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Bagnini: canoni demaniali nazionali sospesi fino al 15 settembre

Oasi Confartigianato: "Una conquista positiva. La lotta però continua sia sulla Bolkestein che sull’IVA"

Sci Club Senigallia
L'estate al mare di Senigallia, spiaggia di velluto

Ulteriore obiettivo raggiunto per OASI Confartigianato che si batte per la tutela delle imprese balneari. Sospeso fino al 15 settembre 2013 il pagamento dei canoni demaniali marittimi nazionali. L’indicazione proviene dalla conversione in legge del Decreto “del fare”.

Tale provvedimento rappresenta un tassello positivo a sostegno degli operatori del settore. OASI Confartigianato più di ogni altro è intervenuta per sollecitare azioni mirate a risolvere in maniera completa e definitiva la partita delle concessioni balneari e salvaguardare il futuro delle imprese del comparto.

Ci aspettiamo una ulteriore proroga del termine del 15 settembre e la ripresa del dibattito – dichiara Paolo Pierpaoli Presidente di OASI Confartigianato Senigallia sul problema dei problemi, ovvero la vertenza rinnovi. “Stiamo facendo “pressing” perché si arrivi a un riordino della disciplina dell’intera materia delle concessioni demaniali marittime e continueremo nella nostra ferma e incisiva azione nei confronti degli interlocutori politici. Occorre infatti un nuovo, adeguato sistema di regole e garanzie in grado di tutelare le imprese balneari ponendo fine allo stato di grave disagio e incertezza che preclude futuro e crescita al comparto”.

L’altra grossa battaglia sollecitata solo ed esclusivamente da OASI Confartigianato è la soluzione del problema della riduzione dell’IVA per gli stabilimenti balneari che sono ormai rientrati sotto il profilo normativo nella categoria turistica e che dovrebbero essere equiparati anche fiscalmente agli altri operatori del comparto turistico che già beneficiano di tale agevolazione.

“È indispensabile, rimarca Pierpaoli – che venga sanata l’attuale e inaccettabile disparità di trattamento a danno delle imprese del settore, generata dal mancato aggiornamento e coordinamento tra le varie disposizioni in materia fiscale e la legislazione che disciplina il turismo. Non è possibile che tutte le categorie del turismo (alberghi, bar, campeggi, ristoranti ecc.) godano dell’IVA agevolata al 10% mentre gli stabilimenti balneari siano costretti ad applicare l’IVA al 21%. Questa mancata agevolazione si ripercuote sui turisti e su tutti coloro che usufruiscono dei servizi balneari e questo non va bene.

“Ci batteremo come al solito da soli anche su questo argomento visto e considerato che i conflitti interni degli altri sindacati (in particolare di SIB Confcommercio) portano questi ultimi a richiedere al Governo solo vantaggi per quei pochi (circa 300) Operatori Balneari che fatturano qualche milione di euro (vedi ad esempio il ridimensionamento e la parificazione dei canoni pertinenziali a quelli demaniali) tralasciando le reali necessità dei micro e dei piccolissimi operatori balneari. D’altronde è impossibile, a meno di non raccontare false verità, rappresentare al tempo stesso le esigenze dei grandi stabilimenti balneari del Tirreno (con i loro forti interessi) e quelle delle piccole e micro aziende dell’Adriatico.

da Oasi Confartigianato

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