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Senigallia, Canti: “Perchè aderisco a ‘La Città Futura’

"Il percorso di Idv e Di Pietro è stato verticista, senza passaggi decisionali democratici"

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Stefano Canti

Dopo tempo torno a scrivere di politica – soprattutto perché mi sono politicamente occupato della chiusura della campagna raccolta firme dei 4 referendum, lavoro e per i costi della politica – alcune precisazioni sugli ultimi fatti politici noti e la mia scelta di aderire a “La Città Futura” prendendo atto della fine di Idv Senigallia.

Il percorso di Idv e Di Pietro è stato verticista, senza passaggi decisionali democratici, e con specifica volontà di dividere il centrosinistra per fondare il quarto polo. L’autonominato “movimento arancione” che, ora, è meglio conosciuto come “Rivoluzione Civile” con Antonio Ingroia candidato a premier e in prima fila De Magistris, Di Pietro e altri segretari di partito nazionali.

Con queste premesse non ho potuto avvallare la strada di Di Pietro e De Magistris perché all’orizzonte vedo un pericolo: vedo il rischio che una nuova specie di leaderismo impoverisca e ponga fine, alla preziosa novità che consiste nella reale partecipazione collettiva di quel percorso progressista – che si è colorato spontaneamente di arancione – iniziato con la primavera 2010, a Milano come a Senigallia, e che continua nel cammino del popolo delle primarie oggi.

Sono preoccupato per i pericoli che vedo concretizzarsi all’orizzonte per questo straordinario popolo: essere trasformato in un aspirante piccolo partito, strumentalizzato al fine di ottenere qualche deputato, accodato a un candidato leader scelto dall’alto. E il rischio di trasformare gli “arancioni” nei tesserati di qualcuno è la strada per distruggere le speranze dei tanti cittadini che hanno preso parte nei percorsi partecipativi amministrativi e referendari.

Per questo penso che “La Città Futura” Senigallia sia il giusto sviluppo di quella primavera di colore arancione della politica iniziata nel 2010 nella nostra città, come a Milano e poi di quella di Cagliari, di Genova e di centinaia di amministrazioni comunali in tutta Italia. E’ stato un percorso di coinvolgimento, ascolto, partecipazione di centinaia di migliaia di persone che hanno trovato il modo di manifestare un nuovo atteggiamento e costruzione della politica, non di infilarsi in una nuova formazione, tanto meno se formata da tante sigle, spesso in contrasto fra loro.

La forma partito al popolo arancione sta stretta. Non ha bisogno di simboli e di leader, sono tante persone diverse unite dalla voglia di partecipare e di rinnovare la politica con l’impegno in prima persona. L’arancione, dal 2010, è diventato una filosofia, un’idea, un percorso, una scelta anche di vita fatta da donne e uomini molto diversi tra loro che hanno deciso di cambiare in profondità i territori dove vivono mettendo al centro del loro pensare la partecipazione attiva dei cittadini.

E’ un cambiamento radicale che pone al centro dell’agire politico la ridefinizione di un senso civico di appartenenza alla città e alla comunità che va sviluppato a Senigallia e non lasciato in mano a leaderismi di partito. Un nuovo senso civico il cui metodo deve essere fondato sulla democrazia partecipata proprio ad iniziare dalle primarie.

L’arancione non può e non deve essere utilizzato solo da una parte politica, né contro qualcosa o qualcuno, ma per l’interesse collettivo e il bene comune. Questo penso sia inerente a quel percorso politico e culturale sottoscritto anche da me con la maggioranza nel 2010 e di Città Futura che va oltre i partiti e che vede nella società, nei movimenti, nelle problematiche sociali quotidiane delle persone e nelle tematiche ambientali la sua ragione di essere e di fare politica.

Infine ringrazio tutti i componenti Idv che hanno scelto “Centro Democratico – DL” di Donadi per questi anni insieme e gli ribadisco la mia stima e una proficua collaborazione tra progressisti e moderati per il bene della città.

Commenti
Ci sono 2 commenti
Rione 2013-01-03 13:02:23
C'è molta confusione sotto il cielo. La situazione è sempre la stessa. I "leaderini" che dentro Cambiare si Può spalleggiano per un posto in parlamento sono i segretari dei micropartiti, con percentuali da prefisso telefonico, che fanno parte della Città Futura. Tra questi figura su tutti il mitico comunista Diliberto. Prima sostiene Vendola, poi Bersani, infine Ingroia. La coerenza fatta persona. SEL, come il PD, s'è riservata 20 posti per i membri del "cerchio magico", al di fuori della consultazione delle parlamentarie. SEL è un partito leaderista nato e basato sulla figura di Vendola. L'alleanza con il PD è stata calata da Vendola senza consultare la base. Nella stessa provincia di Ancona era stato stilato un documento che richiamava ad una consultazione per decidere la strategia elettorale. Ovviamente Vendola l'ha usato come carta igienica in nome della democrazia interna,"percorso di coinvolgimento, ascolto e partecipazione". Mancano nell'elenco le vittorie elettorali di Napoli e Palermo, a dimostrazione del fatto che l'arancione viene interpetato in questo comunicato esclusivamente come la rievocazione dell'Ulivo. Al Centro Democtratico preferisco il centralismo democratico dei Marxisti per Tabacci. Fanno più ridere. Auguri e buon lavoro(inteso come dispendio del tempo per trarre un vantaggio economico).
Synthesis 2013-01-04 12:20:25
Oggi la mia sintesi è -perdonate il giochino di parole- più sintetica che mai. Sottoscrivo lettera per lettera l'intervento di Rione: da incorniciare! Personalmente io il centralismo democratico, che è l'unico modo di democrazia possibile (se ben si sa cosa significhi e se non lo si confonde col centralismo burocratico, cioè quello di SEL), lo preferisco anche al di là dei mitici marxisti per Tabacci.
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