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Aumenta ancora nelle Marche l’immigrazione straniera

Il numero più elevato in Provincia di Ancona, ma la migliore integrazione è a Macerata

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Immigrati

Sono circa 165.000 gli immigrati di nazionalità non italiana presenti nella regione Marche nel 2012. E’ questo il dato che emerge da un dossier statistico sull’immigrazione di Unar ed Idos,relativo al territorio marchigiano.
I risultati della ricerca sono stati appena presentati.

Il dossier ha complessivamente evidenziato la costante crescita della popolazione straniera nel territorio regionale.

Il dato si spiega principalmente grazie alle nuove nascite e ai ricongiungimenti familiari che continuano a caratterizzare il movimento migratorio in direzione della regione. L’incremento è determinato dalla combinazione del tasso di crescita naturale (16,3 per mille) e dei due tassi migratori che riguardano gli immigrati, quello interno (negativo: -5,4 per mille) e quello con l’estero (positivo: 53 per mille).

Il 18,5% dei nati in regione durante il 2012 sono di nazionalità non italiana, contro una media nazionale del 15%.

La distribuzione territoriale degli stranieri che vivono nelle Marche mostra una prevalenza della provincia di Ancona, dove risiede il 30,6% del totale (circa 43.000 persone, delle quali 11.400 – pari al 26,6% – nel capoluogo).

Seguono le province di Macerata (24% del totale regionale) e Pesaro e Urbino (23,6%), mentre Fermo e Ascoli Piceno ospitano rispettivamente l’11,9% e il 9,8%.

Al 2012, le collettività più numerose tra i non comunitari sono l’albanese (22.000, il 17,5% del totale), la marocchina (circa 15.500, il 12,4%) e la cinese (14.300, l’11,3%).

Tuttavia i più recenti (2011) dati Istat sui residenti (comprensivi anche dei comunitari) indicavano la nazionalità rumena come quella prevalente.

Per quanto riguarda il percorso di integrazione degli stranieri residenti nella regione, secondo il IX Rapporto Cnel sugli Indici di integrazione degli immigrati in Italia le Marche possiedono il 6° più alto potenziale di integrazione tra tutte le regioni italiane, in virtù di un indice (calcolato in base all’inserimento sociale e lavorativo) di 60,1 su scala da 1 a 100.

Tra tutte le province italiane, è la marchigiana Macerata a detenere il più alto potenziale specifico (indice di 66,4).

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