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Tante risate ed applausi per la prima della Stagione teatrale a Senigallia

Successo per la commedia di Goldoni “Trilogia della villeggiatura” resa con la regia di Toni Servillo

“Trilogia della villeggiatura” di Toni Servillo a SenigalliaSabato 30 e domenica 31 ottobre sono andate in scena alla Fenice di Senigallia la prima e la replica dell’appuntamento inaugurale della Stagione unica di Teatro, Danza e Musica 2010-2011. Un’esordio decisamente di successo visti i consensi, le risate e gli applausi ricevuti dallo spettacolo “Trilogia della villeggiatura” – commedia di Carlo Goldoni – per la regia di Toni Servillo.

Premio Ubu 2009 come spettacolo dell’anno, la Trilogia secondo Servillo ha visto riassumere in due atti per due ore e mezza di gran teatro, una commedia del 1761 originariamente pensata in tre atti (Le Smanie, le Avventure, il Ritorno). Che nonostante gli anni, ancora si è dimostrata attualissima, sia nei caratteri dei personaggi, sia nella storia. E che non termina come le solite favolette, ma offre uno spaccato della società di allora con tutti i suoi problemi, le sue ipocrisie, i suoi vezzi. Proprio come oggi.

E da qui infatti la riflessione che ne può e ne deve sorgere prendendo spunto dal fatto che, se a ridere siamo noi spettatori, quelli di cui ridiamo siamo noi stessi, calati in panni che creano la magia teatrale del distacco. Tolto il distacco, quei personaggi da cui tentiamo in teatro di prendere le distanze siamo proprio noi o perlomeno alcuni aspetti di noi stessi che mal celiamo dietro la solita metafora della maschera.

“Trilogia della villeggiatura” di Toni Servillo a SenigalliaNello spettacolo, coproduzione di Teatri Uniti e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, la recitazione rende visibile e risibile ciò su cui nel quotidiano non ci soffermiamo a ragionare, anche se dovremmo. E allora ci pensa Toni Servillo con le sue pose, con le sue smorfie, con i suoi accenti e le parole quasi sbiascicate a deridere uno stile che ci sembra ormai lontano. Ci pensa Giacinta a farci capire dove sta l’ipocrisia e come si risolvono queste storie, senza troppi giri di parole e spesso senza lieto fine.

Ci pensano Leonardo (Andrea Renzi) e Paolino (Francesco Paglino), Cecco (Rocco Giordano), Vittoria (Eva Cambiale), Berto (Fiorenzo Madonna), Guglielmo (Tommaso Ragno), Filippo (Paolo Graziosi), Giacinta (Anna Della Rosa), Brigida (Chiara Baffi), Fulgenzio (Gigio Morra), Sabina (Betti Pedrazzi), Rosina (Giulia Pica), Tognino (Marco D’Amore) e Costanza (Mariella Lo Sardo) a renderci immediato come l’amore molto spesso trovi corrispondenza solo se dietro c’è quella che Toni Servillo chiama una "donazione d’amore" o un contratto che possa risolvere alcuni problemi.
Cose che poi non sono tanto diverse da quelle che accadono oggi.

di Carlo Leone

Commenti
Solo un commento
smarty 2010-11-02 07:47:56
veramente un bellissimo spettacolo e i più sentiti complimenti agli attori!!!!!e a toni servillo,ovviamente!
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