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Nuova Senigallia: “La famiglia al centro della nostra azione amministrativa”

Asili nido, minori, persone diversamente abili e anziani tra le priorità di Monica Antonacci

Monica Antonacci

La famiglia rappresenta il pilastro su cui si fonda il sistema educativo, il benessere sociale ed economico e il contenimento delle forme di bisogno legate alle fasi stesse della vita. La Lista Nuova Senigallia riconosce alla famiglia il ruolo insostituibile di primo ammortizzatore sociale e, in quanto tale, promuove il suo sostegno.

La famiglia svolge funzioni di natura sociale, di protezione e di cura, contribuendo così, in maniera determinante, al benessere ed allo sviluppo armonico dei suoi componenti. L’istituzione familiare esercita la funzione di tutela a favore di minori, anziani, ammalati e disabili. Il sostegno alle responsabilità familiari non è una politica di settore, quanto piuttosto il risultato di una molteplicità d’interventi che riconoscono alla famiglia il ruolo di vero e proprio attore di sistema.

Il sistema dei Servizi Sociali deve rivolgere la sua attenzione al nucleo familiare, oltre che alla persona, tendendo a responsabilizzare e a coinvolgere la famiglia e la rete parentale. Agli Enti Locali, secondo il principio della sussidiarietà verticale, va riconosciuto, con opportuni stanziamenti nei bilanci di previsione, il pieno ruolo amministrativo degli interventi a favore della famiglia. Il Comune ha il compito di valorizzare al massimo, in ottemperanza al principio di sussidiarietà orizzontale, il ruolo delle famiglie associate e del privato sociale. Il nostro intento è tutelare le famiglie in tutti quei servizi e interventi a domanda individuale modificando ove possibile tutti i regolamenti attuativi dell’assegnazione dei servizi, anche riguardo le tariffe e le eventuali esenzioni, privilegiando le famiglie e i cittadini residenti da più tempo nel territorio comunale.

E’ fondamentale anche regolamentare l’accesso all’edilizia pubblica rivedendone i parametri e privilegiando i nuclei familiari con anzianità di residenza nel Comune e applicando insieme alla nuova I.S.E.E la normativa del D.P.R. 445/2000 art. 3 e del D.P.R. 394/1999 art. 2. Altre iniziative strategiche per la promozione e la valorizzazione della famiglia che intendiamo sostenere attraverso l’Amministrazione Comunale sono: l’istituzione di facilitazioni, vincolate da parametri di reddito, per l’accesso ai servizi pubblici locali per particolari categorie come famiglie con figli, persone con disabilità, famiglie monoparentali; l’istituzione del servizio di mediazione familiare pubblico e gratuito, al fine di contenere la conflittualità familiare con il progetto “Cor Habeo” della Dott.ssa Daniela Magnini, la promozione dell’associazionismo familiare cittadino e del volontariato come risorsa fondamentale.

Asili nido e servizi per l’infanzia
Gli asili-nido e, più in generale, i servizi per l’infanzia sono strumenti oggi più che mai indispensabili per conciliare le esigenze familiari e occupazionali dei genitori lavoratori. L’Amministrazione deve pertanto incrementare gli investimenti per questo aspetto importantissimo delle politiche sociali. Oltre al sostegno alla rete pubblica dei nidi cittadini, riteniamo fondamentale finanziare interventi di accoglienza di minori, in età prescolare, attraverso forme flessibili e dislocate in maniera capillare sul territorio, con il massimo coinvolgimento delle forme associazionistiche e cooperativistiche, in particolare: l’istituzione di nidi-famiglia e ogni altra forma che ampli l’offerta degli asili-nido, tra cui anche l’attività delle “madri di giorno” (“Tagesmutter”, donne che accudiscono presso il proprio domicilio contemporaneamente più bambini); organizzazione di ludoteche per minori accompagnati da un familiare, sostenendo e favorendo la possibilità delle persone anziane di prendersi cura dei bambini, in ambito comunque protetto e supportato da operatori; stipula di convenzioni con associazioni per l’organizzazione di strutture per l’infanzia, anche solo per alcune ore al giorno, nell’ottica di favorire le forme di lavoro part–time; stipula di convenzioni con il tessuto imprenditoriale per l’organizzazione di nidi aziendali e interaziendali a favore dei figli dei lavoratori, ma aperti al territorio rispetto alle reali esigenze delle famiglie.

