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Giannini: "Obbiettivo è la vittoria, ma anche la sconfitta dei diretti rivali"

All'azzurro ed al Rosso dei colori cittadini, si dovrà aggiungere il "TURCHINO" del pescato

Massimo Marcellini alla sardonata elettoraleRiprendendo quegli appunti che avevo vergato durante la serata e notando le impronte di unto lasciate sui fogli, sono ritornato in quella sala del Ristorante – Pizzeria "da Bano" dove fino a poco prima ci eravamo "gustati" piatti semplici, preparati da persone semplici e capaci, per gli amici, simpatizzanti di "Insieme per Senigallia".

E nel mentre osservavo arrivare i primi "invitati a pagamento", cominciavo con le riflessioni, che sono tipiche di noi osservatori incalliti ed inguaribili sognatori a cui appartiene anche il sotto scritto.

La prima a cui ho dato spazio, è quella diversità che mi è balzata subito agli occhi, che ci appartiene come fosse un raro materiale umano dei giorni di oggi difficilmente reperibile sul mercato: classi sociali diversificate ed unite nel contempo da quella dote naturale che o l’hai oppure il volerla avere forzatamente fa si che permetta di classificare, poi, per i suoi atteggiamenti artefatti, un tale individuo come "rifatto", "taroccato", "ritoccato" o "costruito su commissione".

Il nostro candidato, Massimo Marcellini, non era di certo "ingessato", ma "fresco" dal ritorno della giornata lavorativa, nei suoi abituali abiti, senza impomattature particolari, che ce lo hanno reso molto "Nature".
Niente giacca, niente cravatta, ma semplicemente maglione con zip, capelli pettinati alla "dove li porta il vento", fermati non certo da calcolati spruzzi di lacca, ma fermati dalla simpatia che sempre scaturisce dalla sua naturale semplicità.

Questo è il Massimo Marcellini di sempre… e da oggi, almeno lo si spera, di tutti "noaltri"…un uomo del popolo al servizio del popolo.

Un incontro, il nostro, non progettato per folle oceaniche da ospitarsi in saloni delle feste di "hotel stellati", i cui costi, noi, non possiamo permettercerli, ma in una sala di una pizzeria pagata inoltre, con il contributo degli stessi partecipanti che sono così divenuti nello stesso tempo, invitati paganti, sostenitori, sottoscrittori, firmatari e mi voglio augurare, nostri elettori.
Non solo singole persone, ma gruppi famigliari, perché altro nostro punto di forza su cui costruiamo i nostri ideali è quello della famiglia. Si… la Famiglia, perché è sulle basi di questa che si formano poi, tutti gli altri concetti di "governo" intesi come conduzione cittadina.

Pensavo anche alla nostra piccola sede, che avevo lasciato poco prima, senza tanti fronzoli e luci psichedeliche, ma riscaldata dall’entusiasmo di individui che seppur provenienti da esperienze politiche le più diversificate si sono ritrovati uniti in questa lista che di partitico non ha nulla, ma il cui unico desiderio ed aspirazione è quello del cambiamento.
Dunque non lista di "ex", come qualcuno la vuol definire con acredine e disprezzo, ma persone che si sono ravvedute, constatando che la scelta che avevano inizialmente fatto era sbagliata. Ma come si suol dire, solamente gli imbecilli si ostinano a non cambiare idea, quando si rendono conto che essa è sbagliata. Persone, ed anche questa è una conferma della nostra diversità, che sfruttano gli errori comportamentali altrui per riconvertirli in virtù di cui beneficiano e fanno beneficiare, poi, tutto l’intero gruppo, con una coesione impensabile per quei partiti esposti a continue lotte di "correnti" in cui la voce solista ci rimanda ad altri tempi.

A mascelle volitive da divi Holliwoodiani, noi si risponde con il viso pacioccone. dispensatorie di serenità ed inculcante fiducia.

