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Troppe spese legali: “il Comune di Senigallia cambi atteggiamento”

Sulle casse comunali incombe una richiesta totale potenziale per risarcimento danni di oltre 42 milioni

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PdL consiglieri

Quasi 200 sono le cause ancora aperte nel dicembre 2011 in capo al Comune di Senigallia. Oltre 120 quelle al TAR delle Marche, 27 al Tribunale civile (non solo senigalliese), 10 al Giudice di Pace, 10 al Consiglio di Stato, 4 al Capo dello Stato, 8 alla Corte d’Appello, 6 in Cassazione. A cui si aggiungono le 109 cause aperte nelle Commissioni Tributarie. Per un importo complessivo delle richieste di danni a cui è esposto il Comune di Senigallia che supera i 42 milioni di euro.

Proprio per questo, il gruppo consiliare PdL, che ha esaminato a fondo la questione, la giudica “prioritaria e preoccupante“. Prioritaria per l’importo cui potrebbe essere condannato l’ente comunale, preoccupante perchè un trend in crescita: negli ultimi anni infatti, il numero della cause – ad esempio – in seno alla Commissione Tributaria Provinciale è salito dalle 3 del 2008 alle 24 del 2009, alle 32 nel 2010 e infine alle 45 nel 2011.

Questione di soldi? Si, ma non solo. Perché gli aspetti che entrano in gioco sono diversi: oltre alla mala amministrazione delle risorse pubbliche, sul banco degli “imputati” sale anche l’atteggiamento della maggioranza, che, a detta degli stessi consiglieri del Popolo della Libertà, in molti casi “va avanti con la testardaggine di un mulo“. Tanto per fare qualche esempio, Alessandro Cicconi Massi, Gabriele Cameruccio ed Enrico Rimini citano il caso dell’asta portabandiere contro l’ex coordinatore Giulio Fibbi, ancora ferma alla sentenza di I grado.

Insomma questioni, molte, che si potrebbero risolvere semplicemente instaurando un vero dialogo col cittadino coinvolto e senza fornire – tramite l’azione amministrativa – il pretesto per chiamare in causa il Comune. Per il 2011 l’Amministrazione aveva preventivato una spesa per questioni legali pari a 230.000€ poi salita a 370.000; per il 2012 invece c’è già in previsione una cifra di 260.000 € che nel corso dell’anno potrebbe lievitare.

L’ente comunale poi – fanno notare i consiglieri di minoranza – spesso si rivolge a consulenti esterni, i soliti tra l’altro, invece di avvalersi dell’ufficio legale interno che è a corto di personale. “Se non vogliono cambiare atteggiamento – conclude Cicconi Massi –, almeno aprano procedure di selezione trasparenti con un criterio di preferenza per gli avvocati del foro senigalliese. Proprio su questa tematica, cioè sul regolamento che disciplini la materia, faremo una proposta in Consiglio comunale“.

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