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Il processo al 31enne accusato di riduzione in schiavitù e violenza sarà a porte chiuse

Paradisi: “Rispetto la decisione della Corte ma non la condivido”

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Hawaiian Party - Summer Jamboree #17 - Mercoledì 3 agosto 2016 - Senigallia (AN)
Jessica Bertolini e gli avvocati su Rai 3 a "Chi l'ha visto?"

Si è tenuta nella mattinata del 18 luglio la prima udienza nei confronti del 31enne di Senigallia su cui pendono le accuse di violenza sessuale, riduzione in schiavitù e istigazione al suicidio. Dopo il clamore mediatico generato dal programma ‘Chi l’ha visto’ che ha dedicato ampissimo spazio alla vicenda, la Corte d’Assise di Ancona ha deciso di procedere a porte chiuse e di vietare l’accesso in aula alle telecamere nonostante la richiesta da parte di diversi format televisivi (Chi l’ha visto, Un giorno in pretura) di poter dare spazio alla vicenda.

Rispetto la decisione della Corte ma non la condivido – sono state le parole dell’Avv. Paradisi che assiste la famiglia Bertolini – Ho sostenuto in udienza che in uno Stato liberale di diritto la pubblicità dei processi e il diritto di cronaca sono pilastri incrollabili e che la giusta esigenza di tutelare le persone offese deve essere bilanciata con l’interesse sociale alla conoscenza dei fatti e il diritto-dovere di cronaca; sarebbe bastato applicare qualche accorgimento per salvaguardare la privacy dei diretti interessati. Trovo poi francamente paradossale che tale richiesta sia partita proprio da Jessica Bertolini, la stessa ragazza che non ha esitato a presentarsi davanti alle telecamere a raccontare la sua versione dei fatti. Oltretutto ritengo che, vista l’attualità e l’importanza della tematica dibattuta, dare spazio al processo avrebbe avuto anche una grossa valenza sociale.”

Gli fa eco Marco Bertolini: “Visto l’interesse sociale della vicenda rispetto la decisione della Corte ma non la condivido: è evidente che ci sia un interesse  molto forte in quanto gli argomenti affrontati sono di strettissima attualità: in particolar modo sottolineo il plagio e la manipolazione; questa storia potrebbe aprire un filone su di una tipologia di reato ancora abbastanza sconosciuta. In merito al processo siamo fiduciosi che alla fine emergerà la verità: abbiamo un solido impianto accusatorio costituito da tantissime testimonianze; crediamo che alla fine la verità processuale combacerà con quella dei fatti da noi descritti”.

L’Avvocato Paradisi ha anche voluto esprimere la propria soddisfazione per la scelta della calendarizzazione del processo che riprenderà il prossimo 19 settembre: “La veloce calendarizzazione del processo, una udienza al mese, rappresenta una risposta di efficienza all’esigenza di giustizia delle persone offese”.

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