Tutto ci è utile per valutare accuratamente il nostro avversario più agguerrito, almeno sulla carta, che va dalla componente umana, ai comportamenti intesi in senso lato che si possono classificare con la conduzione di una campagna pubblicitaria fatta di scopiazzamenti di slogan da noi usati in precedenza (indice, e recidivo, della pochezza di idee) o da ridicoli ritornelli di canzonette patetico-mielose.

E nel mentre ero seduto al tavolo, guardando attraverso i vetri che davano sulla cucina, dove campeggiavano sulle ratrelliere e mensole, mestoli, padelle, pentole, pensavo a quale pochezza tattica si sia costretti ad accettare, quando la certezza di una vittoria viene sopraffatta dal dubbio che questa possa svanire e si viene costretti a raschiare il fondo del pentolame.
Scimiottare un candidato, cercando e trovando una sua "Dolly" che possa contrastare le sue stesse mosse, lo ritengo strategicamente errato ed anche strumentalmente offensivo per chi si assume di interpretare la parte della "Dolly", sempre tenendo presente che tutti gli uomini, o donne, hanno un prezzo…..

Questo ci incoraggia, però, a vivere nel nostro piccolo quotidiano fatto di minuscoli, lenti, ma continui progressi con cui cerchiamo di recuperare quei ritardi dovuti a quella che era la nostra "novità" . La nostra lista, in ogni caso, si è prefissa, oltre che quello che è lo scopo principale di tutti i "gareggianti": la vittoria, quale secondo obbiettivo, il raggiungimento di quello che è lo scopo contradaiuolo del Palio di Siena… si vince e si gioisce anche e comunque con la sconfitta della contrada avversaria, chiunque sia colui che la procuri.

Ma quello che più ci ha incoraggiato, è stato il numero di partecipanti, che è inutile comunicarlo, perché come avviene in tutte le manifestazioni questo viene sempre contestato a seconda di chi ha fatto il conteggio. Però posso solo affermare che la serata oltre che conviviale è servita per raccogliere quei consensi di cui abbiamo bisogno e che fortunatamente, grazie al personaggio Massimo Marcellini, non sono mancati nè nell’immediatezza in sala nè a livello di promesse in prossimi incontri.

Alle una, ci si è ritirati ma dal momento che per giovani di una certa età, la "Notte è piccola per noi" o perchè sentivo la pesantezza delle prelibatezze caserecce (niente caviale del Caspio) ingurgitate qualche ora prima, gli ultimi pensieri, prima del giusto russare, sono stati a quei manifesti elettorali tutti con le stesse immagini di visi sorridenti, tutti dello stesso formato, tutti stampati in quadricromia, tutti (almeno lo voglio sperare) sottoposti alla stessa tassa di affissione, ma posizionati, almeno a mio giudizio, con una locazione che sembra rispetti la "par condicio" in un modo molto personale: In luce i candidati "in Luce", in "ombra" quelli che sono l’ombra di quelli in luce… il che inDuce a pensare non poco.

Ma l’ultimissimo quello antecedente il K.O. finale è stato positivo: dal momento che la speranza è sempre ultima a morire, il pensiero mi è caduto sul miracolo di David su Golia e ho rivisto il suo ripetersi, questa volta in terra senigalliese.

di Franco Giannini

Commenti
Ci sono 2 commenti
Denis 2010-02-28 16:06:59
bella proposizione d'intenti molto leale dire "ma anche la sconfitta dei diretti rivali", e del bene della citta' ve ne importa qualcosa? o solo vincere per vincere?

ma cos'è una gara di GP?
ghigno di tacco 2010-03-13 13:50:01
italiano questo sconosciuto
"ho rivisto il suo ripetersi", secondo voi questo è italiano???
ma un addetto stampa che vi insegni l'italiano non lo trovate proprio? avete un livello di 5° elementare! Un po' di rispetto per i lettori
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