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Trivellazioni in mare: “il sindaco di Senigallia vuole agire o teme ritorsioni?”

Rebecchini e Paradisi chiedono a Mangialardi iniziative concrete, pure in qualità di presidente Anci

Onoranze Funebri F.lli Costantini
Lo striscione contro le trivellazioni nell'Adriatico esposto in Piazza Roma durante il CaterRaduno 2015

Il decreto legge del governo Renzi detto “Sblocca Italia” ha promosso di fatto le trivellazioni e lo stoccaggio di CO2 e di metano nel mare Adriatico e nel mare Jonio.

Questo è un dato innegabile di cui non si può non tener conto e gli esiti, qualora i progetti venissero realizzati, saranno sciagurati per l’economia turistica (ma non solo) e per l’ecosistema del mare Adriatico.

Altro dato è che i sindaci delle città rivierasche (Mangialardi compreso) ed esponenti di primo piano sempre del Pd (l’on. Lodolini, l’on. Serracchiani) fino al 2013 si sono attivati al fine di scongiurare lo stoccaggio e la trivellazione nel mare Adriatico. Arrivato poi al governo Renzi e “sbloccati” con il decreto citato questi infami progetti, gli stessi sindaci Pd e gli esponenti e parlamentari dello stesso partito, a cui  prima stava tanto a cuore la questione, sono caduti in un quasi totale silenzio e mutismo.

Ancora altro dato da sottolineare è che il governo, contravvenendo alla Convenzione di Aarhus (dal nome della città danese dove la convenzione è stata  firmata dall’Unione Europea e da 45 Stati), non ha fornito alcuna informazione ai cittadini e quasi nulla è trapelato, mentre secondo la convenzione citata è dovere dei governi informare i cittadini dell’iter dei procedimenti ambientali nel loro formarsi e non a cose già concluse.

Il Pd governa le città, governa le regioni rivierasche interessate, è a capo del governo nazionale, non si comprende perché non possa tornare indietro e cancellare ogni possibilità  di realizzazione dei devastanti progetti di cui parliamo, evidentemente i “grandi” interessi vengono prima dell’interesse di normale vita dei cittadini. Suona anche strano che alcune regioni, a guida Pd, si pronuncino ora a favore di un referendum.

Molto probabile che il referendum possa essere l’ennesima furbata del Pd per scaricare poi le colpe ad altri. Vogliamo ricordare che la questione trivellazione e stoccaggi non interessa direttamente tutte le regioni italiane e assai difficile sarebbe, per tal motivo, raggiungere il quorum previsto per la validità di un referendum nazionale.  Tale proposta, a nostro parere, potrebbe diventare assai rischiosa oltre a determinare una eccessiva dilazione dei tempi che certo non giova alla soluzione del problema.
Intanto nella nostra Senigallia, mercoledì 5 agosto si è discussa in commissione una mozione presentata in un recente consiglio comunale dai consiglieri Rebecchini, Paradisi, Canestrari e Messersì, in cui si sollecita l’intervento del Sindaco. 

Il gruppo Città Futura, in consiglio comunale, ha chiesto il rinvio in commissione per un approfondimento della pratica e pur di giungere ad un documento condiviso ci siamo dichiarati d’accordo, sottolineando, tuttavia, il reale rischio di allungare troppo i tempi.  Mercoledì scorso,  in commissione, il consigliere Nausica Fileri di Città Futura, ha presentato il preannunciato emendamento. Emendamento lunghissimo, anche approfondito, ma dove si toglie ogni riferimento a Renzi (non sia mai nominare il nome di Renzi invano e fare un dispiacere a Mangialardi) e dove si vuole anche cancellare la denuncia del silenzio dei politici in questi due ultimi anni. Crediamo che sia necessario, invece, richiamare i politici alle loro responsabilità, si cancelli pure il nome di Renzi, cancelliamo pure ogni possibile vena polemica, ma non si può non denunciare il silenzio colpevole tenuto.

Restiamo, comunque, disponibili ed auspichiamo un documento condiviso (non volendo rompere il fronte del no sui nefasti progetti nel mare Adriatico) che a questo punto consideriamo utile in una fase successiva, avendo la commissione aggiornato i lavori a settembre.

Considerato che ora i tempi in commissione si sono purtroppo allungati come noi temevamo, crediamo che il  Sindaco, anche in qualità di Presidente Regionale dell’Anci, debba al più presto e senza altre attese o indugi, promuovere e assumere forti iniziative politiche assieme ai comuni rivieraschi nei confronti del governo. Altri comuni, anche di altre regioni, si sono già mossi ed è necessario che il Sindaco Mangialardi si muova immediatamente nella volontà di tutti i consiglieri che si sono comunque espressi in commissione per uno stop a trivellazioni e stoccaggi.

E’  chiaro che il Sindaco debba esporsi e proporsi “in modo deciso, chiaro ed inequivocabile” e mettere in atto  “tutte quelle iniziative possibili, istituzionali, politiche, legali”  come preannunciato in una lettera inviata nel mese di marzo dallo stesso Sindaco Mangialardi al Ministero dell’ambiente.

In qualità anche di Presidente Regionale Anci, il Sindaco può davvero fare, ma c’è davvero tale volontà o si ha paura di ritorsioni per future candidature?

Commenti
Solo un commento
Antonio 2015-08-07 18:58:08
Il Sindaco di Senigallia esegue gli ordini del partito, come ha sempre fatto, perchè così ha la carriera assicurata, non potete pretendere che vada contro Renzi...se no dopo non si vedono più i selfie con lui.
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