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Paolucci Dott.ssa Francesca
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“All’ospedale di Senigallia serve sangue per una bimba”: bufala su Whatsapp

Si sta diffondendo in rete, a livello anche nazionale, un testo assolutamente falso: diffidate e non inoltrate!

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Whatsapp

Come spesso (putroppo) accade nel mondo informatico, si sta facendo leva sul senso di solidarietà della gente per diffondere in internet messaggi assolutamente fasulli e da non divulgare: un tempo si faceva via mail con le “catene di Sant’Antonio“, oggi si fa anche su Whatsapp.

E’ quello che sta accadendo in queste ore attraverso il sistema di messaggistica tra i più diffusi sugli smartphone di tutto il mondo: sta transitando e diffondendosi anche tra gli utenti di Senigallia questo testo, lo ripetiamo, fasulli e da cestinare… una “bufala”, insomma!

“Mi aiuti a diffonderlo?
C’è bisogno di sangue A RH negativo x una bambina che sta male… aiutate a diffonderlo.
La referente è [nome e cognome] – tel. [numero di telefono]
Mandalo ai tuoi contatti WhatsApp per favore.
Grazie! Ospedale di Senigallia”

Se da un lato verrebbe istintivo inoltrarlo subito a tutti i nostri contatti, dall’altro occorre essere per un attimo razionali e capire che questo messaggio, che arriva da un nostro contatto di Whatsapp, ha tutti i tratti di quella che in gergo viene definita una “bufala” informatica.

Il messaggio innanzitutto chiede esplicitamente di essere diffuso.
Poi riporta una richiesta di aiuto molto generica, ma molto pressante come la richiesta di sangue: una richiesta, però, che molto difficilmente si servirebbe del passaparola su Whatsapp per essere diffusa, dato che ci sono per altri canali ed enti preposti a cercare e fornire sangue per un’emergenza sanitaria.
Riporta un nome e cognome e un numero di telefono di chissà chi (poveretta questa persona, che avrà ricevuto non si sa quante telefonate!)
In questo caso ha anche la firma “Ospedale di Senigallia”: l’ospedale manderebbe un messaggio del genere a titolo ufficiale?

Questo ultimo indizio, quello della firma, oltretutto è stato aggiunto ad-hoc per farlo evidentemente diffondere a Senigallia, dato che un messaggio identico, ma senza l’ultima riga, è stato segnalato da giorni in altre zone d’Italia.

Lo scopo della “bufala”, forse è nata chissà dove per fare uno scherzo (di pessimo gusto) alla persona il cui nominativo è riportato, ma non è da escludere che proprio quel numero, ricevendo telefonate, raccolga e memorizzi il numero di telefono di chi lo contatta e poi sfrutti i dati in non si sa quale modo.

La soluzione, come sempre, è diffidare da questo tipo di messaggi e non diffonderli, anche se il mittente è affidabile; inoltre è buona norma avvisare chi ce lo manda affinchè ci aiuti a fermare la diffusione della “bufala”.

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