Minori
La tutela dei minori e del loro equilibrato sviluppo rappresenta uno dei punti programmatici prioritari, in quanto i bambini costituiscono il futuro della nostra città. Anello debole della società è più che mai l’adolescenza. Per quanto riguarda gli interventi di prevenzione del disagio degli adolescenti, intendiamo introdurre l’educatore di territorio, una figura professionale specializzata, che può divenire un primo referente per i ragazzi e le loro famiglie per affrontare le frequenti problematiche legate alla crescita della persona, all’apprendimento e alla socializzazione degli adolescenti. Questo servizio può rappresentare un importante filtro verso eventuali servizi specialistici e può opportunamente essere affiancato al progetto della Dott.ssa Daniela Magnini. E’ opportuno rivedere quelli che sono attualmente gli spazi per adolescenti, ampliandoli con attività di tipo culturale (corsi di informatica, musica, recitazione, danza,) e ricreative, anche attraverso la riscoperta di attività artigianali che fanno parte della nostra tradizione. Riteniamo doveroso sviluppare programmi di sensibilizzazione, di informazione e prevenzione per contrastare i fenomeni di violenza, bullismo e pedofilia.

Uno dei progetti che riteniamo più importanti per i minori è il progetto “Torno a casa”.

Molto spesso i bambini con problemi nelle loro famiglie di origine vengono allontanati e messi in istituto o casa famiglia. A volte non si può fare a meno a causa dei problemi seri che hanno i genitori, altre però si propende per una soluzione più facile, quella della casa famiglia, invece di cercare di fare tutto il possibile ed anche oltre per aiutare il nucleo familiare d’origine a prendersi cura dei propri figli. Nessuno vuole chiudere gli occhi davanti a situazioni di disagio che possono far stare male il bambino, sia da un punto di vista fisico che morale, ma con questo progetto si può fare molto di più per aiutare le famiglie prima di “spedire” i bambini in case famiglia, con il rischio di perdere di vista la necessità di tutelare l’affettività del minore. “Torno a casa” vuole essere un progetto di collaborazione con le famiglie in difficoltà, quelle in cui l’indigenza dei genitori, le separazioni, la perdita del lavoro, eventuali problemi di salute creano difficoltà nell’accudire i propri figli. Vogliamo creare dei luoghi in cui poter accogliere i bambini durante il giorno, mettendo a disposizione loro e dei genitori un luogo sicuro e protetto, nel quale continuare a far crescere il legame affettivo che rimane immutato oltre il verificarsi dei problemi pratici. Alla sera il bambino potrà rientrare o a casa dei genitori o nelle abitazioni di figure parentali vicine, come quei nonni che spesso non vengono considerati all’altezza e che invece sono una risorsa inestimabile. All’interno della struttura opereranno figure altamente specializzate, educatori che affiancheranno le famiglie giornalmente e che saranno di sostegno alle famiglie e ai bambini, mirando al recupero della loro unità e non favorendo la separazione e conseguente disgregazione della famiglia. Inoltre per alcuni servizi, che possono essere la pulizia dei locali o il servizio di mensa potrebbero essere utilizzati i genitori disoccupati e pagati con i voucher.

