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Senigallia, Uno Mattina e Tg1 dedicano spazio alla valigetta della legalità

L'oggetto simbolo dell'inchiesta "Mani Pulite", battuta all'asta per Libera nel 2007, è al centro di due servizi

La valigetta di Tangentopoli esposta nel Municipio di Senigallia

Continua a rappresentare uno dei simboli della storia d’Italia la “valigetta della legalità” in possesso del Comune di Senigallia, cioè quella borsa in pelle da manager – ormai vecchio stile – che venne utilizzata nel lontano 1992 per la corruzione ad opera di Mario Chiesa, indagine dalla quale si aprì l’inchiesta di Mani Pulite e dunque la voragine di Tangentopoli, che inghiottì tutta intera quella stagione della nostra politica decretando di fatto la fine della cosiddetta Prima Repubblica.

Domenica sera, nella serata conclusiva del festival “Ventimilarighesottoimari in giallo“, la Rotonda a Mare di Senigallia ha ospitato un interessante dibattito sul significato di quegli avvenimenti, dei quali si celebra proprio quest’anno il ventennale. Alla tavola rotonda, svolta mantenendo appunto la valigetta in una teca sullo sfondo, hanno partecipato i giornalisti Marco Damilano dell’Espresso, Carlo Cianetti di Rai News 24 e Don Tonio Dell’Olio di Libera.

Ebbene, subito dopo quella serata una nuova conferma dell’attualità di questo reperto è stata data da un ampio servizio realizzato dalla giornalista Giovannelli e andato in onda martedì scorso nella popolare trasmissione televisiva Uno Mattina, condotta da Gerardo Greco, e dedicato proprio alla valigetta della legalità.

Come molti ricorderanno, questa borsa fu “battuta” nel 2007 durante l’asta della legalità promossa dall’associazione Libera di don Ciotti in collaborazione con la trasmissione Caterpillar e venne allora acquistata da una cordata di imprenditori senigalliesi che la donarono poi al nostro Comune. Da allora, l’oggetto simbolo di Mani Pulite si trova esposta nella Residenza Municipale di Senigallia, proprio all’ingresso della sala consiliare.

Siamo assolutamente orgogliosi – ha dichiarato il Sindaco, Maurizio Mangialardi – della scelta compiuta a suo tempo di esporre la valigetta nella sede del nostro Comune. Attraverso questo gesto vogliamo infatti richiamare la costante attenzione dei cittadini sulla meritoria attività di un’associazione come Libera, capace di attivare nuovi progetti di cooperazione e sviluppo in terreni confiscati alle mafie, trasformando quelle terre da luoghi della criminalità in occasioni di lavoro e speranza per centinaia di giovani.
E poi, naturalmente, quella valigetta è anche il segno di una stagione, Mani Pulite, che pur tra inevitabili errori e qualche eccesso segnò un momento di grande risveglio etico e civile per l’Italia“.

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