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Sulla strada di Santiago de Compostela Part 1 – FOTO

Cronache di un 'trekking' un pò speciale

Credencial e la conchiglia, simboli dei Pellegrini sulla strada di Santiago

Un frammento di un poema del Duecento ritrovato in un remoto monastero situato sui Pirenei recita più o meno così: “La porta è aperta a tutti, ai Santi e agli infermi, non solo ai cattolici, ma anche a pagani, ebrei, eretici e vagabondi”. A distanza di svariati secoli lo spirito che guida questa esperienza non è poi così diverso.

Il Cammino ha continuato ad esercitare il suo fascino su individui di ogni estrazione sociale, culturale e religiosa. Le motivazioni che spingono sulle strade di Santiago sono le più varie: persone in cerca della propria spiritualità, ma anche amanti del trekking e dei paesaggi naturali (vale la pena ricordare che sono patrimonio dell’ UNESCO), appassionati di enogastronomia o ancora, sportivi che mettono alla prova le loro capacità.

Non è un caso se negli ultimi anni il numero dei pellegrini che decidono di affrontare questa avventura sia in costante crescita; nel 2013 i numeri ufficiali parlano di 215880 persone messesi in viaggio. La storia dell’itinerario risale al IX secolo, quando leggenda vuole che un pastorello, guidato da visioni mistiche, scoprì la tomba dell’ Apostolo Giacomo il Maggiore. La leggenda vuole che a guidare l’eremita nel campo dove si trovavano le spoglie del Santo fu proprio una stella; da qui il nome campus stellae (“campo della stella”) dal quale deriva l’attuale nome di Santiago de Compostela, sede dell’omonima cattedrale e capitale della Galizia.

Le spoglie dell’Apostolo divennero ben presto meta di un flusso sempre più numeroso di pellegrini provenienti da tutta Europa, tanto da diventare dopo Roma e Gerusalemme il terzo cammino più battuto per i fedeli cristiani. Dopo secoli in cui la popolarità del Cammino era caduta in disgrazia, nel 1987 questo tragitto che attraversa tutto il nord della penisola iberica, venne designato come “Il più importante itinerario culturale d’Europa’ . Dopo questo riconoscimento il pellegrinaggio ha conosciuto una nuova ‘epoca d’oro’ con un flusso di visitatori in continuo aumento.

Il Cammino altro non è che un insieme di strade, sentieri e viottoli che ha ufficialmente inizio a Roncisvalle, sui Pirenei, e si snoda tra boschi, campi, colline e paesini per la bellezza di 783 km delimitato da freccie gialle e pietre miliari con incastonate delle conchiglie (il simbolo del pellegrino!);  in diversi percorrono questa distanza anche in bici e più raramente a cavallo. Nel corso dei secoli il Cammino ha visto nascere numerose rotte alternative accumunate dalla stessa tappa finale: Santiago de Compostela, appunto.

Oltre alla partenza più nota sui Pirenei (percorso conosciuto con il nome di ‘Cammino Francese’ o più semplicemente Cammino), esistono Le mappe dei vari 'caminos'molti ‘caminos’ alternativi: il Cammino Aragones battuto anticamente dai pellegrini francesi provenienti da Tolosa, attraversa i Pirenei al Passo di Somport. Raggiunge Jaca e Sanguesa per poi congiungersi con il percorso principale a Puente la Reina. La rotta di Santiago più antica che si conosca prende il nome di Cammino Primitivo e collega Oviedo a Compostela. Il Cammino Inglese inizia dalla città di La Coruna o Ferrol e si congiunge a pochi chilometri dall’arrivo con quello principale. Il suo nome si deve ai tanti pellegrini Britannici che arrivavano in nave fino alla Galizia per poi effettuare l’ultimo tratto a piedi. La Ruta de la Plata conduce i pellegrini che provengono dalla parte meridionale della Spagna fino al nord attraversando le antiche vie commerciali romane. Infine, il Cammino Portoghese che si biforca in due diversi percorsi: uno che lambisce la costa e l’altro che attraversa invece i boschi e le vallate dell’entroterra, zona famosa per i vigneti e l’ottimo vino.

