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Peggiora la qualità delle cure, cresce la protesta dei diabetici nelle Marche

Raccolte 15mila firme per un Dipartimento diabetologico regionale unico

Diabete, malattia diabetica, salute, test

L’assemblea nazionale delle 115 associazioni italiane di persone con diabete che aderiscono alla FAND-Associazione italiana diabetici, riunitasi a Pesaro, si è schierata compatta a fianco della Federazione regionale delle associazioni di tutela dei diritti dei diabetici marchigiani (ATDM), contro la chiusura di alcuni centri di diabetologia prospettata dalla regione Marche.

Intanto, vola velocemente verso il superamento di quota 15mila il numero di marchigiani che ha sottoscritto la petizione di ATDM, che ha tenuto ad Ancona una conferenza stampa sul tema. ATDM propone la costituzione di un Dipartimento diabetologico regionale unico con il mantenimento delle strutture diabetologiche ad oggi esistenti ed il rafforzamento del personale specialistico dei centri di diabetologia o almeno la reintegrazione dei medici, numerosi, andati in pensione negli ultimi 3 anni. L’organismo dovrebbe coordinare le attività di prevenzione e cura erogate dai centri di diabetologia presenti sul territorio come risposta alla necessità di riordino del sistema ospedaliero imposto dalla Legge Balduzzi e, nel contempo, quale garanzia di salvaguardia del sistema integrato assistenziale che, per prima in Italia, la regione Marche ha realizzato con la Legge regionale n. 1 del 23 febbraio 2009.

Il progetto del Dipartimento diabetologico regionale, nelle intenzioni delle associazioni dei diabetici marchigiani guidate da Emilio Augusto Benini, Coordinatore FAND per la Regione Marche e Presidente ATDM, sostituirebbe quello di modifica della rete diabetologica ideato dalla Regione. “Un piano insensato, quello dei nostri amministratori – attacca Benini – che prevede di fatto lo smantellamento di uno dei fiori all’occhiello della sanità marchigiana, e che potrebbe invece, con la nascita del Dipartimento, soddisfare i requisiti di appropriatezza e ottimizzazione delle risorse, consentendo un ulteriore miglioramento dell’attuale struttura organizzativa della sanità diabetologica del territorio. Purtroppo, dobbiamo riscontrare che sinora siamo inascoltati; anzi, i nostri governanti sembrano rifiutare il confronto su questo tema.

Dobbiamo riscontrare con rammarico che, diversamente da quanto accade in altre Regioni evidentemente più vicine e sensibili ai bisogni, ma soprattutto alle proposte dei propri cittadini con diabete e delle loro rappresentanze, istituite, ricordiamolo, sulla base di una Legge dello Stato, la 115/87, e chiamate all’azione dal recente Piano nazionale per la malattia diabetica, gli amministratori delle Marche paiono arroccati su posizioni di retroguardia. Convinti, evidentemente, che tagliando le cure e peggiorando la qualità dell’assistenza si liberino risorse economiche”, aggiunge Egidio Archero, Presidente nazionale FAND.

Peccato non sia così, perché è dimostrato che riducendo il controllo della malattia diabetica aumentano i ricoveri ospedalieri per complicanze cardiovascolari, renali e via dicendo, e di conseguenza i costi si impennano. Nello specifico caso delle Marche, sappiamo che negli ultimi 3 anni è diminuito di 7 unità il numero dei diabetologi attivi nella regione, passati da 25 a 18. A questa diminuzione ha fatto da contraltare un dato oggettivo e inequivocabile, certificato dagli Annali AMD dell’Associazione medici diabetologi, il rapporto che dal 2004 valuta di anno in anno la qualità delle cure fornite nei centri diabetologici del Servizio sanitario nazionale. Il livello di controllo del diabete negli oltre 33mila marchigiani assistiti nei centri della regione, valutato secondo l’indicatore che indica le persone con emoglobina glicata (HbaA1c) inferiore a 7%, è sceso in questo stesso lasso di tempo sotto la media nazionale: 39,9% nelle Marche e 43,8% In Italia. Mentre 4 anni fa era al di sopra della media, e tra i migliori del Paese. Se il buongiorno si vede dal mattino, che cosa dobbiamo attenderci con la chiusura o il declassamento dei centri previsti dal progetto della Regione?”, conclude Archero.

da FAND-Associazione italiana diabetici

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