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La città “di tutti”, l’Orto di pochi, lo stemma di un assassino

Dalla delegazione Uaar Senigallia ecco alcune "istruzioni per un futuro senza vergogne"

Autonoleggio Mariotti Senigallia
La "nuova" piazza Garibaldi dopo l'intervento di riqualificazione dell'isolato denominato "Orti del Vescovo"

Pinocchio avrebbe dovuto imparare dagli speculatori e venditori di fumo che oggi gestiscono il più grande patrimonio immobiliare del mondo, a seminare sesterzi per raccogliere dobloni. Invece il destino lo ha fatto incontrare con personaggi come il Gatto e la Volpe, e Lucignolo. Ovvero dei truffatori bugiardi per mestiere, ed un perditempo la cui unica virtù è l’ignoranza. “Non andare a scuola, Pinocchio! Vieni con noi a divertirti! Studierai la Storia un’altra volta!”, dicevano al burattino di Collodi.

Fu così che il burattino – probabilmente costruito con legno di lecci malati avanzati – non esitò a svendere l’abbecedario che gli aveva regalato suo padre Geppetto sacrificando i risparmi, per pagarsi voglie e soprattutto distrazioni.

La storia di Pinocchio, dovrebbe servire da spunto di riflessione e stimolo per i bambini, ma visto quanto sta accadendo in città, relativamente alla “riqualificazione” (vabbè, chiamiamola così) di piazza Garibaldi, siamo certi che metaforicamente parlando, possa essere utile anche agli adulti. Soprattutto a quelli che si fanno carico delle responsabilità collettive.

Parlando in modo chiaro, diretto e senza troppi giri di parole, si sappia pubblicamente che le intenzioni della nostra associazione Unione Atei Agnostici Razionalisti (UAAR), sono tutt’altro che accomodanti a simili scelte. Venuti a conoscenza della volontà scellerata di porre due stemmi papali risalenti all’epoca dello sconfitto Stato Pontificio, in una piazza intitolata con ragione ed autorevoli attestazioni all’eroe e patriota Giuseppe Garibaldi, non si illudano i gatti, le volpi ed i Lucignolo cittadini che ce ne staremo a guardare.

La volontà di dare lustro a Pio IX – ultimo “Papa-Re” il cui pontificato è caratterizzato da fatti sanguinosi che hanno accompagnato tutto il Risorgimento italiano come assassini, stragi, rapimenti di bambini ed illustri concittadini suoi collaboratori – andando a seppellire le sue responsabilità sotto due giganteschi intarsi in marmo, rende la vicenda di per sé grottesca e decisamente indigeribile.

Ci pare già piuttosto avvilente assistere a come una ridente e civile città qual è Senigallia, con la comoda scusa del “turismo religioso” o quella delle origini del Mastai Ferretti, sia stata capace di dedicargli: un museo, la piazza di un esclusivo residence, il mezzobusto alla stazione ferroviaria, una via adiacente al Municipio (Freud, il padre della psicanalisi ci andrebbe a nozze!), e perfino dei cartelli posti agli ingressi della città che ne indicano le origini. Come se dare i natali ad un despota con la mani intrise di sangue possa rendere più illustre Senigallia, o rendere un assassino di innocenti meno colpevole, per via della sua città di origine.

Ora di vergogna in vergogna, davvero si vuole andare ad installare questi stemmi papalini in una piazza pubblica (che è di tutti, non certo “il vero sagrato del duomo”), intitolata a colui che fu il principale oppositore dell’ultimo “Papa-Re”, nella conquista dell’Unità d’Italia? Volete davvero che l’intera città ed i suoi cittadini, con questo genere di contraddittorio affronto alla memoria dell’Eroe dei due mondi e della Storia risorgimentale in generale, si copra di ridicolo agli occhi dell’intero Paese? Sicuri che nel volervi mettere a tutti i costi – e che costi! – al servizio di nobili cause sociali, non stiate rischiando di fare la figura degli incompetenti, oltre che la figura degli ignoranti clienti di un immaginario “Paese dei balocchi”, che tramuta tutto e tutti in asini raglianti? Possibile che faccendieri, burocrati e galoppini vari, che tutto sanno e conoscono su arredi urbani, architettura, progettazione e design, si siano improvvisamente dimenticati di quanto leggevano nei capitoli dei loro libri di Storia quando frequentavano le scuole elementari, e perfino del nome che aveva dato Giuseppe Garibaldi proprio al suo asino preferito che allevava a Caprera?

Possibile che in mezzo a tante commissioni, riunioni e consigli comunali, nessuno abbia neanche vagamente notato la difficile coesistenza tra quegli stemmi pontifici ed il nome, non privo di significati intrinseci, che i nostri avi hanno voluto assegnare alla piazza più grande della nostra città?

Se tutto questo è stato possibile, allora a noi per primi, insieme a tutti coloro che vorranno unirsi a questa causa, spetterà il compito di ricordare quale piega prese la Storia, ad un certo punto del Risorgimento.
Se sarà necessario, lo faremo anche raccogliendo adesioni e petizioni cittadine affinché vengano drasticamente riviste queste pessime scelte, ed affinché quella parte di progetto non venga realizzata.

