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Senigallia: la scuola in evoluzione tra multietnicità e disabilità

Negli istituti superiori aumentano gli studenti stranieri... e qualche problematica ancora da risolvere

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volontariato, associazioni, giovani

Sono in costante aumento i numeri relativi agli studenti che frequentano i cinque istituti superiori di Senigallia. E con loro anche quelli di origine straniera e gli studenti con disabilità (fisica o di apprendimento) che rappresentano ormai una fetta importante nel panorama scolastico a cui rivolgere ben più di un’attenzione.

In diversi casi (e questo non è riscontrabile solo a Senigallia) le scuole stanno diventando sempre più multietniche, soprattutto negli istituti d’istruzione superiore Panzini e Padovano, dove si arriva anche a classi in cui il numero degli stranieri è quasi pari a quello degli studenti italiani. Molti dei giovani, spesso, hanno origini straniere ma sono nati e cresciuti in Italia, e non hanno grandi difficoltà ad integrarsi con il resto dei compagni.
Per fronteggiare invece le difficoltà di chi viene inserito in età già adolescenziale e che talvolta fa fatica a comprendere la nostra lingua, più scuole hanno attivato dei corsi pomeridiani e serali intensivi, rivolti a stranieri di praticamente tutte le età.
Ad esempio, al Panzini, la scuola più frequentata in città con circa 1330 studenti la mattina e quasi 200 ai corsi serali) il numero degli stranieri è in costante aumento, rappresentando circa il 30% del totale (quasi 500 persone), provenienti da ben 32 nazionalità diverse (Marocco, Congo, Cuba, Brasile, Cina, Bangladesh, Filippine).
E’ interessante notare tuttavia come questa percentuale degli stranieri nelle scuole superiori senigalliesi sia differente da istituto a istituto. Al Liceo Perticari, nell’anno scolastico 2013/14, l’incidenza è aumentata, anche se parliamo di 34 alunni di varie nazionalità su un totale di oltre 600 iscritti.

Una scarsa uniformità tra gli istituti senigalliesi emerge anche nell’analisi relativa al numero degli studenti portatori di handicap o con disturbi d’apprendimento, sebbene le strutture vengano globalmente ritenute adeguate dai dirigenti scolastici intervistati, che testimoniano l’assenza di casi particolarmente gravi.
Il numero più elevato di disabili si riscontra nella scuola più numerosa, il Panzini, dove nell’a.s. ’13/14 sono stati censiti 75 studenti con difficoltà di vario tipo tra disabilità fisica e DSA (disturbi specifici di apprendimento); 56 quelli all’IIS B.Padovano (in consistente aumento – quasi il doppio – rispetto ai 30 dell’a.s. 2011/12) tra il plesso di Senigallia e quello di Arcevia. Il Perticari lamenta una carenza di tutor che accompagnino gli studenti con disabilità, fattore riscontrato anche al liceo Medi dove addirittura il dirigente Mancini ha affermato come non vi siano insegnanti di sostegno.

I dati raccolti, grazie al contributo delle strutture scolastiche, testimoniano dunque un sistema scolastico locale che si sta evolvendo di pari passo con una società sempre più multietnica ma dove, senz’altro, ancora molto si può e si deve fare per favorire una piena integrazione oltre che a garantire il diritto allo studio per tutti.

di
Cecilia Marcucci
Indy Giampaolo
Damiano Bedini
Annalisa Gentile
Riccardo Balzani

Commenti
Ci sono 4 commenti
O. Manni
Paul Manoni 2014-01-02 08:53:56
Di sicuro, le problematiche non sarebbero certo state tutte risolte, ma se il governo avesse stanziato quei 500 milioni di euro (+500 per il prossimo anno sarà 1 Miliardo!), a favore della Scuola Pubblica (di tutti!), anzichè alle sedicenti "Private/Paritarie", qualcosina si sarebbe anche potuto risolvere. La situazione per la Scuola Pubblica è tendente al "lieve" peggioramento costante da anni, ma continuano a tagliare, tagliare, tagliare. Alle Scuole Private/Paritarie invece, contrariamente a quanto sancito dall'Art. 33 della Costituzione (...senza oneri per lo Stato), continuano ad arrivare soldi pubblici.
Jane 2014-01-02 14:59:04
Sarebbe bene che chi si trovi a scrivere di questi temi aggiorni il vocabolario e utilizzi una terminologia appropriata. Portatore d'handicap non ha alcun significato, una convenzione internazionale ha da anni sostituito questo termine con quello di disabile/diversamente abile.
Franco Giannini
Franco Giannini 2014-01-02 15:31:06
Veramente un bel reportage informativo. Immagino magari letto superficialmente ed archiviato. Come se non ci fossero argomenti da approfondire, da discutere. Paul tu inveci ti soffermi sul "SE" il governo avesse... ed io aggiungo "SE" i cittadini facessero sentire la loro voce ... "SE" tutti noi fossimo più onesti ... e per finire all'italiana "SE" mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata una carrozza... L'Italia purtroppo è stata fatta, ma ancora quello che non si riesce è di fare gli italiani. Saremo anche "brava gente", ma anche tanto superficiali!
O. Manni
Paul Manoni 2014-01-02 16:02:15
Io, sull'argomento specifico, qualcosina l'ho anche detta pubblicamente. Di recente, una risposta a Bucari, brava Consigliere comunale e per di più, Insegnante. Ma ai "matti" come noi non si da mai retta. A Bologna hanno risolto con un referendum cittadino, sostenuto dal "Comitato Art. 33". Anche se il Sindaco Merola, sembra essersene altamente sbattuto...Insomma, la prova empirica che "La sovranità, NON appartiene al popolo". La Legge 62/2000 è di D'Alema...Figurati. Potrei fornirti un'ampia panoramica di parole da sostituire a quel "superficiali", ma te la risparmio. Ciao Franco.
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