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Il regalo di Natale del Comune di Senigallia

Sotto l'albero tasse e spese folli, per un bilancio che ci possiamo risparmiare. In tutti i sensi

Il regalo di Natale del Comune di SenigalliaNei prossimi giorni il Consiglio Comunale sarà chiamato ad approvare il Bilancio del 2012 che, per volontà dell’Amministrazione, dovrà essere approvato entro il 31 dicembre. L’approvazione del Bilancio avviene durante un periodo di transizione, nel pieno delle novità introdotte dalla manovra di Monti e in un quadro fiscale e normativo tutt’altro che chiaro.

Incurante di tutto ciò, l’Amministrazione sta cercando di chiudere la partita del Bilancio con una serie di provvedimenti che potrebbero rivelarsi intempestivi e sbilanciati, oltre che sicuramente vessatori. Ma cosa costringe un’Amministrazione Comunale a varare il Bilancio entro la fine dell’anno? Nulla, oltre ad una pletorica medaglietta di “Comune Virtuoso”, cosa che, andando a leggere le carte, appare perlomeno dubbia. Nessun Comune è stato mai commissariato per aver approvato il Bilancio entro il 31 marzo, moltissimi quelli che lo fanno senza alcuna conseguenza, se non una limitata capacità di spesa, cioè l’ordinaria amministrazione.

Per l’anno 2012 il Comune di Senigallia ha previsto un programma di investimenti e lavori pubblici pari a zero Euro, quindi l’ordinaria amministrazione ci sarà a prescindere dall’approvazione del Bilancio. A questo punto un “Comune Virtuoso” dovrebbe leggersi con cura la manovra di Monti (il testo definitivo, non le anticipazioni dei giornali), rapportarla alle sue esigenze ed alle possibilità che offre, confrontarsi con il suo sindacato di categoria, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e approvare un Bilancio reale, non un simulacro di Bilancio con tutte le incognite in vista. Soprattutto quando si decide di affondare con decisione le mani nelle tasche dei cittadini, come nel caso del Bilancio che si va ad approvare.

Leggendo le carte le prime due cose che risaltano sono due consistenti aumenti d’imposta. Si prendono i soldi dove sono, nelle buste paga e nel mattone. Per le buste paga è previsto un aumento dell’addizionale Comunale IRPEF dello 0,4%. In pratica si pagherà lo 0,4% dal reddito di 12.000 fino a 15.000 Euro, lo 0,6% da 15.000 fino a 28.000 Euro e lo 0,8% dai 28.000 Euro in su. A questo aumento non corrisponde un innalzamento della fascia di esenzione che rimane di 12.000 Euro. Ovviamente chi guadagna 12.001 Euro all’anno pagherà l’imposta dello 0,4% su tutto il reddito e non sulla parte eccedente. Una brutale semplificazione di cui non si è mai sentito il bisogno.

L’imposta IRPEF Comunale è stata sempre associata ad una elargizione di spiccioli alle casse comunali, senza considerare che si associa ad una microtassazione diffusa che sta trasformando i cedolini delle buste paga in decreti ministeriali, che hanno bisogno di uno staff di avvocati per essere interpretati. Le buste paga sono diventate la fonte di reddito più sicura per lo Stato. Una volta erano pochi soldi ma sicuri, ora sono una montagna di soldi, sempre sicuri. Il Comune di Senigallia non fa eccezione in questo e conta di incassare (nel 2012) 670.000 Euro in più dall’addizionale IRPEF. Quindici Euro in più per ogni residente, non sappiamo quanti da ogni busta paga, perché il dato non è disponibile. Ma ogni lavoratore può farsi i suoi conti e scoprire che c’è un assalto alla diligenza sulla sua busta paga.

L’altra imposta destinata ad aumentare è la TARSU (Tassa Rifiuti Solidi Urbani). Qui l’aumento è addirittura del 6%, per le abitazioni private si tratta di 10 cent. al mq. E’ curioso il fatto che una vera e propria tassa, completamente svincolata dal servizio che viene erogato, venga ancora definita una tariffa. Non c’è nessun rapporto fra le dimensioni di una casa e la quantità di rifiuti prodotti dalla famiglia che ci vive, un equivoco con cui siamo costretti a convivere da decenni, ma utilissimo per fare cassa. Con questo aumento si concretizza definitivamente il fallimento economico della raccolta differenziata, ecologica e compatibile quanto vogliamo, ma incapace di portare ad una riduzione dei rifiuti prodotti, il suo scopo primario. Perché nessun cittadino sarà mai incentivato a ridurre la produzione di rifiuti finché la superficie della sua casa farà la differenza e non il volume dei rifiuti che produce.

Leggendo il dettaglio della TARSU nel Bilancio spuntano fuori delle sorprese: su un bilancio complessivo di 8 milioni di Euro, ben 825.000 Euro sono destinati alla pulizia della spiaggia, una cifra impressionante che non conosce tagli. Si azzerano investimenti e lavori pubblici, ma non si risparmia nulla per la pulizia e la manutenzione dell’arenile, un’attività affidata sempre alla stessa impresa da anni e a cui non si riesce ad attuare un taglio di spesa secco. Nessuna economia è possibile sulla pulizia dell’arenile, mentre tutte le economie sono possibili sulla manutenzione di strade, marciapiedi ed aree verdi. Il parziale utilizzo di una parte dell’imposta di soggiorno per la pulizia della spiaggia non viene neanche preso in considerazione. Molto meglio far pagare a tutti la pulizia, anche a quelli che non vanno mai al mare, anche se hanno i marciapiedi sotto casa che vanno in malora.

