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Omicidio Taurino: interrogato ad Ancona il presunto assassino, che non risponde

Il 20 ottobre 2011 veniva brutalmente ucciso a Passo Ripe il 35enne originario di Cerignola

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Tribunale, sentenza

Con l’interrogatorio di garanzia per Myrteza Arifaj, l’albanese arrestato nella sua nazione ed estradato in Italia, prima nel carcere di Rebibbia a Roma, poi in quello di Montacuto ad Ancona, si è scritta una nuova pagina nella vicenda di sangue iniziata il 20 ottobre 2011, con l’omicidio di Luigi Taurino.

Il 35enne originario di Cerignola (FG) era stato sgozzato in strada a Passo Ripe, in un agguato che in un primo momento sembrava avesse i contorni di una rapina e si è poi scoperto essere un omicidio, la cui mandante sarebbe Suela Arifaj, vicina di casa di Taurino, con il quale pare fossero sorti dei contrasti.

Dall’Albania erano giunti Marku Jatmir e Myrteza Arifaj, fratello della donna, per quello che forse doveva solo essere un avvertimento per Taurino, intercettato per strada nella frazione di Ripe, ma che si è poi tramutato nel suo ultimo incontro, con due uomini che egli non aveva mai visto prima.

Dopo gli arresti di Suela Arifaj e Marku Jatmir, su cui grava al momento l’accusa di essere mandante e complice del delitto, era arrivato anche quello del terzo uomo, il 35enne Myrteza, che sarebbe quindi l’esecutore materiale dell’accoltellamento.

Interrogato il 13 settembre dalla PM Giovanna Lebboroni, in carica alla Procura di Ancona, riguardo ai fatti legati al delitto di Passo Ripe di undici mesi prima, Myrteza Arifaj non avrebbe dato alcuna risposta, se non quella di non sapere nulla del motivo per cui è detenuto. Ha poi scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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