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Ecco perché votare “no” alla fusione tra Senigallia e Morro d’Alba

Liverani: "Non siamo contrari a prescindere ma sono tante le falsità dette con frasi ad effetto"

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Locandina della fusione tra Morro d'Alba e Senigallia

Domenica 23 ottobre i cittadini di Morro d’Alba e di Senigallia saranno chiamati a votare per il referendum sull’incorporazione di Morro d’Alba con Senigallia. Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 7.00 alle ore 23.00. A seguire lo scrutinio. E’ importante andare a votare poiché il referendum consultivo non prevede quorum, quindi anche se partecipassero solo 100 persone, queste deciderebbero per tutti.

Chi intende dunque opporsi al progetto di incorporazione deve partecipare alla votazione e votare NO. Perché votare NO? Per una serie di motivi che vi elenchiamo in un breve escursus.
Diversi mesi addietro l’on Lodolini presentava una proposta di legge sulla “fusione obbligatoria” dei Comuni sotto i 5.000 abitanti. Apriti cielo: l’Associazione che raggruppa questi Comuni scendeva in piazza, e a luglio l’ANPCI (Associazione Nazionale Piccoli Comuni) si riuniva nella Sala della Regina della Camera dei Deputati. Al neonato gruppo parlamentare aderivano deputati e senatori di tutti i principali partiti, dal PD, a Forza Italia per passare dal M5S, fatto che rappresenta come la difesa e l’importanza dei piccoli comuni sia sentita da tutti i parlamentari al di là del colore politico.
L’idea di far nascere questo gruppo parlamentare nasce dal fatto che spesso l’attività legislativa ci porta a legiferare sulle piccole realtà e il modo migliore per farlo è quello di sentire il parere dei diretti interessati, ossia i Sindaci, di dare loro voce nelle sedi opportune” ha spiegato il fautore del neonato gruppo interparlamentare, On. Fabrizio Di Stefano.
A ottobre, primo firmatario Ermete Realacci del PD, la Camera approva il ddl “Salva Comuni” che destina 100 milioni di euro ai Comuni sotto i 5.000 abitanti per farli crescere. Quindi politiche diametralmente opposte all’interno dello stesso PD!
E nel frattempo l’ANCI Toscana scrive: “Esistono, ovviamente, anche aspetti negativi che possono essere connaturati a un’operazione di fusione comunale. Anzitutto, vi sono l’alto costo iniziale del processo e i problemi di duplicazione degli uffici che possono interessare la fare di riorganizzazione della “macchina” amministrativa. Immediatamente dopo l’istituzione del nuovo Ente vi è tutta una fase di transizione che comporta la riorganizzazione delle risorse finanziarie, umane, immobiliari e della logistica dei vecchi Comuni soppressi. Prima che si arrivi al pieno regime dell’attività amministrativa, devono perciò essere sostenuti dei costi. Deve essere notato come vi siano incentivi monetari nazionali e regionali alfine di diminuire questo impatto iniziale“.

Come mai l’esimio “studio di fattibilità”, forzatamente fatto approvare in fretta e furia, non menziona nulla di tutto questo? Semplice dimenticanza o voluta omissione? La seconda al 100%, perché visto che questa fusione la vogliono solamente le due Amministrazioni, ai Cittadini non si può dire tutto, meglio nascondere le negatività e magnificare le cose positive, che in questo caso non ci sono o sono inventate di sana pianta.

