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Liceo “Perticari” di Senigallia, Albani replica a Liverani (Fiamma Tricolore)

Il dirigente scolastico: "No a manifesti non autorizzati, noi riflettiamo a lungo sulla Giornata del Ricordo"

Alfio Albani

Relativamente ad un messaggio inviato e pubblicato on line dalla redazione di “60019 Senigallia” per conto del sig. Liverani, segretario della Fiamma Tricolore di Senigallia, dove vengono richiamati fatti e comportamenti che mi vedrebbero coinvolto in prima persona, con la presente, in pieno diritto di replica, si precisa che quanto riportato non corrisponde in varie parti al vero e per di più si configura come falso e calunnioso nei confronti della mia persona.

Al riguardo si precisa che il sottoscritto non ha autorizzato l’affissione del manifesto richiamato dal sig. Liverani in relazione al fatto che non possedeva nessun carattere istituzionale e confacente ad un luogo come la scuola (la scuola non è uno spazio per reclutare adepti o per esercitare propaganda, ma il luogo del dialogo e del rispetto di tutti), non riportava firme o provenienza specifica, infatti era del tutto anonimo, e si connotava in maniera chiarissima per i suoi contenuti come espressione nettamente di parte distorcendo così lo spirito istituzionale della legge che ha promulgato per il 10 febbraio la Giornata del Ricordo.

In qualità di rappresentante legale della Scuola che dirigo non ho mai autorizzato partiti, Associazioni politiche altri a praticare forme di propaganda a scuola, ciò in pieno rispetto dei doveri dettati dalla Carta Costituzionale.
L’affermazione contenuta nel messaggio del sig. Liverani circa una mia presunta autorizzazione all’affissione di manifesti a scuola di altre Associazioni politiche è priva di qualsiasi veridicità così come si potrà facilmente comprovare attraverso gli atti in possesso degli Uffici e le testimonianze del personale scolastico tutto.

Se poi si fosse verificato che materiali di propaganda siano stati affissi senza autorizzazione negli spazi della scuola ciò è riconducibile alla illecita azione di taluni, ma in nessun caso riconducibile ad autorizzazioni. (Ho disposto che tutti i manifesti prima di essere affissi vengano vagliati secondo i principi sopra richiamati, io stesso ho solertemente staccato manifesti non autorizzati e ho disposto il distacco per tramite il personale della Scuola che potrà testimoniare con ogni evidenza quanto da me affermato).

Quanto poi al resto si rimanda alla circolare da me emanata per la Giornata del Ricordo che costituisce il vero ed unico atto formale nel quale si invitano i docenti a promuovere momenti didattici di riflessione sui tragici fatti in questione che hanno interessato centinaia di migliaia di italiani.

Ricordo inoltre che, in pieno spirito democratico, mi sono recato nella classe di appartenenza dello studente che aveva chiesto l’affissione del manifesto per spiegare con motivato spirito pedagogico la mia decisione e per chiarire che la Scuola per suo mandato è spazio per la discussione, il confronto, l’esercizio dello spirito critico nel rispetto di tutte le forme di diversità, ovvero è il luogo dove si pongono problemi e si forniscono strumenti per risolverli, ma giammai può divenire contesto dove la propaganda si sostituisce al confronto.

Alla presenza del prof. Giulio Moraca, docente di Storia e Filosofia, abbiamo discusso a lungo in classe sia del perché la Scuola Pubblica non può essere spazio per la propaganda da parte di nessuno e al contempo abbiamo affrontato insieme la questione storica relativa alla Giornata del Ricordo.

Il Prof. Moraca si è detto disponibile a testimoniare quanto durante quell’ora è stato detto e discusso sottolineando lo spirito di imparzialità, la puntualità di tutta una serie di riferimenti nonché la correttezza e il rispetto nell’affrontare le varie questioni.
Sempre a tale riguardo la classe stessa potrà, se vorrà, riportare e testimoniare quanto si è detto e discusso al fine di smentire tale considerazioni calunniose e destituite di ogni fondamento.

Per quanto asserito, in alcuni passaggi, dal sig. Liverani nei miei confronti mi riservo di procedere alle vie legali, a meno che lo stesso, sempre a mezzo stampa smentisca e corregga quanto da lui asserito nei mie confronti.

P.S.: Se il sig. Liverani, appena conclusa la bufera di neve in atto, desiderasse conoscere e leggere la circolare sopra citata, sarà mia cura recapitargliela per dargli modo ad un ripensamento di quanto scritto e affermato.

di Alfio Albani
Dirigente scolastico Liceo Classico “G. Perticari”

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