… E se arriva un altro gatto? Consigli utili se la famiglia aumenta!
Tanta pazienza e tutto ciò che occorre fare per arrivare ad una serena convivenza "felina"
Innanzitutto bisogna sfatare un mito: il gatto di casa non è un animale solitario che non ha bisogno di compagnia, anzi può essere positivo pensare di dare un amico o un’amica al nostro micio, che vivendo in appartamento, forse un po’ si annoia.
Tu sei al lavoro e il tuo amico peloso rimane solo a casa. Magari durante la tua assenza combina qualche marachella, o sembra meno vivace e quasi depresso… Se è così, il suo messaggio è chiaro: “Mi annoio e ho bisogno di compagnia!”. In effetti, benché indipendente, il gatto ha bisogno di una presenza, umana o animale che sia.
Quando si sta decidendo di adottare un altro micio per fare compagnia al gatto di casa, alcune domande nascono spontanee. Come scegliere un altro gatto? Cucciolo o adulto? Maschio o femmina? Da qualche amico/conoscente o al gattile?
Domande del tutto lecite e importanti da porsi anche se talvolta il caso ci mette lo zampino..è proprio l’espressione giusta!! Se, come nel mio caso!!!, il nuovo peloso arriva come un fulmine a ciel sereno… “Elena ho trovato un gattino in mezzo alla strada e devo correre in ufficio, ho pensato di chiamare te…” in 30 secondi la decisione era presa..dove si mangia in due si mangia in tre (i tre in foto!!).
Se vi capita quello che è successo a me, adulto o cucciolo che sia, per prima cosa portate il micio trovatello dal veterinario anche se è apparentemente in buona salute!!!! Se ciò non fosse immediatamente possibile non fatelo assolutamente venire in contatto con il/i gatto/i di casa prima che il veterinario lo abbia visitato e fatte le dovute analisi per accertarne lo stato di salute!!! Potrebbe avere parassiti o malattie infettive (anche potenzialmente mortali) che all’apparenza non sono “riconoscibili” o latenti ma che potrebbero facilmente contagiare i pelosi di casa!
Fatta questa importantissima e doverosa premessa, dicevamo che ci frullavano in testa delle domande sul da farsi..
Innanzi tutto diciamo che non c’è molta differenza nell’adottare un maschio o una femmina come secondo gatto, non necessariamente dev’essere del sesso opposto al gatto residente, soprattutto se abbiamo responsabilmente sterilizzato gli amici pelosi che già convivono con noi.
Per quanto riguarda l’età del futuro nuovo amico peloso in arrivo che sia cucciolo o adulto non fa tantissima differenza per i nostri pelosi residenti, infatti il gatto è un animale molto abitudinario e territoriale, per questo motivo, tutti i cambiamenti sono inizialmente stressanti e fonte di un po’ di nervosismo. Certo a noi un cucciolo fa tenerezza, fa voglia di coccole e ci ispira senso di protezione ma non dimentichiamo che per i nostri amici pelosi è comunque un estraneo che entra in una casa fino a quel momento solo loro… detta all’umana… uno scocciatore!!!
Ma toniamo al pratico… è deciso: arriva un nuovo gatto!
Mi spiace togliervi qualche illusione ma non vi aspettate un primo incontro amichevole o addirittura affettuoso; è necessario adottare qualche accorgimento per rendere più soft questo momento di particolare tensione.
Sarà opportuno far coincidere il nuovo arrivo con un periodo in cui possiamo stare a casa per qualche giorno in modo da seguire da vicino la situazione e affrontare le eventuali piccole complicazioni. Armatevi di pazienza e preparate una stanza dove il secondo micio potrà stare prima di fare la conoscenza del primo.
Dovrà avere a sua disposizione una cuccia per dormire, le ciotole del cibo e dell’acqua e la lettiera. E’ opportuno scegliere una stanza “neutra” cioè una stanza che non sia già territorio del nostro gatto (di solito il bagno può essere una stanza neutra, controindicato invece tenere il nuovo gatto in camera o nella stanza preferita dai nostri amici pelosi escludendoli e facendo sentire il nuovo arrivato un usurpatore!).
Per un po’ di tempo non facciamoli incontrare, facciamo invece capire loro che nella casa c’è un altro gatto: accarezziamo con un panno prima uno, poi l’altro in modo che ne sentano l’odore; scambiamo le loro copertine e i cuscini; teniamo in braccio e accarezziamo (soprattutto sul muso dove ci sono le ghiandole che emettono feromoni) prima uno e poi l’altro.
Al momento dei pasti, facciamoli mangiare vicino alla porta che li divide, uno da un lato e uno dall’altro. Così facendo assoceranno la reciproca presenza a qualcosa di piacevole.
Importantissimo è evitare di sconvolgere le abitudini del nostro vecchio micio, rispettare orari della pappa, orari dei giochi, coccole, tutto dev’essere esattamente uguale a prima per non spiazzarlo e farlo sentire abbandonato. Perderemmo sicuramente la sua fiducia se si sentisse messo da parte per il nuovo arrivato e questo deve valere per tutti i membri della famiglia umana, anche dei bambini e spieghiamo loro che, sì il nuovo arrivato è la novità non significa che i “vecchi” non debbano più essere considerati. L’amore va equamente distribuito!!
Se i mici vi sembrano tranquilli potete, a questo punto, socchiudere leggermente la porta in modo che possano guardarsi ed annusarsi senza però poterla aprire. Munitevi quindi di robusti fermaporta. (Nel mio caso quando è arrivato il n° 3 era piccolissimo e a volte dormiva nel trasportino. A quel punto chiudevo la porticina e mentre lui faceva dolci sogni al sicuro lasciavo che i fratelloni pelosi esplorassero il suo ambiente, dopo un po’ li facevo uscire e riaprivo la porticina assicurandomi che la porta fosse chiusa… nei primi tempi dopo l’armistizio il panterone adulto giocava con il piccolo ma soffiava in direzione del trasportino ormai vuoto!!!)
