etici.

Non è infatti in sé e per sé la clonazione animale a dover essere esclusa in assoluto; è il suo avvicinamento alla clonazione umana che deve trovare il cammino sbarrato.

Qui non si scherza. Siamo alla vigilia della possibilità teorica di clonare l’uomo. Segnare il confine invalicabile è compito dell’etica e delle leggi, non v’è dubbio. Ma l’etica e le leggi vanno dietro alla testa (e talvolta alla pancia, ahimè) degli uomini. I quali, se sono potenti, sono pure capaci di sfidarsi a chi ha il bottone più grosso per far esplodere la bomba atomica. O, vuoi mai vedere?, per clonare manipoli di cavie umane…

Noi gente comune che per fortuna non abbiamo grossi bottoni, possiamo e dobbiamo tenere viva la domanda su cosa fa essere l’uomo uomo, essere unico, irripetibile e libero: non il posto nella catalogazione del Linneo, ma il rapporto con l’infinito: sentito, presentito, desiderato, pregato o anche inconsapevolmente agognato, o dolorosamente segnato dalla ferita della sua mancanza.

Se nell’umano non arriviamo a vedere questo, non cerchiamo questa profondità, non riconosciamo con chiarezza questo livello, finiremo per non capire perché mai preferire un bambino rompiballe a una cagnetta buona.

In fondo sono due oggetti, valutabili sotto il profilo dell’appagamento che ci danno. E siccome segni di questa confusione non mancano, la linea invalicabile di confine tra il potere e l’umano rischia di diventare evanescente. Meglio fare chiarezza, soprattutto mettendo, accese sopra il moggio, lampade di chiara testimonianza di amore all’umano. E stare all’erta.

da Giuseppe Olivetti
Ufficio della Pastorale della Salute
Diocesi di Senigallia

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