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Paolo Pizzi: “Nel dopoguerra si tagliavano le piante per riscaldare gli uffici comunali”

Da un ricordo del dicembre 1944, un aneddotto sul sindaco Gaiolini che a Senigallia ritorna di attualità

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Ingresso del Cimitero delle Grazie a Senigallia

Il dott. Guerrino Gaiolini, sindaco di Senigallia immediatamente precedente ad Alberto Zavatti, rimase in carica per pochi mesi, dal dicembre 1944 all’aprile 1945; fu anche il primo Sindaco socialista della città.

In dicembre gli impiegati del Comune avevano scioperato perché negli uffici comunali era impossibile lavorare per il troppo freddo e non si trovava legna per le stufe. Gaiolini, dunque, diede l’ordine di tagliare alcuni alberi al Cimitero delle Grazie per riscaldare gli uffici comunali e, contestualmente, fece mettere a dimora piante più giovani.

Erano i tempi in cui in città vivevano molti profughi e molti sfollati per cui era necessario avere uffici pubblici molto attivi.

Orbene, fu convocato dal Partito Socialista Italiano perché rendesse ragione del taglio. Uomo sobrio di modi, radicalmente onesto e capace di guidare una raffineria, in quattro mesi il sindaco Gaiolini lasciò il segno della sua azione alla guida della città liberata: cambiò l’intitolazione della Scuola Elementare Galeazzo Ciano in Scuola Elementare Giovanni Pascoli, quella del Corso Littorio in Corso Giacomo Matteotti, quella del piazzale davanti alla Rotonda in Piazzale della Libertà.

Cosa aveva il Partito da rimproverargli? Altri tempi? Può darsi. Altrimenti la vicenda non mi tornerebbe in mente ogni volta che il Comune fa tagliare un albero. Ma so bene il perché: Guerrino Gaiolini era mio zio.

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