Dopo qualche tempo, regolandovi sul grado di tolleranza di entrambi (se uno dei due soffia insistentemente anche solo passando vicino alla porta dove “sa” che c’è l’altro e/o si rifiuta di mangiare, prolungate il periodo di “separazione” e studio dallo spiraglio della porta), lasciate che i due si incontrino fisicamente. Ciò dovrà avvenire in un luogo neutro della casa, il corridoio, la sala, il terrazzo ad esempio. Questo perché il gatto che possiede un territorio (la casa) riconosce alcune zone come più “intime” e non vuole vedervi intrusi (di solito i luoghi dove dorme e mangia).
Se avete più amici pelosi, presentate il nuovo micio ad un gatto alla volta. Fate caso ai mici maggiormente nervosi e cercate di individuare i possibili problemi.
Ricordate sempre di non forzare mai, per nessun motivo, le cose. Non costringete i mici a trascorrere del tempo insieme e abbiate sempre cura di farli familiarizzare in una stanza che abbia a loro disposizioni delle veloci vie di fuga come per esempio un mobile su cui saltare oppure sotto cui nascondersi.
Un buon modo per far socializzare i mici è quello di farli giocare insieme. Anche in questo caso procedete per gradi e non abbiate fretta di vederli divertirsi insieme. Ottimi a questo scopo sono i classici topini da rincorrere e mordicchiare, oppure uno scatolone a due uscite in cui possano nascondersi e studiarsi a vicenda (questo è il sistema che dietro suggerimento del mio amico Michele a casa mia ha funzionato a meraviglia!!).
Le coccole e le carezze dovranno essere distribuiti in ugual misura, ma per evitare momentanee gelosia nel micio/i già occupante della casa, eccedete con complimenti e piccole attenzioni. Insomma, per i primi periodi, siate particolarmente affettuosi con i “vecchi” pelosi che si sono visti “occupare” la casa da un altro collega.
Non fatevi assolutamente prendere dal panico se i due si soffieranno, si guarderanno in “cagnesco”, si gonfieranno mettendosi di traverso, faranno in poche parole tanta scena per far vedere chi è che comanda. E’ un caso abbastanza raro (anche se non impossibile) che il nuovo arrivato venga accolto a braccia aperte dal nostro.
Siate sempre presenti ai primi incontri ma non sgridateli se si soffiano, l’incontro per loro è già fonte di stress e sarebbe controproducente aggiungerne altro; se vedete che la situazione degenera fate in modo di distoglierli magari battendo le mani, il rumore li farà distrarre e sospendere l’eventuale zuffa.
I gatti possono ringhiare e gnaulare in modo impressionante, simulare attacchi e fronteggiarsi nel tentativo di affermare la propria posizione territoriale: finché non si giunge ad uno scontro serio, con possibilità per gli antagonisti di venire feriti, è meglio non intervenire, limitandosi a dire magari un neutro “ehi!” con voce ferma. Non tentate di separarli mettendovi in mezzo o cercando di prendere uno dei gatti: è possibile che possano rivoltarsi contro di voi. Dopo un incontro “movimentato” e non ancora amichevole, dategli il tempo di calmarsi separandoli di nuovo. Aspettate un po’ prima di un secondo incontro. E non dimenticate quello che ho detto prima: assicuratevi che ogni gatto abbia un posto dove potersi rifugiare e nascondere se lo desidera (ad es. sotto il letto) e soprattutto, finchè i rapporti sono tesi, quando vi assentate da casa fateli accomodare ognuno “nelle sue stanze”.
Prima che i rapporti diventino, se non amichevoli, almeno di civile convivenza stabilendo equilibri finalmente vivibili da pelosi ed umani ci vorranno sicuramente diversi giorni, in alcuni casi anche qualche settimana (a casa mia abbiamo raggiunto un ambiente di non ostilità in una quindicina di giorni anche se ancora oggi la gatta a volte fa capire chiaramente e sonoramente che il “piccolo” gli dà fastidio!!). E anche dopo continuiamo a vigilare perché capita che anche solo per gioco i gatti si importunano a vicenda. Si nascondono dietro la lettiera o nella zona dove consumano i pasti e tendono un’imboscata all’ignara vittima. Questo può creare un’atmosfera di nuova tensione tra gli amici pelosi che vivono sotto lo stesso tetto. Fornire a ciascun gatto una lettiera diversa in luoghi diversi o usare lettiere chiuse a igloo e fornire a ciascun gatto un’area pranzo “sicura” dove mangiare senza essere disturbato può risolvere questo problema (a tutt’oggi, a casa mia, il piccolo, se vede la coda degli adulti spuntare dalla porticina della lettiera, va a rompergli le scatole giocandoci!!)
Per concludere è cosa molto rara che due o più gatti, a poco a poco non imparino a convivere. Dategli e datevi tempo e fiducia. E poi diciamocelo, come ci sentiremmo noi se venisse a vivere con noi un’altra persona? Magari un bambino che con la sua irruenza sconvolge tutti i nostri abituali ritmi? Cercate sempre di coccolarli tutti! L’amore deve essere sempre presente! E ricordate, molti errori sono i nostri, siamo noi che dobbiamo capire loro e adeguare i nostri comportamenti alle loro esigenze… anche i gatti vanno educati con pazienza e dedizione.
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