Questo articolo, diluito in tre parti, vuole essere un piccolo resoconto-guida per raccontare in prima persona questa piccola avventura vissuta dal sottoscritto; un piccolo vademecum per quanti fossero interessati su come preparare a livello logistico, e non solo, questo viaggio per certi versi insolito. Credo sia giusto specificare che questa avventura comincia ancor prima di mettersi in viaggio: il cammino francese, quello classico per intenderci, richiede circa 35 giorni, giorni necessari per ricoprire i quasi 800 chilometri di distanza. Per chi non dispone delle 5 settimane richieste (e della giusta prestanza fisica: mediamente si tratta di percorrere 25 km al giorno ed i sali/scendi delle prime tappe possono mettere a dura prova anche l’escursionista più impavido) esiste anche ‘l’alternativa light’ (è il mio caso!); si parte da Sarria e si percorrono in circa 5/6 giorni gli ultimi 120 chilometri necessari per farsi rilasciare l’attestato. I mesi migliori per tentare ‘l’impresa’ sono maggio, giugno e settembre: il clima gioca un ruolo a dir poco fondamentale e questi mesi garantiscono buone possibilità che il meteo sia mite con piogge relativamente scarse e giornate non troppo afose.

Fondamentale sarà la preparazione del vostro zaino che, per quanto possa sembrare banale dirlo, deve contenere solo lo stretto necessario e pesare il meno possibile (l’ideale sarebbe farlo oscillare tra i 5 ed i 7 Kg). Inutile dire che per la tipologia di zaino da utilizzare esistono migliaia di teorie ed è probabile che ogni pellegrino vi dia risposte diverse. Chi scrive vi consiglia di utilizzare uno zaino da trekking che vada dai 50 ai 65 litri di capienza, con tasche laterali e, possibilmente, più di un’apertura in modo da dividere il vestiario pulito o bagnato da quello che non lo è. A questo vanno aggiunti un copri zaino da utilizzare in caso di pioggia e due buoni spallacci imbottiti che vi permetteranno di distribuire meglio il peso.

Il ruolo fondamentale lo hanno le scarpe che sceglierete di portare: evitate scarponi da alta montagna (non state andando sull’Himalaya!) ed optate per una calzatura di media pesantezza che tenga fuori l’acqua, con una buona suola in gomma e che già conoscete bene. Affrontare il Cammino con una scarpa nuova è estremamente sconsigliato. Altro gadget fondamentale sono i calzini tecnici antivesciche: non credo ci sia bisogno di spiegare il perché. A questo link www.pellegrinibelluno.it è possibile trovare consigli utilissimi sull’attrezzatura necessaria per mettersi in viaggio.

Oltre all’attrezzatura, il ‘documento’ indispensabile per affrontare il Cammino risponde dal nome di ‘Credencial del Peregrino’: è’ il documento ufficiale che identifica il pellegrino di Santiago, una “carta d’identità” che permette di poter essere ospitati per una notte nei vari “albergue” (ostelli) dedicati ai pellegrini. E’ personale in quanto riporta i dati anagrafici e su  di essa vengono posti i “sellos” (timbri) che testimoniano i passaggi e le tappe percorse. Troverete ‘Sellos’ non solo nelle strutture dove farete tappa ma anche in innumerevoli siti disseminati lungo il Cammino. La Credencial del Peregrino può essere richiesta prima della vostra partenza in appositi istituti religiosi che ve la invieranno gratuitamente. Questo il recapito: http://www.confraternitadisanjacopo.it/.

 

Nel secondo episodio inizieremo ad affrontare il Cammino vero e proprio. Ecco un antipasto dei panorami che incorniciano i 126 chilometri che ci separano dalla cattedrale di Santiago.

Panorami del CamminoPanorami del CamminoPanorami del Cammino

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