Garibaldi salvo al suo posto senza torti e meschini affronti alla sua memoria, ed i vessilli dei Papi al loro. Magari in una della tante proprietà a disposizione di questo famoso “privato”, che a furia di sedersi ai tavolini dove si prendono le decisioni, deve essersi abituato un po’ troppo ad allargare i gomiti.

Commenti
Ci sono 10 commenti
BlackCat
BlackCat 2015-06-18 11:01:21
STRAQUOTO, Porto il mio cane ha più dignità di quello stemma.
Gnagnolo
Gnagnolo 2015-06-18 11:41:18
Come diceva Ernesto Rossi, "gratta gratta, sotto la fede ci trovi sempre la roba".
Un'idolatria politeista che si riconduce ad un monoteismo, dove l'unico vero Dio è il denaro. Per ricondurli coi piedi per terra, basterebbe appunto togliere loro la roba.
arcimboldo 2015-06-18 11:53:33
Che dire della riflessione storica e sociologica dell'UAAR: semplicemente stupenda!!!
Harrylacarogna
Harrylacarogna 2015-06-18 15:25:03
VII.<> [Enciclica Rerum Novarum]
<<Ci sarebbe,con ciò,una grande usurpazione,perché se c'é un regime totalitario_totalitario di fatto e di diritto_é il regime della chiesa,dato che l'uomo appartiene totalmente alla chiesa,deve appartenerLe,perché l'uomo é creatura del buon dio,é il prezzo della redenzione divina,é il servitore di dio,destinato a vivere per dio qui in terra e con dio in cielo.
pio IX nel discorso del 18 settembre 1838 agli iscritti dei sindacati cattolici francesi.
Ernesto Rossi"il sillabo e dopo"pag 33.
Leggetelo che non vi fa male...........
Vorrei concludere con questa piccola riflessione:
Da quello che ho capito,spero di no,lo stato e il comune mettono i soldi,tutto rimane in uso agli stessi per 100 anni,poi torna preticamente tutto al vescovado e allo stato vaticano che come sempre ha il "bene" dell 'extraterritorialità,per cui non tirerà fuori una lira di tasse.RIPETO.spero di essermi sbagliato...cornuti e mazziati...."il nostro paese "papalino e clericale"...Sempre da Ernesto Rossi"Nuove pagine anticlericali"
Saluti........
Harrylacarogna
Harrylacarogna 2015-06-18 15:27:56
Per favore redazione,mettetelo tutto il commento,no quello che vi pare,grazie
un povero tra i poveri (di politica) 2015-06-18 15:48:15
"LA STORIA HA DIVERSI PUNTI DI VISTA" Leggere i libri di storia da informazione e crea cultura è indubbio. Poi bisogna rendersi conto di chi ha scritto quei libri da che parte stava o cosa si prefiggeva. Altra cosa è andare in quei posti dove le persone hanno fatto la storia e farsi raccontare cosa era successo veramente e cosa gli è stato tramandato negli anni magari da familiari e rivivere il loro punto di vista. Provate ad andare in sicilia ed in calabria e parlare di Garibaldi o quello che hanno fatto i suoi uomini in quelle terre. Forse vi renderete conto che il Sud Italia, in quell'epoca, era più industrializzato del Nor Italia, Garibaldi su ordini ricevuti da altro despota, come condottiero di uomini spinti da ideali forse sani e nobili, combino altro pur di raggiungere i suoi scopi militari, ma così facendo non risparmiò la popolazione di quei luoghi, uccidendo e massacrando chi non sottostava ai suoi ordini, facendo sottostare la popolazione a nobili e ricchi proprietari terrieri, i rivoltosi che non sottostavano al volere di pochi che avevano deturpato i loro terreni, si riunirono in bande e soprannominati briganti, le industri vennero distrutte e i pochi macchinari portati in piemonte per ricreare quelle industrie. Anche lui poi finì con l'ubbidire (fermandosi)e mandato a riposarsi perchè era finito su territori che dovevano rimanere a chi competevano (accordi erano già avvenuti tra i potenti e si erano spartiti la torta) e lui stava diventando troppo forte in Italia e vi era il rischio di divenire incontrollabile. Ciò non toglie nulla alla figura di Pio IX ma forse quella di Garibaldi sarebbe da rivedere sotto altro profilo, senza togliergli le gesta militari di condottiero.
Giammy
Giammy 2015-06-18 16:37:23
Non ho niente contro i simboli religiosi, ma quoto in pieno quanto scritto nell'articolo, anche se la faccia da c..o di Pio IX è il minore dei mali dell'intero progetto...
BlackCat
BlackCat 2015-06-18 18:05:38
Comunque, per la cronaca (storica), Garibaldi aveva chiamato il suo asino "Pionono".
romolo
romolo 2015-06-18 19:53:52
Ma la compagine "Verde"di questa città non si pronuncia sull'argomento? La città futura è a favore dell'abbattimento degli alberi?
Lelonsky 2015-06-19 15:11:48
Complimenti all'UAAR!
Mai visto un concentrato di cavolate ideologiche come in questo articolo!
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