Persone diversamente abili
I disabili sono spesso dimenticati quando si parla di vita indipendente: vi sono ancora troppi marciapiedi impraticabili per una carrozzella perché troppo stretti, molti edifici pubblici e privati inaccessibili ed un servizio di trasporto pubblico spesso carente in tema di mobilità. Compito prioritario dell’Amministrazione Comunale è differenziare progettualità e sostegni, soprattutto nei confronti dei soggetti disabili in stato di gravità, valorizzando massimamente le famiglie che li hanno in cura. L’obiettivo principale è di migliorare la qualità di vita di tutti i disabili, tanto da poter favorire, ogniqualvolta possibile, la vita indipendente e la piena partecipazione alla società. Certamente utile è creare la “Consulta handicap”, in cui è fondamentale coinvolgere molti giovani portatori di diverse abilità, come laboratorio di proposte ed elaborazione di progetti, e anche le famiglie che se ne prendono cura. Oggi, le persone con disabilità sono sottoposte a una logica che le vede come individui pensati secondo criteri esclusivamente di convenienza economica, e in questa ottica quando si tratta di espropriarle della loro libertà di scelta e dei loro diritti fondamentali, facendole confluire obbligatoriamente in servizi e prestazioni imposti dal terzo settore, l’Ente Locale è partecipe in prima persona. Il sostengo pubblico interviene spesso in modo massivo e con ingenti risorse su una pluralità di tipologie residenziali, trascurando il sostegno a domicilio. Il modello domiciliare si divide in due tipologie: l’assistenza diretta e quella indiretta. Le strutture residenziali e i servizi domiciliari in modalità diretta sono per lo più gestiti da cooperative, mentre l’indiretta lascia la totale autonomia di scelta ed organizzazione dell’assistenza a casa propria. L’assistenza domiciliare diretta non offre, spesso, nessuna libertà di scelta tra le ore di supporto giornaliero, tra gli operatori, l’orario o le mansioni. Quindi una scelta in totale contrasto con leggi e norme che derivano oltre che da leggi e principi costituzionali anche dalla Convenzione ONU sui diritti dei disabili, accordo internazionale che il nostro paese ha ratificato, ma che viene adottato solo in teoria. Con l’assistenza domiciliare indiretta, invece, non c’è più l’adattamento della persona al servizio, ma il servizio viene ideato dalla famiglia o dalla persona stessa, c’è il rispetto della volontà e della dignità di coloro che necessitano di cure e attenzioni. Per l’ente pubblico il costo sostenuto nel finanziare un’ora di assistenza indiretta è senza dubbio inferiore a quello di un’ora di assistenza diretta, a parità di retribuzione. Ciò è dovuto al fatto che sono minori i costi di amministrazione e di gestione. Nell’assistenza indiretta, come abbiamo visto, l’Ente Pubblico eroga alle persone con disabilità un ammontare pattuito che contempla solo i costi vivi, non ci sono costi di intermediari dal momento che sono gli stessi disabili o chi per loro a reperire gli assistenti, preoccuparci del loro inquadramento contrattuale e a verificare la qualità e l’efficacia del loro impegno. Grazie all’ottimizzazione del costo orario, a parità di spesa pubblica si può disporre di un maggior numero di ore da assegnare. Una riflessione a parte va fatta in favore dei così detti Family Caregiver, persone che per accudire i propri cari hanno rinunciato al lavoro, alle carriere, agli studi. La figura del Family Caregiver riceve tutele nella maggior parte dei paesi Europei, tranne che in Italia, ma non teniamo conto che il Welfare nel nostro paese è sostenuto da queste persone. Nuova Senigallia si impegna a creare e migliorare le strutture diurne di accoglienza che predispongano un’accoglienza flessibile in particolare per i soggetti con disabilità grave. A promuovere forme di sostegno economico e strutturale anche alle persone assistite a domicilio dai Family Caregiver. A finanziare progetti, a vario livello, miranti alla formazione e all’integrazione dei soggetti disabili, nell’ottica dello sviluppo di ogni potenzialità per la vita indipendente, con specifico riferimento all’implementazione di progetti di vivibilità della casa per persone in stato di gravità. Potenziamento degli interventi di assistenza domiciliare e possibilità di scelta tra assistenza diretta e indiretta. Ad aumentare le ore di servizio educativo a scuola incrementandolo con delle ore pomeridiane nel caso i bambini frequentassero classi a tempo pieno. Abbattimento delle barriere architettoniche avvalendoci dei fondi comunitari predisposti appositamente. Sviluppo di progetti di soggiorni climatici per disabili, integrati con animazione e attività motoria. Attività motoria generica e promozione di attività sportiva vera e propria per persone con handicap attuando una collaborazione con l’associazione Special Olympics Italia. Valutazione delle esigenze dei disabili residenti nel Comune e realizzazione in prossimità di abitazioni e/o lavoro di appositi spazi riservati abbinando il numero di targa o di permesso. Attivazione del Progetto Park Tutor, già presentato nel Programma Elettorale di Nuova Senigallia. Si tratta di un dispositivo che, grazie a un microchip installato sul posteggio riservato ai disabili, e un “badge attivo” assegnato al disabile, rileva immediatamente la presenza di una sosta abusiva e manda comunicazione tramite GPS direttamente alla polizia municipale, che invierà la pattuglia per la verifica. Per i detentori di permesso, ci impegniamo a stampare uno stradario che indichi la dislocazione dei parcheggi. Andremo inoltre ad attivare una campagna di sensibilizzazione, che chiarifichi l’importanza del rispetto degli spazi contrassegnati ed un controllo a tappeto dei permessi contraffatti o detenuti indebitamente.

