SenigalliaNotizie.it
Versione ottimizzata per la stampa

La Grecia a un passo dal default, la Spagna invece respira: e l’Italia?

Quali prospettive per tre paesi da tempo vittime di una grave crisi economica?

3.176 Letture
commenti
Simone Ceresoni - Altre Marche Sinistra Unita - Elezioni regionali Marche 2015
Bandiera della Spagna

Una Europa davvero eterogenea quella degli ultimi giorni. Confortata dai segnali positivi provenienti dalla penisola iberica ma, allo stesso tempo, paralizzata dai segnali negativi della penisola ellenica.

Il default per la Grecia è sempre più vicino e le scarse contromisure adottate non sono bastate a migliorare la situazione che ora sia fa tragica. Le previsioni riguardanti l’ipotesi Grexit (uscita della Grecia dall’UE) sono le più gettonate e questo spaventa gli operatori finanziari. I mercati azionari, europei soprattutto, sono vittima di un aumento generalizzato delle vendite che non fa per niente bene all’economia.

Ma, come abbiamo già detto, per un paese che piange c’è un paese che ride. La Spagna di Mariano Rajoy si è resa protagonista di record importanti per ciò che riguarda il mercato del lavoro. Il numero di disoccupati nel mese di aprile 2015 è sceso di 118.920 unità segnando un record storico. Calo coerente con la tendenza del’ultimo anno. La disoccupazione nella penisola iberica negli ultimi 12 mesi è infatti diminuita di 351.285 persone. Ora il numero totale di disoccupati in Spagna ammonta a poco più di 4.333.000 persone. In seguito a questi ed altri risultati il governo spagnolo ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il PIL 2015, le previsioni parlano ora di un +3%.

Questi dati diventano ancora più interessanti se si pensa che la Spagna non era in una situazione molto differente da quella Italiana (a tratti forse peggiore) eppure si sta riprendendo ottimamente. Sarebbe giusto prendere esempio?

Riallacciandoci all’argomento dell’ultimo articolo non possiamo non citare i dati riguardanti il buyback.

Tra le aziende che hanno utilizzato di più questo “gioco” speculativo spiccano i nomi di Apple e Bloomberg. L’azienda produttrice degli i-phone ha addirittura riacquistato le proprie azioni per un valore corrispondente a 140 miliardi di dollari. A questo punto l’aumento del 40% delle azioni dell’azienda durante l’anno 2014 diventa facilmente spiegabile.

Commenti
Ancora nessun commento. Diventa il primo!
ATTENZIONE!
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password

Già registrato?
... oppure Registrati!