Quindi “hanno sparato” frasi del tipo:
Riceveremo 2 milioni l’anno per dieci anni“: Falso perché il fondo messo a disposizione dal Governo viene ripartito tra tutte le fusioni ogni anno, quindi è impossibile sapere sia la cifra per il 2016 che per i prossimi dieci anni perché dipenderà, ogni anno, dal numero delle fusioni/accorpamenti, potrà essere fino ad un massimo di 2 milioni, ma anche solo 100 mila euro se le fusioni fossero in numero cospicuo.
Si risparmierà sui servizi“: Falso, perché i Senigalliesi hanno un costo procapite nettamente inferiore ai cittadini di Morro d’Alba, quindi il costo salirà perché aumentano i servizi, l’illuminazione, le strade, il verde da curare e tante altre belle spese!
Le aliquote delle tasse non aumenteranno“. Falsa e ingannevole questa frase, perché le aliquote a Senigallia sono già al massimo (Grazie Sindaco!) e nessuno le può aumentare se non il Governo cambiando la legge! Quindi, fusione si o fusione no, sempre quelle saranno.
Morro d’Alba e Senigallia con la fusione potranno accedere ai finanziamenti europei“. Falsa anche questa frase, perché sia Morro che Senigallia già accedono a questi fondi tramite il GAL il primo e il GAC il secondo!
Si cureranno le strade e altre questioni inerenti al decoro urbano“. Falso, mentono ben sapendo di mentire, perché già l’Amministrazione di Senigallia non è in grado di tenere curata la città oggi, figuriamoci dopo con un aumento del territorio!
Il turismo si gioverà delle peculiarità enograstronomiche e territoriali dei due Comuni portando benefici e turisti“. Falso e non di poco visto che Senigallia, così brava nel turismo tanto da non avere neanche l’assessore al turismo (il nostro “narciso” sindaco si è auto assegnato la delega sul turismo!), negli ultimi otto anni ha perso qualcosa come il 30% di turisti (complimenti sindaco!). Morro d’Alba invece con la fusione un “guadagno” lo ottiene… la “Tassa di Soggiorno”!

Al di là delle frasi ad effetto, non vi sembra strano che lo stesso PD da una parte approva un ddl chiamato “Salva Comuni” e qualche loro isolato “fenomeno” (Lodolini, Ceriscioli, Mangialardi e Cinti) spinga per le fusioni? Non vi sembra strano che a sentire lor signori ci siano solamente pregi e nessun difetto? Non la sentite la “puzza di bruciato” che aleggia nell’aria? Si sente, eccome se si sente. Qualcuno sta “lavorando” solamente per i propri interessi senza tenere conto della storia dei Comuni, della loro cultura, della loro posizione geografica, delle priorità diverse.
La realtà è ben diversa da come ce la vogliono dipingere i fautori del “si”, Senigallia purtroppo è una città con tanti problemi di carattere sociale, occupazionale, di carenza di strutture sportive, di cementificazione selvaggia, di difficoltà nell’efficienza della risposta assistenziale e sanitaria ai bisogni dei Cittadini, di strade ridotte a mulattiere, di frazioni abbandonate al loro destino, quindi vediamo di non incasinarci ulteriormente.

E per concludere una piccola riflessione della quale nessuno ha parlato… Senigallia ha 45.000 mila abitanti, Morro d’Alba quasi 2.000… un’altra fusione/accorpamento ancora e Senigallia raggiunge e passa i 50.000 mila abitanti. Viste le leggi vigenti, un Sindaco di una città che supera le cinquantamila unità guadagna 4.130 euro al mese (più altre variabili), contro gli attuali 3.000 e poco più.…Riflettete gente, riflettete, perché questi una ne fanno e cento ne pensano!!! Quando parlano di futuro, pensano solamente a quello loro!

Ci dispiace, ma in mezzo a questa confusione, dove si sparano frasi senza una logica, senza senso e senza dati certi, il 23 ottobre consigliamo di VOTARE NO!
Non è un NO a prescindere, perché alle fusioni non siamo contrari, ma queste devono avvenire tra Comuni uguali o simili, con gli stessi abitanti su per giù, no di certo tra due Comuni che hanno, uno 45.000 mila abitanti e l’altro meno di 2.000, ma che fusione sarebbe? Una fusione “ad minkiam” la chiamiamo noi.
Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale invita i Liberi Cittadini Senigalliesi non sudditi e devoti al “Castello Fatato”, ad andare a votare domenica 23 ottobre e a votare NO per impedire i soliti noti giochini dei soliti politici, anche essi noti in loco!
da Marcello Liverani
Coordinatore Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Senigallia

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