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Il 28 aprile è giornata mondiale delle vittime dell’amianto

Montanari: "Le istituzioni non si scomodano!"

Carlo Montanari

Sono trascorsi undici anni (28 gennaio 2005), da quando a Porto Alegre (Brasile), nell’ambito del forum mondiale sull’amianto, è stato proposto dall’Abrea, associazione brasiliana degli esposti all’amianto, di definire una giornata mondiale nella quale richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravissimi danni alla salute che l’impiego dell’amianto ha prodotto e, purtroppo, continuerà ancora a produrre per molti anni.

All’unanimità il forum mondiale ha deciso di stabilire la data del 28 aprile di ogni anno e di invitare tutte le associazioni, i movimenti, le istituzioni ed i sindacati a far propria questa ricorrenza, ognuno con la propria sensibilità ed attraverso apposite iniziative.

Negli anni scorsi, l’A.L.A. associazione lotta all’amianto, ha sempre ricordato questa data con una celebrazione religiosa in memoria dei morti dall’amianto, alla quale, solamente in sporadiche occasioni, sono intervenuti alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale. Quest’anno, purtroppo, per motivi personali e di salute, l’associazione che mi onoro di rappresentare non ha potuto organizzare un momento celebrativo per il 28 aprile. Ma naturalmente, si tratta solo di un rinvio.

Quello che invece fa male è che, ancora una volta le ISTITUZIONI HANNO DECISO DI NON SCOMODARSI per questa ricorrenza !

Sarebbe stato sufficiente da parte dei politici e/o dei sindacati senigalliesi, anche un gesto / appuntamento simbolico, ma di certo significativo per Senigallia (la città della Sacelit e dell’Italcementi) che – a causa dell’amianto killer – ha pianto e continua a piangere con frequenza altissima, decine e decine di morti.

Eppure, questa è la realtà e, per l’ennesima volta, bisogna prenderne atto ! Intanto, va ricordato che nonostante le numerose ricerche, a tutt’oggi è molto difficile quantificare il numero delle morti causate dall’amianto nel mondo. In ogni caso, di certo, l’ordine di grandezza può considerarsi vicino ai milioni, piuttosto che alle centinaia di migliaia. Ed ancora non è finita, visto che esistono ancora luoghi del mondo dove, incredibile ma vero, l’amianto viene ancora prodotto, impiegato e manipolato.

da IL PRESIDENTE ALA
Carlo Montanari

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