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Per il dott. Pesaresi: le eccellenze e non solo dell’ospedale di Senigallia

Cronaca di 15 ore in osservazione al Pronto Soccorso: provare per credere… con spirito costruttivo

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Ospedale di SenigalliaSi pensa e si spera sempre di non averne bisogno, o che simili servizi siano creati per soddisfare le esigenze altrui. Poi di colpo ci si ritrova, per un semplice calo di pressione, a dover ricorrere ad un servizio fino ad allora magari criticato solo su basi teoriche. La mia però è una esperienza non teorica, ma concreta perchè vissuta, ma che con questo non ha nessuna volontà di essere critica (almeno cercherò di non esserlo), bensì diciamo, un attento osservatore e segnalatore per fini costruttivi.
Ed a conferma di ciò, non mi nascondo dietro un facile anonimato, ma le svelo la mia identità di semplice cittadino con la firma a piè pagina.

Gentile Direttore, come detto sono dovuto ricorrere alle Cure del 118 e del Pronto Soccorso, senza minimamente pensare, visto il momento, alla qualità del servizio, a cui sarei andato incontro. Ma visto che "l’urgenza" si è risolta immediatamente ancor prima di giungere in Pronto Soccorso, ho avuto modo ed in maniera lucida, di analizzare da cronista tutto ciò che mi circondava.

Ecco che allora posso dire, senza dubbio di essere smentito, di aver riscontrato una immensa professionalità medica e paramedica sia del 118 che del Pronto Soccorso, idem per l’umanità e l’educazione con cui si è trattati e che costituisce il primo, ad a volte anche efficace, farmaco da somministrare al paziente, anche la pulizia dei locali è da definirsi soddisfacente.

Ciò su cui dobbiamo invece cominciare a riflettere è come risolvere questi problemi: tempi di attesa, privacy e disponibilità di "posti letto".

Voglio iniziare l’analisi partendo dal problema minore, dalla parola che campeggia sul bancone dell’ufficio che collega la sala d’attesa ed immette nell’Unità Operativa: "TRIAGE". Comprendo bene che oggi facciamo parte di un mondo sempre più cosmopolita, ma è anche vero che la regione Marche è una delle più "anziane" e per molti anziani Triage, non significa nulla. Ed allora perchè non aggiungere sotto una traduzione se non letterale quale selezione, smistamento, che suonano brutto, quella più semplice e comprensibile di Accettazione?

Tempi di attesa: e non mi riferisco a quelli derivanti dalle tipologie di codice. Mi riferisco a quelle che si è costretti sopportare per motivi che si possono supporre, ma che io definisco bonariamente indecifrabili. Un controllo di pacemaker della durata di appena 5 minuti che si protrae dalle 12,11 alle 14,21 non per motivi tecnici derivanti dall’esame che invece viene svolto bene ed in brevissimo tempo dall’infermiera preposta, ma in attesa di una persona disponibile a ricondurmi, sulla carrozzina, in Pronto Soccorso.
Il percorso, lei mi insegna, è semplicemente quello del collegamento tra le due Unità Operative…trenta metri??
L’indomani vengo invitato a presentarmi per una semplice visita di controllo. Arrivo alle ore 11 e riparto alle 14,07. Alla faccia dei controlli di una pressione, facilmente intuibile, alterata dall’agitazione dell’attesa.

Privacy: se ne parla tanto e poi…in astanteria del Pronto Soccorso si sta tutti assieme uomini e donne e la privacy è assicurata dal pannello avvolgibile che separa i posti letto, o meglio sarebbe dire le barelle. Mi sono sentito io come uomo, a disagio, avendo mia vicina, una signora molto anziana, che hanno dovuto cambiare e poi visitare. Ho ascoltato involontariamente e forzatamente tutti i suoi problemi e mi sono posto la domanda di quanto fossero false quelle righe poste in terra e le frasi che campeggiano in tanti luoghi pregando di non oltrepassarle per i menzionati motivi. E mi sono chiesto anche se è giusto che il fatto di essere anziani ci faccia perdere il possesso della nostra dignità e mi sono posto anche la domanda: e se ciò fosse avvenuto con una donna più giovane il disagio di entrambi sarebbe stato maggiore e chi avrebbe tutelato la nostra privacy? Sempre un pannello?

