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Lo spread scende sotto i cento punti base

Conseguenza del Qe di Draghi e della Bce

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Calo, perdita, recessione, finanza

Dopo quasi quattro anni, l’ultima volta era stata a maggio 2010, lo spread sul decennale tra i titoli di stato italiani e i titoli tedeschi è sceso sotto quota 100 punti base. I dati segnano inoltre un nuovo minimo storico sul rendimento del Btp al decennale che ora è all’1,305%.

Queste sono di sicuro buone notizie per lo stato italiano che, oppresso dai debiti, si ritroverà ora a pagare meno interessi. A causare il ribasso è stata la decisione dell’Unione Europea di utilizzare strumenti non convenzionali tra cui l’ormai famoso Quantitative Easing – QE (teoria dell’alleggerimento quantitativo di cui abbiamo già parlato in questa rubrica).

Proprio a causa del Qe la prossima settimana inizierà quindi l’acquisto di titoli di stato da parte della Bce. Verranno investiti ben 60 miliardi al mese, 47 dei quali solo per l’acquisto di bond di nazioni europee. Da queste informazioni risulta facile comprendere perciò l’enorme influenza che l’attuazione di questo piano avrà sull’economia. In base alla legge della domanda e dell’offerta l’impennata della domanda ha alzato il valore dei titoli. A conferma di questo la novità su i titoli quinquennali tedeschi è che hanno raggiunto addirittura valori negativi.

Il confronto con gli USA (che ad ottobre ha concluso il Qe) dimostra l’anomalia della situazione. I titoli decennali di Washington (Treasury), al contrario di Italia e Spagna (1,3-1,2%), hanno un rendimento superiore al 2% e lo spread col bund tedesco si aggira ora sui 170 punti base.

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