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Diocesi di Senigallia: “matrimonio gay non equiparabile a quello uomo-donna”

"Come nel caso delle unioni civili tanto clamore senza riscontri significativi"

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Matrimoni gay, omosessualità, coppie gay

In merito alla questione della trascrizione di matrimoni tra persone dello stesso sesso, celebrati all’estero, da parte della Diocesi si ribadisce anzitutto che alle persone con orientamento omosessuale devono essere riconosciuti i diritti fondamentali che sono propri di ogni essere umano.


Non esiste peraltro alcun fondamento per equiparare o stabilire analogie tra le unioni omosessuali e il matrimonio fra uomo e donna e la famiglia. Non si può estendere, senza snaturare il concetto di famiglia accolto nella Costituzione italiana, la legislazione famigliare e matrimoniale a relazioni affettive e sessuali che, per natura loro, famiglia e matrimonio non sono.

La trascrizione di matrimoni tra persone omosessuali avvenuti all’estero sorprende per la sua connotazione chiaramente ideologica: oltre che non produrre alcun effetto nel nostro attuale sistema giuridico, crea confusione e sconcerto per quanto riguarda il rispetto delle leggi, a cui tutti sono tenuti, a cominciare da coloro che rivestono ruoli di responsabilità pubblica.

Come afferma la nota della Conferenza Episcopale Italiana sull’argomento, “l’augurio è che il rispetto delle persone individuali sia sempre salvaguardato nelle loro legittime attese, senza mai prevaricare il dato della famiglia. La sua originalità non può essere diluita, se ci sta veramente a cuore il ‘bene comune’, in una parola, se ci preme la famiglia”.

Nel contesto della grave crisi che investe anche il nostro territorio è di fatto la famiglia l’istituzione che maggiormente ne porta il peso, fungendo anche da ammortizzatore sociale. Eppure, anche se spesso viene lasciata sola, la famiglia rimane insostituibile ed è presente nelle aspirazioni autentiche dei giovani. Non dovrebbe essere la famiglia ad occupare i primi posti nell’agenda di tutti coloro che hanno responsabilità per il bene comune?

A volte, come nel caso del registro delle unioni civili, si fa tanto clamore senza ottenere alcun riscontro significativo stante la non aderenza ai bisogni veri delle persone e il vuoto legislativo in materia, mentre ci sarebbero ben altri e più urgenti problemi da affrontare insieme, con le diverse realtà sociali, per il bene di tutti.

Commenti
Ci sono 3 commenti
BlackCat
BlackCat 2014-10-29 10:48:23
Uno di questi problemi da affrontare insieme è come abolire i Patti "Fascisti" Lateranensi per i quali la Chiesa ancora ne gode i privilegi. In un'Italia dove i diritti, per il PD, diventano privilegi, eccone un altro (questo si) da cancellare.
O. Manni
O. Manni 2014-10-29 11:24:39
Impossibile Bobo. Fissati in Costituzione con l'art. 7, blindati dalla Corte Costituzionale nel 1978 (sentenza n°16/1978) che in modo mafioso negò il referendum abrogativo, possono essere eventualmente solo modificati, a patto che queste modifiche vengano accettate da entrambe le parti (Stato e Chiesa). Ora, prova ad andare a chiedere una modificia dei Patti Lateranensi, nella parte relativa ai tanti privilegi di cui gode la Chiesa, alla Chiesa stessa. Secondo te cosa risponderanno??? Si, diciamocelo...Il Generale Cadorna, non certo un bolscevico mangia bambini, purtroppo non portò a termine il lavoro cominciato a Porta Pia. La partitocrazia ed alcuni costituenti del PCI, fecero il resto.
leofax 2014-10-29 12:04:27
A mio modesto parere, la Diocesi come istituzione religiosa, sa bene, che queste problematiche appartengono allo Stato Italiano. Poi sarà lo stesso, regolamentarlo o meno. Tra l'altro, con tutti quegli scandali che si leggono sui giornali da parte di uomini di Chiesa, a livello pedofilo, ritengo sia opportuno ripensare lo spirito missionario che una tonica impone.
Leonardo Maria Conti
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