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Marche: Marcello Mariani si dimette da commissario regionale dei Verdi

Continua l'impegno ne La Città Futura, ma la crisi del partito di Bonelli emerge sempre più evidente

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Marcello Mariani

Marcello Mariani si dimette dall’incarico di commissario regionale dei Verdi marchigiani, lascia il partito ma conferma la continuità del suo impegno a Senigallia all’interno de La Città Futura. I Verdi di Senigallia vogliono ringraziarlo per quest’ultimo anno faticosamente dedicato a dirimere, senza risultati soddisfacenti, le dinamiche interne al partito, ma soprattutto vogliono ringraziarlo per l’alta qualità espressa come amministratore pubblico della Provincia di Ancona e per l’attenzione verso la nostra città, in particolare per ciò che riguarda le politiche ambientali, la gestione dei rifiuti e le politiche sociali per la casa.

Due settimane fa i Verdi senigalliesi hanno tenuto un’assemblea cittadina da cui è scaturito un documento politico inviato ad Angelo Bonelli ed alla Federazione Nazionale dei Verdi in cui si esprimono perplessità per l’adesione dei Verdi alla lista di Antonio Ingroia e insoddisfazione per la situazione dei Verdi marchigiani, perennemente commissariati.

Relativamente a quest’ultimo punto occorre specificare che compito dei tre commissari, Adriano Cardogna, Massimo Marcaccio e Marcello Mariani, subentrati a Gianluca Carrabs, avrebbe dovuto essere quello di fare chiarezza sulla gestione interna, ristabilendo il funzionamento degli organi elettivi, si da restituire finalmente agli iscritti un partito caratterizzato da trasparenza, partecipazione e iniziativa politica.

Le recentissime dimissioni di Marcello Mariani dall’incarico commissariale e dal partito preoccupano, perché sanciscono la difficoltà – cronica? – per i Verdi marchigiani ad uscire da una impasse pluriennale, determinata da personalismi e verticismi che stanno determinando l’irrilevanza politica del partito, che difficilmente potrà essere superata dalla partecipazione ad alleanze disomogenee quale ci sembra la lista “Rivoluzione civile” di Ingroia.

Stante la forte necessità di un soggetto politico ambientalista credibile, anche a fronte della scomparsa delle tematiche ambientali dal dibattito politico e degli ambientalisti negli altri partiti, i Verdi senigalliesi, pur rimanendo ancora nel partito, non possono che aprire una fase di riflessione su quali siano le forme politiche e di partecipazione più idonee nel futuro per le battaglie ecologiche e per una nuova economia.

Una prima risposta, a livello locale, ci sembra l’esperienza de La Città Futura, un soggetto plurale ma omogeneo che si sforza di coniugare ecologia, economia e welfare. Ma non è sufficiente: ciò che ci preoccupa molto a questo punto è la difficoltà persistente di costruire un protagonista nuovo, a livello nazionale, in grado di innestarsi nella scia dei Verdi Europei. Detto in altre parole: ci preoccupa il rischio, ormai quasi una certezza, della scomparsa dei Verdi italiani, non solo dal Parlamento ma anche dai territori. Per scongiurare tale rischio occorre che i Verdi si dedichino con passione e competenza alle politiche ambientali e al rapporto coi cittadini (come ad esempio stanno facendo a Taranto), più che a tatticismi e manutenzione degli apparati.

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