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La Concordia regionale e la scialuppa chiamata “Senigallia”

Si naviga però in acque "politiche" poco sicure: la stessa BdM - in credito col gruppo Lanari - ne è una prova

Lavori fermi al quartiere ex Sacelit di Senigallia

Se l’arte del governo è spesso paragonata a quella del nocchiero che, con mano ferma e tra mille pericoli, guida la nave verso porti sicuri, è molto probabile che il barchetto chiamato “Senigallia” sia arrivato ormai in vista dell’Isola del Giglio.

La difficoltà di comporre oggi il bilancio comunale non parla solo di una signora Merkel che costringe i pigs nello stipo del patto di stabilità, ma anche di una cattiva navigazione della politica locale. E dire che da molte parti negli anni passati erano giunti appelli a non chiudere i futuri orizzonti nel Borgo delle Torri, dove con infelicissimo slogan si tentava di vendere il sole che sorge.

Il nostro Schettino, però, non si è sbagliato nell’atto di osare nuove vie, nuovi passaggi, ma in quello di perseverare nellavecchia politica del mattone ormai giunta al saldo di un’era; e quando mostrò di non avere paura, fu solo nell’enfasi e nella protervia.

Gianni Roccato, Maurizio Mangialardi e e Pietro Lanari illustrano il progetto nell'area ex Sacelit-ItalcementiQuesta smania di essere primi introdotta nelle retoriche dell’amministrazione dalle giunte luan-rodaniane non ha fatto altro che portare più rapidamente la nostra città sull’orlo della caduta. Chi si aggiri tra il vuoto che sta sotto la ciminiera e il giardino su cui si affacciano lo Stabilimento Bagni e il Palazzo del Turismo penserà forse che la colpa sia della BCE o del fantasma di Milton Friedman. Oppure di una giunta comunale velleitaria quanto incapace di leggere la realtà. Forse non è così, o forse non è solo così. Forse è solo la corrente che ci spinge mentre noi immaginiamo di guidarla o anche, addirittura, di precederla.

Il caso Italcementi meglio di ogni altro ci ha fatto capire che stavamo sbracciandoci nella corrente. Variamente si è tentato di spiegare il perché la vendita del sole-che-sorge non andava avanti. Si disse per la dimensione imposta agli appartamenti; oppure per l’alto costo del terreno. Si disse che una crisi grave come questa non era in nessun modo prevedibile. Nessuno però riuscì a spiegarsi il perché la Banca delle Marche si fosse esposta così tanto nel finanziare l’operazione.

Ora, che Senigallia sia solo una scialuppa della grande Concordia marchigiana, lo si vede bene dallo stato in cui versa la banca regionale.
I lavori - ora fermi - nell'area ex Sacelit-ItalcementiLa Banca delle Marche“, scrive Giorgio Meletti sul Fatto Quotidiano di martedì 23 luglio, “si è distinta perché dopo il 2008, mentre gli altri istituti italiani chiudevano i rubinetti alle società immobiliari, ha deliberatamente ignorato la crisi del mattone innescata negli Stati Uniti e ha continuato a largheggiare in crediti al settore“.
Un altro Montepaschi Siena“, titola l’articolo, per precisare poi che tra i gruppi che hanno beneficiato di crediti che oggi mettono nei guai la banca, c’è “il noto gruppo che fa capo alla famiglia Lanari“. Ma sì, lo sapevamo già: un articolo di giornale serve a precisare e a garantire libertà di espressione.

Che meraviglia poi se su quei crediti un’amministrazione comunale pensi di poter costruire consenso e futuro? La virtù di ingannarsi da soli è resa facile dal fatto che poi saranno altri a pagare la disillusione. L’albergo a cinque stelle? Ma fateci il piacere. Per la maggior parte dei senigalliesi era una chimera, per i più riflessivi un falso scopo, un montaggio delle attrazioni. Chissà se nessuno osò mai parlarne personalmente ai nostri sindaci, o se invece tutti si limitarono, incontrandoli ogni giorno, a stringere loro la mano?

Commenti
Ci sono 4 commenti
N.H.ugo mascetti 2013-07-27 17:50:01
Apprezzabile-condivisibile art. ma chi tra politici locali non è compromesso su italcementi ci
faccia sapere e reperisca-pubblichi gli atti di giunta e/o le determine che hanno concesso a lanari di sequestrare da anni e per anni via Mamiani dalla statale all’ex- cantiere?
........suddito n.d.
stefano bernardini 2013-07-27 17:55:53
Stanno cadendo insieme le due forme di rendita , quella finanziaria e quella immobiliare, così come sono cresciute insieme da vent'anni a questa parte ( qui a Senigallia da oltre un decennio). L'economia di "carta e di mattone" , ovvero l'astrazione della finanza con la materialità delle cose ( la terra o meglio il territorio). Sono stati anni di grande retorica, ma nella realtà ha vinto la componente più vecchia e pesante dell'economia (il finanzcapitalismo); in urbanistica ha vinto la parte più retrograda e cementificatrice magari edulcorata con la velina della riduzione del consumo del territorio (dove?,quando? ). Adesso ci tocca anche rimpiangere Durpetti.
E' crollato il dibattito pubblico sulle trasformazioni urbane, la libertà culturale è stata soffocata dalle suadenti convenienze della committenza da una parte, e dalla suadente patina di " apertura al modernismo" dell'amministrazione dall’altra parte. Eppure continuano a viaggiare imperterriti sulla stessa rotta, l’approvazione del PORU con tutto il viatico di aumenti di cubatura a spasso per tutta la città è emblematico. C’e ancora chi sogna l’inchino………a ridosso degli scogli.
Luigi Rebecchini 2013-07-28 00:27:21
Carissimo Leonardo come sempre cogli nel segno nei tuoi articoli. Condivido e proprio nell'ultimo consiglio comunale, nella fase delle interpellanze, ho ricordato all'assessore Ceresoni le tappe dell'area ex Saceliti e chiesto cosa intende fare oggi l'amministrazione. Errori remoti, come concedere alla proprietà dell'area di vendere per una speculazione edilizia, quando in altre parti d'Italia i comuni hanno incamerato le aree come parziale risarcimento per la fabbrica della morte. Qui non è successo, anzi tutt'altro. Poi errori recenti,basta ricordare il balletto dei progetti con nomi importanti, ma non si fece nulla e devo ricordare che ad un certo punto alla Edra Costruzioni era difficile anche colloquiare con il Comune. La Edra Costruzioni, devo dire lungimirante nel capire la crisi in arrivo,già vi erano molti segnali, vende a Lanari. A Lanari, inspiegabilmente, vedo tappeti "rossi" e dorati aprirsi sia col Comune che con le Banche. Grande enfasi degli amministratori che accolgono il progetto nel 2008 (che il sottoscritto definì allora "nato morto") in pompa magna. Poi arriva il piano d'area nel 2009 e il sindaco Mangialardi, allora assessore, proprio su questo giornale rilasciava la dichiarazione: "fatemi godere questo momento". Poi arrivano le convenzioni. Ho chiesto all'assessore nell'ultimo consiglio comunale se quel godimento è finito e se le polizze fideiussorie a favore del Comune sono state rispettate. Le risposte date dall'assessore Ceresoni sono state da me giudicate per nulla soddisfacenti e chiederò quanto prima tutta la documentazione e una commissione ad hoc per il mese di settembre.
Daniele 2013-07-28 10:06:42
Quando la Banca delle Marche "salterà", il caso MPS sarà una briciola....
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