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La musica in carcere: il legame con le emozioni dei detenuti

Tre musicisti di Senigallia a fianco del chitarrista della PFM Franco Mussida

Musica in carcere ad Ancona: da sx Andrea Celidoni, Gabriele Carbonari e Fabio Bachetti

Tre musicisti senigalliesi a fianco del chitarrista della PFM Franco Mussida per il progetto CO2 nella Casa Circondariale di Ancona. L’istituto penitenziario di Ancona, diretto dalla dottoressa Santa Lebboroni, è infatti la prima delle 12 tappe del progetto voluto da Mussida che ha voluto con lui Gabriele Carbonari (voce e chitarra), Fabio Bachetti (chitarra) ed Andrea Celidoni (basso).

La musica con il suo contenuto vibrante – ha spiegato Mussida lunedì 28 novembre nel corso della presentazione – con i suoi poteri che si legano alla natura affettiva, è quindi un’essenza straordinaria che in modo non traumatico cerca di relazionarsi naturalmente all’individuo sia esso musicista o ascoltatore stonato, o non apparentemente dotato di propensione musicale. Si relaziona quindi sia a chi gode di un normale equilibrio interiore, sia a chi è affetto da squilibri emotivi e comportamentali. Si relaziona quindi anche a persone che tengono nascosta la loro identità interiore, sopraffatta da sentimenti che nei luoghi di detenzione sono davvero difficili da governare”.

Franco Mussida spiega il progetto di portare la musica in carcere ad Ancona per studiare le emozioni dei detenutiIl progetto, patrocinato dal Ministero della giustizia con partner la SIAE ed il supporto di una equipe di psicologi dell’Università di Pavia, ha la finalità di lavorare sulle emozioni dei detenuti con l’ascolto della musica (solo strumentale) e dai risultati di quanto esprimono è possibile lavorare sullo stato d’animo di chi vive confinato tra le mura carcerarie. Ma non c’era solo musica digitale, sul “palco” a suonare live i senigalliesi con tre brani emozionali scritti da Gabriele Carbonari, su richiesta e indicazioni di Mussida, il primo di apertura dal titolo “Gira terra gira”, uno sulla malinconia “Bellamore” e uno sulla gioia “Si vive”. Una mattinata sulle montagne russe dei sentimenti che si è chiusa con il sorriso di chi ha affermato che con la musica “lascio il carcere”.

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