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“Politiche familiari locali” più eque con fattore famiglia. E’ emerso da convegno a Senigallia

Iniziativa del Forum delle associazioni familiari delle Marche, con Bolzonaro, Bernardi, Perticaroli, Mangialardi, Manenti, Marconi

Zona Immagine - Fotografo a Senigallia (Ancona)
"Politiche familiari locali", convegno a Senigallia

Costruire nelle Marche una rete di comuni “amici della famiglia” e vedere come, concretamente, si può applicare il fattore famiglia in un comune. Sono questi gli esiti principali del convegno “Politiche familiari locali”, organizzato e promosso dal Forum delle associazioni familiari delle Marche, che si è svolto la mattina del 20 maggio all’auditorium San Rocco di Senigallia, con il patrocinio del Comune di Senigallia, dell’ANCI e del Presidente del Consiglio Regionale delle Marche.

I due relatori, il dottor Roberto Bolzonaro, membro del Direttivo del Forum delle Associazioni Familiari e dell’Osservatorio per la Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’ingegner Maurizio Bernardi, già sindaco del Comune di Castelnuovo del Garda e già Presidente Nazionale AFI – Associazione delle Famiglie, si sono alternati nella presentazione, soprattutto, del fattore famiglia, che è stato realizzato nel comune di Bernardi. L’ideatore del medesimo fattore, Bolzonaro, ha sottolineato, con forza, che esso “non è un costo in più, ma una ridistribuzione più equa delle risorse”.

Ma cos’è questo fattore famiglia? “Esso rappresenta la ‘pesatura’ della famiglia in tutti i suoi componenti e nelle sue situazioni particolari – ha spiegato Bolzonaro –. La ‘pesatura’ tiene conto della situazione reale della famiglia in modo da ricavarne un indice utile a calcolare con buona approssimazione i cosiddetti ‘carichi familiari’. Tale indice può essere utilizzato per stabilire la soglia di povertà di una famiglia, oppure per stabilire la situazione economica reale della famiglia. Il DCPM del 2013 che istituisce il nuovo ISEE definisce quest’ultimo come un livello essenziale delle prestazioni: non può essere quindi sostituito, ma può essere integrato,vedi articolo 2, ovvero gli enti erogatori possono prevedere, accanto all’ISEE, criteri ulteriori di selezione volti ad identificare specifiche platee di beneficiari”.

Il relatore ha anche spiegato che “conviene” sostenere le famiglie, perché se esse sono forti e sane aiutano a “prevenire le situazioni di disagio, a ridurre gli interventi di tipo assistenziale e in sintesi a pensare al nostro futuro, in termini di fare figli e di qualità della vita. In questo senso l’Italia ha una politica miope, perché di fronte a una media europea che investe, per la famiglia, il 2,2% del Pil, con punte della Francia e della Gran Bretagna, del 3,8 e 3,5%, il nostro Paese spicca per un misero 1,4%. Una famiglia con due figli a carico che ha un reddito di 20.000 euro paga, all’anno, in Italia, 1.385 euro di tasse, 750 in Germania, 52 in Francia”.

Bernardi ha invece presentato il Piano Integrato delle Politiche familiari realizzato nel suo comune di Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona, dove è stato introdotto il fattore famiglia. Questo Piano, che ha previsto varie aree di intervento, ha portato grandi benefici alla città tra cui la costruzione di nuove scuole con le relative piazze che sono diventati luoghi di incontro, il moltiplicarsi delle iniziative della società civile, un raddoppiamento, in dieci anni, delle nascite e una diminuzione dell’età media della popolazione, nel 2016, da 44,5 anni della media nazionale a 41,5.

“Diversi comuni – ha sottolineato Bernardi – hanno deciso di applicare il fattore famiglia e altri stanno compiendo i passi necessari per attuarlo, come, nelle Marche, Loreto e Camerano. L’ISEE non è giusto, usa una scala superata, mentre il fattore famiglia è un fattore di equità e può essere realizzato senza costi aggiuntivi facendo delle scelte politiche nel distribuire le risorse nei bilanci”.

Il convegno è stato aperto dai saluti del vescovo di Senigallia, Francesco Manenti, che ha sottolineato come le “famiglie non siano entità astratte” e ha augurato ai presenti, amministratori locali, funzionari e persone interessate, di “individuare le modalità concrete di aiuto alle famiglie là dove vivono”.

Paolo Perticaroli, presidente del Forum Marche, nella sua introduzione ha evidenziato l’intenzione, con il convegno, di “aiutare i Comuni che lo desiderano a mettersi in rete per scambiarsi buone pratiche, ma sempre nel rispetto dell’identità locale, nella convinzione che una rete sia più forte quanto più simili e più coesi sono gli anelli che la compongono”. Il presidente poi, ha ricordato che “in questi giorni è emerso in modo forte il problema della natalità, che è sentito anche nella nostra Regione che ha registrato un calo demografico del 5,9%. Nel leggere i commenti su questi numeri, mi ha colpito il dato che già da quest’anno gli ultrasessantacinquenni saranno superiori al numero di bambini della fascia 0-4 anni, ma l’altro dato che ci ha incoraggiato a proseguire, nell’impegno per la famiglia, è che la diminuzione dei matrimoni è in palese contraddizione con i dati di una ricerca dell’Istituto Toniolo, secondo la quale il 92% dei giovani, tra i 18-29 anni, desiderano fare famiglia; il 67% di questi giovani vorrebbero unirsi con l’istituto del matrimonio e avere almeno 2 figli, il 40% desiderano più di due figli. Questi dati interpellano fortemente le nostre coscienze e ci invitano tutti a farcene carico”.

Il padrone di casa, il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, che è anche segretario regionale dell’ANCI, ha espresso la sua convinzione che “bisogna ripartire dalla famiglia, dal suo valore morale e non solo dalle sue necessità economiche. E’ necessario fare un lavoro insieme sulla condivisione e sull’importanza della relazione interpersonale e bisogna costruire una città a misura di bambino, costituire degli spazi, delle scuole e occuparsi della sicurezza”.

Il primo cittadino ha messo in evidenza alcune misure messe in campo dalla sua amministrazione, tra cui la rete per i bambini del nido, la cancellazione dell’Imu sulla prima casa, l’impegno nelle politiche abitative, dal co-housing, all’autocostruzione ai progetti di integrazione per le nuove famiglie che arrivano, ma ha anche sottolineato la difficoltà in cui si trovano i comuni, dato che “lo Stato centrale taglia le risorse agli enti locali, situazione che alla fine si riflette negativamente sulle famiglie”.

Luca Marconi, consigliere regionale ha illustrato l’impegno delle Marche sul fronte della famiglia, che si è concretizzato, proprio in questo mese, in una modifica della legge 30 sulla famiglia, vecchia di diciannove anni, che prevede “l’istituzione del V.I:F:, la Valutazione di Impatto Familiare per tutti i provvedimenti presi dalla Regione, la creazione del logo di aziende amiche della famiglia, la decisione di organizzare campagne sulle dipendenze non sociologiche ma mirate alle famiglie e l’istituzione di una Giornata della famiglia annuale”.

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