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La TeamSystem verso la sede unica: lascerà Senigallia, Fabriano e Ancona per Jesi

Circa 360 i lavoratori interessati dal trasferimento dell'azienda, tra il silenzio della politica e le trattative tra proprietà e sindacati

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Sede Teamsystem in via Giordano Bruno a Senigallia

La TeamSystem lascerà Senigallia, Fabriano e Ancona per trasferirsi a Jesi. E’ quanto emerge dalle trattative tra sindacati e azienda, che stanno andando avanti da quasi dieci settimane: le due sedi amministrative e produttive dello storico marchio di software di Senigallia dove la ditta è nata nell’ormai lontano 1979, assieme ad altre due a Fabriano e Ancona (Aspio), stanno per confluire presso la sede di Nuova Banca Marche, a Jesi.

Una centralizzazione che i vertici aziendali hanno deciso per poter ottimizzare i processi produttivi e che sta avvenendo nel silenzio dell’intero arco politico cittadino. Sono infatti 200 i lavoratori di Senigallia e paesi limitrofi coinvolti dal trasferimento aziendale che appare giorno dopo giorno sempre più sicuro e imminente. Altri 160 lavoratori sono impiegati nel fabrianese e nell’anconetano, per un totale di circa 360 dipendenti.

Le operazioni di trasloco dovrebbero avvenire entro settembre 2017, ottobre al massimo, non appena saranno risolte alcune questioni con i rappresentanti sindacali dei lavoratori e, soprattutto, non appena sarà pronta la nuova sede a Jesi.

TeamSystem, la ditta che crea programmi di contabilità, gestionali e software, ha legato da più di trent’anni il suo marchio al nome della spiaggia di velluto, per poi allargarsi nelle Marche e in tutta Italia. E proprio per questo, molti lavoratori si sono chiesti come mai tutto ciò possa avvenire senza che in città sia mai volata una parola.

Da tempo, infatti, sono in corso le trattative tra le sigle sindacali interne e l’azienda senigalliese – ormai nelle mani di un fondo americano – per accordarsi sulle modalità di un trasferimento. All’origine della scelta del polo unico, c’è una questione di ottimizzazione del lavoro: razionalizzare i processi produttivi e gestionali accorpando quattro sedi in una. Con la garanzia che non ci saranno esuberi né licenziamenti, in nessuno dei quattro poli attualmente attivi.

I sindacati, tramite alcuni rappresentanti, fanno sapere di aver avanzato delle richieste su cui l’azienda ha promesso di ragionare. Prima del trasferimento a Jesi ci sono però alcune questioni da affrontare.

Oltre alla garanzia sui posti di lavoro, alla base dei malumori tra il personale ci sono anche le questioni dei trasporti, della mensa e della flessibilità del turno lavorativo.
Per quanto riguarda i trasporti pubblici, alcuni problemi emergono dallo scarso numero di corse tra le varie città fino a Jesi: la linea ferroviaria (sono noti i ritardi o le numerose soppressioni dei treni a causa di malfunzionamenti e guasti) può sopperire ad alcune problematiche, mentre esistono solo due corse di autobus – ad esempio – tra Senigallia e Jesi, poco compatibili con i turni di lavoro dei 200 dipendenti senigalliesi, dell’hinterland e del fanese. Su questo punto però l’azienda ha promesso di ragionarvi assieme all’Atma, la ditta che si occupa dei trasporti pubblici nella provincia di Ancona.

Anche la mensa rientra tra le questioni da risolvere. Un nodo è legato alla sicurezza: i dipendenti dovrebbero infatti recarsi presso i locali dove vi è la mensa che serve i lavoratori di Nuova Banca Marche, strada che per il momento sembra difficilmente percorribile, con il rischio che non possa essere istituito il servizio di refezione.

Per far fronte alle questioni citate, sembra si stia ragionando su buoni pasto e convenzioni o sul telelavoro, ovvero sulla possibilità per i dipendenti di lavorare da casa, almeno per qualche giorno alla settimana, permettendo così a questo processo di unificazione di essere “digerito” meglio dai dipendenti coinvolti, informati tramite una comunicazione alle RSU.

La fase della trattativa dovrebbe concludersi entro l’estate ormai alle porte.

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