Posti letto: sono stato tenuto in osservazione tutta la notte ed ho dovuto riposare sulla barella, senza la possibilità di girarmi vista la sua dimensione e la mia, che sono si corpulento, ma non rientro nella categoria degli obesi. Mancavano posti letto in OBI. Ho dormito, o meglio non ho dormito, visti i dolori che simile branda procura e che l’unico risultato che ti stimola e controllare l’orologio ogni minuto e guardare fuori della finestra la luce del giorno che metterà fine a questa sofferenza. Mi chiedo e l’opinione pubblica si chiede: l’area edilizia ospedaliera è aumentata, i posti letto nei reparti continuano a fare cure dimagranti (se non vado errato ha detto Spacca che le Marche è la seconda regione per la riduzione di ricoveri responsabili in Italia) e malgrado ciò non si hanno spazi. Ma mi si spiega che cosa ci si fa nelle stanze che si sono vuotate?
 
Caro Direttore, alla visita di controllo, lei non ci crederà, mi hanno riproposto di passare ancora un giorno in osservazione. Ecco la positività, quella che io ho definito sopra con enfasi "immensa" professionalità del personale, a cui sembra remare contro una ragionieristica organizzazione che penalizza la volontà di chi vuol solo curare: così facendo avrei evitato di attendere magari tempi lunghi per esami che dovrò sicuramente fare, ma ho preferito non accettare e firmare per sollevare tutti da eventuali responsabilità.
E se l’ho fatto evidentemente una motivazione ci sarà…non crede?

di Franco Giannini

Franco Giannini
Pubblicato Martedì 1 febbraio, 2011 
alle ore 14:11
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Commenti
Ci sono 5 commenti
ciaschini daniela 2011-02-01 16:29:21
grazie!!
GRAZIE!!
Anonimo2011-02-01 17:41:00
lascia stare Dani
Mia moglie si e' recata tre gg di fila per problemi di appendicite,aspettando oltre 4 ore...risultato:era solo ansia per loro
per poi essere ricoverata d'urgenza il terzo giorno per peritonite
..e questo e' solo uno dei tanti casi.
Anonimo2011-02-02 19:33:57
per fare una lastra ad un dito rotto sono stata al pronto soccorso dalle 9 alle 16. consideriamo che sono entrata a fare i raggi x alle 15:30 e alle 16 avevo le risposte. possibile che ho dovuto perdere un giorno di lavoro per una cosa che si risolveva in mezz'ora?
elena 2011-02-02 19:36:17
buonasanità
Ho avuto malauguratamente, negli ultimi due mesi, due prolemi di salute che mi hanno costretto a ricorrere nel primo caso al pronto soccorso e nel secondo al reparto di radiologia e poi ad un medico pnemologo.
Al pronto soccorso (codice giallo) sono arrivata con una intossicazione alimentare e dolori allucinanti (che il mio medico di famiglia aveva sottovalutato). Nel secondo caso ho eseguito radiografie ai polmoni e visita pneumologica per una broncopolmonite residua dall'influenza (che ancora una volta il mio medico di famiglia non aveva capito).
Sia al pronto soccorso, sia in radiologia e nella visita pneumologica ho riscontrato altissima competenza e professionalità, rapidità di intervento e, soprattutto, quel tocco di educazione e di calda umanità che rende sereno l'approccio alla struttura ospedaliera, di per sé ansiogeno, soprattutto per le condizioni fisiche e psicologiche in cui avviene.
Non "conosco nessuno" in ospedale, non sono una raccomandata di ferro, e non ci tornerei volentieri, ma con fiducia sì.

Piuttosto, se i medici di famiglia fossero un po' più attenti, forse si ricorrerebbe meno anche al pronto soccorso.

Colgo l'occasione per ringraziare il sig. Giannini per le puntuali, pacate e condividibilissime "pungolature".

buona salute a tutti

Elena
delfino 2011-02-03 07:08:32
pronto soccorso
è stata accompagnata una ragazzina di 12 anni al pronto soccorso per forti dolori addominali e sospetta cisti ovarica,non si sono degnati di fare un'ecografia ed è stata rimandata a casa dopo 5 ore di attesa dopo averle somministrato 1 tachipirina.il giorno dopo la famiglia è stata costretta a fare l'eco in una clinica privata che ha confermato la diagnosi!si può?ditemi voi!
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