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La storia di un neodiplomato in Danimarca

Ci scrive Emanuele, un ragazzo trasferitosi in uno dei paesi più freddi d'Europa, per parlarci delle ragioni che lo hanno portato a studiare proprio nella terra natia dei Vichinghi

Danimarca

Mi chiamo Emanuele, ho 20 anni e sono al secondo anno di ingegneria meccanica alla VIA University di Horsens. Frequentavo ancora il liceo scientifico fino a poco più di un anno fa e adoravo la matematica e la fisica.

Sentivo che avrei voluto approfondirle e imparare a fare qualcosa di pratico utilizzando questi due magnifici strumenti, così decisi di iscrivermi alla facoltà di ingegneria meccanica. Mi sarebbe piaciuto andare a studiare in Inghilterra e studiare in inglese, ma purtroppo ero a conoscenza del costo delle rette scolastiche di quel paese, tuttavia non avevo la minima intenzione di studiare in Italia e iniziai delle ricerche su internet che mi fecero incuriosire riguardo la Danimarca.

Leggendo approfonditamente ho scoperto che il paese in questione è considerato tra i più felici del mondo (al secondo dopo la Norvegia), con un PIL pro capite di oltre 53.000 USD (fonte: worldbank.org settembre 2017) e con un instancabile spirito di libertà e serenità, ciò che viene comunemente chiamato “hygge”.

C’erano molte ragioni per le quali ero interessato alla Danimarca, ma quelle che mi interessavano di più erano legate al mondo degli studenti e del lavoro. Il paese offre università gratuita per i cittadini dell’unione europea e molte facoltà anche in lingua inglese e ci sono anche corsi di lingua danese completamente gratuiti, ma la ciliegina sulla torta è l’SU, un sussidio dedicato agli studenti stranieri in possesso di un contratto lavorativo di almeno 44 ore mensili e che ammonta a circa 800 euro al mese.

Quando ho letto di tutti questi vantaggi, nonostante fosse ancora marzo mi sono convinto e ho compilato la domanda di iscrizione per la VIA University di Horsens. Avevo bisogno solamente di un certificato di inglese riconosciuto dall’università che mi attestasse un livello sufficiente per frequentare le lezioni e dare esami. In genere si accetta il TOEFL iBT con minimo 80 su 120 oppure anche lo IELTS con almeno 6.5 su 9. Una volta avuto l’attestato di inglese ed il certificato di diploma mi sono trasferito a Horsens, situata nella penisola centrale.

DanimarcaHo scelto una città piccola per molti motivi. Il costo dell’affitto è molto più basso rispetto a località rinomate come la capitale Copenaghen o Aarhus, nonostante sia comunque più alto rispetto alla media italiana. In secondo luogo è tranquilla con poco traffico, ma è ovvio che ci sono anche degli aspetti negativi. Infatti i locali in centro scarseggiano e non ci sono moltissime possibilità per le attività di svago.

Ho iniziato i corsi a fine agosto senza problemi e ho fatto subito nuove amicizie, l’unica preoccupazione che avevo era trovare un impiego part-time. Desideravo avere una certa indipendenza economica e non dover pesare sulle spalle dei miei genitori per l’affitto o i viveri.

Ho iniziato a distribuire curriculum e sono stato assunto poco dopo in un ristorante italiano prima come lavapiatti e poi come apprendista pizzaiolo. Ho lasciato il lavoro qualche mese dopo e sono stato assunto da Trendhim, un’azienda che vende accessori da uomo. Ho fatto domanda per ricevere il sussidio subito dopo e mi è stata approvata.

Ora vivo sereno, studiare e lavorare non è facile, ma sono felice di avere una vita che dipenda solamente dalle mie scelte. Non mi pento della decisione di lasciare l’Italia, non era un paese in cui mi trovavo bene. Non ho ancora deciso dove voglio stare in futuro, preferisco vivere di giorno in giorno.

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