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Palazzo Gherardi, nuovo sopralluogo del comitato “Salviamo il Classico”

Le FOTO del degrado della storica sede del Liceo Classico, al cui posto potrebbero nascere appartamenti

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L'ingresso di Palazzo Gherardi a Senigallia

Nuovo sopralluogo a palazzo Gherardi del comitato senigalliese “Salviamo il Classico”. Venerdì 14 marzo, dopo le ultime notizie su intrusioni e le indiscrezioni che vedrebbero la storica sede del liceo classico G. Perticari nuovamente al centro di un progetto residenziale con appartamenti di lusso e case popolari in un edificio dell’800, alcuni componenti del comitato sono tornati a distanza di sei anni all’interno dell’ex liceo per verificarne la situazione.

Come si può vedere dalle foto, l’abbandono e lo stato di degrado regnano sovrani: sporcizia, polvere, ragnatele, vecchi materiali accatastati e persiane pericolanti sono presenti in quantità, oltre ad alcune infiltrazioni che stanno rovinando lo storico edificio, “evacuato” dagli studenti per questioni tecniche, di staticità e di sicurezza nel 2001.

Roberto Paradisi e Giulio Moraca davanti a Palazzo GherardiDurante il sopralluogo, a cui hanno partecipato il portavoce del comitato prof. Giulio Moraca e l’avv. Roberto Paradisi, è stato constatato come lo stabile, nonostante gli anni e gli ‘acciacchi‘, goda di buona salute: “Palazzo Gherardi sta bene” ha affermato Paradisi “è praticamente come lo abbiamo trovato nel 2008 durante il precedente sopralluogo, con la struttura assolutamente stabile, meglio di tante costruzioni moderne. Quindi è evidente come non siano state motivazioni tecnico-strutturali a costringere gli studenti ad abbandonare la storica sede del liceo classico, ma la volontà politica della giunta comunale che ha ucciso questo palazzo per svenderlo con il solito progetto di speculazione edilizia”.

“Il rischio – gli fa eco il professore Giulio Moraca, che all’istituto ha insegnato per diversi anni – che la struttura venga suddivisa in appartamenti sia di lusso che riservati all’edilizia residenziale pubblica, è alto e noi vogliamo scongiurarlo: nessuno è contro l’edilizia popolare, ma crediamo esistano altre soluzioni piuttosto che smembrare uno storico edificio che si affaccia sul lungofiume e lungo il corso principale della città. Non va bene nemmeno l’altra ipotesi secondo la quale palazzo Gherardi potrebbe divenire la sede di una grande banca con studi e uffici, anche se in questo caso almeno si salvaguarderebbe l’unicità e l’integrità dell’edificio”.

GUARDA la GALLERIA FOTOGRAFICA del sopralluogo a Palazzo Gherardi

Veduta del Palazzo Gherardi di Senigallia

“Su palazzo Gherardi si sono susseguite – continua Paradisi – voci di progetti e smentite, risposte e contro-smentite fino a riproporre nuovamente il progetto residenziale che si era fermato per diverse ragioni: in primo luogo, la solle
vazione popolare
che ha visto oltre 2000 cittadini firmare contro lo scempio edilizio che si prospettava; e in secondo, la grave crisi edilizia che ha bloccato ogni piano con il rischio di divenire l’ennesima opera incompiuta”
.

Ma la situazione non è rosea nemmeno nel prossimo futuro secondo Paradisi e gli altri membri del comtato “Salviamo il Classico”. L’edilizia residenziale pubblica sarebbe secondo loro la nuova “scusa” su cui l’amministrazione comunale si appoggerebbe per regalare lo stabile a costruttori e palazzinari”.

“Già un’altra volta mi incatenai al cancello per evitare la speculazione. – spiega Paradisi – Sono pronto a rifarlo dato che le condizioni perché venga restituito al liceo classico con annessa una sede museale ci sono tutte. Manca la volontà di farlo”.

Commenti
Ci sono 2 commenti
octagon 2014-03-16 07:29:15
Basta appartamenti! Tra qualche anno butterete giù pure il palazzo comunale!! Affidiamo la struttura per eventi culturali, mostre oppure restituirlo al liceo.
virginiovillani 2014-03-16 10:33:01
Le soluzioni, anche magari accettando qualche compromesso, per conservare una funzione e un'identità pubblica al palazzo o ad una parte importante di esso ci sono e come "Italia Nostra" le abbiamo individuate ripetutamente nella destinazione museale. Si poteva almeno aprire un dibattito sull'argomento, tentare di verificare le possibilità reali di intervento. Non si è fatto mai niente senza dare spiegazioni, perché certe prospettive non hanno spazio nella logica e nella sensibilità culturale degli amministratori. E' sempre molto più facile percorrere le solite strade già sperimentate, sia nel settore culturale, che in quello immobiliare, si corrono meno rischi, ma non si innova e non si esce dalla palude dell'ovvio.
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