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IDV Senigallia: “sulla Bolkestein il governo Monti è come Ponzio Pilato”

Il partito dipietrino critica Dario Romano e attacca il premier: "bisogna agire"

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Gian Mario Spacca alla Rotonda contro la Bolkestein

Ci sono almeno 30 mila imprese e 300 mila posti di lavoro che rischiano di sparire. Si tratta dei lavoratori degli stabilimenti balneari che rischiano di essere travolti se le concessioni dovessero essere mandate ad asta europea, come stabilisce la direttiva Bolkestein.

In tutte le Marche sono a rischio 2 mila posti e di questi quasi 300 sono nella provincia di Ancona.
Questi dati ci fanno capire che la questione è un problema sociale che tocca direttamente il tessuto sociale senigalliese, gravando su famiglie e mettendo in pericolo investimenti e fatiche di una vita. Ecco perché noi dell’Idv contestiamo gli effetti disastrosi nel settore balneare della Bolkestein. Noi chiediamo al ministro e al governo Monti di andare a Bruxelles e di chiedere l’esonero dalla direttivaBolkestein anche per le imprese balneari, così come è stato fatto per gli ambulanti, i notai, i concessionari, le acque minerali e i distributori di carburante.

Il governo ha il dovere di difendere i diritti di queste imprese di lavoratori, di questa realtà italiana sana e unica in Europa, evitando di svendere le nostre spiagge alle multinazionali straniere.  

Ci sorprende leggere di “posizione del governo Monti” e che “ha fatto bene il Ministro Gnudi”. Le domande giuste sarebbero: Qual è la posizione del governo Monti? E: che cosa ha fatto di “bene” il Ministro Gnudi?
Perché, primo, è grave che il governo Monti si limiti a dire che ha a cuore la vicenda. Non basta tenerla a cuore, o presente, questo lo faceva Ponzio Pilato. Bisogna agire concretamente, predisporre un decreto legislativo che affronti la questione e che salvi 30 mila imprese italiane da una fine certa.

Secondo, non possiamo che manifestare tutta la nostra contrarietà di fronte alle proposte irricevibili del ministro Gnudi riguardo alla questione dei balneari. Il ministro non solo non ha presentato la bozza di un decreto legislativo, ma ha ribadito la volontà di proseguire sulla strada dell’evidenza delle aste pubbliche. La decisione del ministro Gnudi è lesiva della volontà del Parlamento che si è espresso con due mozioni, alla Camera e al Senato, perché le imprese balneari siano esonerate dalla direttiva Bolkestein.

Inoltre si può dire che il governo Monti ha fatto molto peggio di quanto era stato detto e indicato da Bruxelles. Pare infatti che il decreto al vaglio preveda le aste ed un risarcimento che sarà sulla base dei redditi medi dei prossimi tre anni. Questo decreto è peggiore della via di uscita presentata dall’Europa.
Sarebbe opportuno che il Consigliere comunale Romanodelegato alle politiche per l’Ue incontri da Consigliere delegato le categorie sindacali sul tema specifico. Sarebbe opportuno che porti e affronti da Consigliere con delega la questione della Bolkestein e i suoi effetti in maggioranza di governo.

Di fronte al successo dell’Onda Rossa a Senigallia martedì 9 ottobre con manifestazione sino al Foro Annonario sarebbe più opportuno e costruttivo un’unità di intenti per cercare di modificare la bozza di regolamento sulle concessioni demaniali invece che perdersi in superficiali considerazioni sul presidente On. Antonio Di Pietro che è l’unico presidente di partito ad aver presentato una proposta di Legge in materia insieme all’On. David Favia.

Quello che noi dell’Idv chiediamo è chiaro: che il governo si rechi a Bruxelles per chiedere alla Commissione europea il congelamento della direttiva Bolkestein per le imprese balneari. Alla “politica latitante e assente” bisogna aggiungere “contrariamente all’Idv che sta tenendo alta l’attenzione sulla questione”.

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