Servizio di Pronto intervento Handicap
Pronto intervento disabili significa la possibilità di sopperire a semplici necessità primarie in tempi reali. Va quindi creata, in collaborazione con il volontariato, una postazione in grado di far fronte a situazioni non prevedibili da parte di chi assiste la persona con disagio psichico grave o con gravi difficoltà motorie. Questo si concretizza nell’aiuto per piccole esigenze come l’acquisto di farmaci, la spesa o il semplice accompagnamento a visite o passeggiate. Insieme al Servizio di Pronto intervento verrà attivato uno sportello Comunale dove ricevere aiuto per la compilazione dei moduli per la richiesta dei fondi erogati: fondi politiche sociali, fondi non autosufficienti, fondi sanitari e fondi comunitari.

Persone anziane
Le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione hanno una forte ricaduta sulla strutturazione dei Servizi Sociali: risulta quindi necessario e urgente incrementare l’attenzione alle esigenze della cittadinanza anziana in termini di assistenza e di supporto specifico, ma anche in materia di attività ricreative e iniziative mirate di tipo culturale e sociale. Il nostro Paese è sempre più caratterizzato da una crescente presenza di popolazione longeva, in molti casi in ottimo stato di salute e in questo senso le persone della cosiddetta “terza età” sono anche, e sempre di più, una risorsa viva ed insostituibile per il benessere della nostra città. E’ necessario l’incremento delle iniziative tese alla valorizzazione della persona anziana come soggetto rilevante per la società: spazi dedicati all’interno dei vari quartieri, collaborazione con le circoscrizioni per iniziative di tipo culturale e sociale, convenzioni speciali. La creazione di centri diurni per anziani, anche parzialmente autosufficienti. La sempre maggiore promozione, in collaborazione con le ASUR, di un’assistenza domiciliare integrata a favore di anziani parzialmente autosufficienti o non autosufficienti, a sostegno dell’impegno del nucleo familiare. Promuovere anche nell’ambito delle persone anziane la figura del Family Caregiver. Stipulare un accordo con Enti e uffici che favorisca l’accessibilità agli anziani, fornendo percorsi senza barriere, sportelli riservati o con precedenza, sistemi di prenotazione breve e spazi di attesa con posti riservati.

Lotta alle dipendenze
Molti si avvicinano all’uso di droghe e alcol per curiosità, per sentirsi meglio, per rilassarsi, per ridurre lo stress, per divertirsi. Molto spesso l’uso di queste sostanze è circoscritto a periodi particolari della vita o ad eventi stressanti, individuali o familiari. Per questo motivo è difficile pensare che tale esperienza possa diventare un problema o che possa condurre ad un uso sregolato (abuso) o addirittura ad una dipendenza. Altro discorso è quello che riguarda la dipendenza dal gioco d’azzardo che sta creando problemi socio- comportamentali. Nell’ottica del contrasto alle dipendenze intendiamo incentrare le strategie sulla prevenzione, informazione sui rischi, cura e riabilitazione, con particolare riguardo alle strutture terapeutiche. Strutturare dove possibile interventi di sostegno per le famiglie. Promuovere campagne di informazione basate sul rifiuto delle dipendenze (farmaci, alcool, droghe classiche, nuove droghe sintetiche e gioco d’azzardo) orientate a diffondere comportamenti responsabili. Programmare azioni di intervento orientate a tutelare le fasce più deboli e a rischio favorendo il coordinamento con le Forze dell’Ordine in tutte le attività atte al controllo. Strutturare programmi specifici di prevenzione in collaborazione con le istituzioni scolastiche. Vista l’adesione di Senigallia al “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” ci impegniamo a promuovere ed attuare tutti i progetti, le iniziative culturali, attività di controllo, prevenzione e contrasto possibili con l’adesione a questa iniziativa.

da Monica Antonacci
Candidata “Assessore agli Affari Sociali” per Nuova Senigallia

https://www.facebook.com/pages/Monica-Antonacci/400374040087723?fref=ts

Commenti
Solo un commento
BlackCat
BlackCat 2015-04-13 10:50:28
Solo la "Famiglia Tradizionale" oppure anche la "Famiglia" in senso esteso?
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