Nel dettaglio della TARSU non troviamo l’unica entrata proveniente dalla raccolta differenziata: 85.000 Euro provenienti da ASA Srl, una partecipata del Comune che gestisce la discarica di Corinaldo. L’unico profitto ricavato dalla differenziata servirà a finanziare qualcos’altro, non a ridurre il costo della tassa sui rifiuti.

Aumenti di tasse e minuscoli ricavi, ma le spese? Dove stiamo risparmiando, oltre che su lavori pubblici e manutenzione? Continuando e leggere il Bilancio da nessuna parte, i risparmi non ci sono. Per le spese legali sono previsti 260.000 Euro, lo stesso importo dei fondi destinati al Sociale. Una cifra che sicuramente andrà rivista in aumento, dato che riusciamo a staccare assegni da 50.000 Euro per vincere una causa di tre udienze.

La gestione degli impianti sportivi meriterebbe un articolo a parte, per il momento possiamo solo anticipare che è onerosissima, se messa a confronto con mense scolastiche ed asili nido, servizi essenziali ad alto valore civico. La refezione scolastica è finanziata al 65% dalle rette degli utenti, i costosi (per gli utenti) asili nido sono coperti al 42%. Piscine e campi da tennis si autofinanziano al 34%, una percentuale ridicola, la restante quota è finanziata da tutti, circa 300.000 Euro all’anno. Il buon profitto ricavato dai parcheggi a pagamento (circa 800.000  Euro/anno) viene in gran parte assorbito dagli impianti sportivi, invece di andare a coprire le spese della manutenzione stradale, scopo a cui sarebbe destinato.

Nessun adeguamento del contributo privato è previsto per gli impianti sportivi, neanche per raggiungere una percentuale di autofinanziamento del 50%, ancora risibile, che sarebbe auspicabile in un momento di difficoltà per le casse comunali. Gli impianti sportivi in concessione sono un lucroso business per poche e privilegiate società sportive, “grandi elettori” dell’Amministrazione e regolarmente graziati da qualsiasi aggravio di spesa.

Quello che si va ad approvare lunedì prossimo non è un bilancio lacrime e sangue, come ci vorrebbero far credere. E’ un bilancio intempestivo ed irresponsabile, che prevede aumenti spalmati sui cittadini, senza tener conto della già pesante bolletta del Governo Monti, e senza neanche tener conto di ciò che può tornare utile alle casse di un Ente locale della manovra di Monti. Il miglior giudizio su questo bilancio, e un cauto avvertimento sull’attendibilità delle stime economiche che lo hanno formato, è stato espresso dai Revisori dei Conti nella loro relazione finale:

“Il collegio fa rilevare all’ente, che le stime operate ai fini dell’ICI dovranno essere  attentamente riesaminate dall’ente stesso, in considerazione della pubblicazione del decreto Legge 6 dicembre 2011 nr. 201 mediante il quale è stata disposta l’introduzione dell’Imposta Municipalizzata Unica (IMU) con conseguente soppressione dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) con effetto dalla data 1 gennaio 2012, dal momento che ad oggi non essendo stato il predetto decreto ancora convertito in legge ed essendo in sede parlamentare ancora in corso di discussione i vari emendamenti presenti a riguardo, non è possibile procedere ad una verifica puntuale del gettito derivante dalla nuova imposta. Pertanto invita l’Ente a procedere alla stesura delle stime di gettito con la massima celerità non appena definito il quadro normativo”.

Fatta la tara al linguaggio tecnico – burocratico: perchè, cari Amministratori, prima di approvare il Bilancio non vi andate a leggere quello che c’è scritto nella manovra di Monti,  vi rifate quattro conti e poi, finalmente, approvate il Bilancio?

di La Piaga di Velluto

La Piaga di Velluto
Pubblicato Sabato 17 dicembre, 2011 
alle ore 18:05
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Commenti
Ci sono 3 commenti
Anonimo2011-12-18 07:54:18
sarebbe interessante capire come poter fare un bilancio alternativo a quello dell'amministrazione. Un bilancio che anzitutto dovrà quadrare e che dovrà mantenere i servizi erogati sia quantitativamente che qualitativamente.
Ci vorrebbe,quindi, un controbilancio
Piaga di Velluto 2011-12-18 15:32:03
fare il bilancio quando è il momento
Nell'articolo non si chiede di fare un bilancio alternativo, si chiede di fare il bilancio soltanto dopo aver ben recepito ed interpretato le novità espresse dalla manovra di Monti, soprattutto se si decide di aumentare le tasse.
piero 2011-12-19 15:30:16
tutto vero e scandaloso da anni, ma questa cittá di 45mila abitanti residenti sta solo zitta a testa bassa; allora risulta purtroppo inutile fare questo giornalismo d'avventura
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