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Il bisogno primario

di Andrea Scaloni

BossiGli esperti lo chiamano“bisogno primario”. Per molti è uno dei piaceri della vita.

È un rito che si perde nella notte dei tempi, da quando Adamo mangiò la mela e la digerì. Un rito che vuole i suoi ritmi, richiede tranquillità e solitudine, è nemico della fretta.

Ci si prende licenza dal mondo e, seduti, si aspetta. Soli, come forse mai si è soli nella vita.
L’attesa può essere lunga e travagliata, richiedere sforzo e concentrazione. Oppure precipitare senza controllo, come in un orgasmo, verso la liberazione.
Superata la prova, nulla è più come prima. Non è solo questione di leggerezza: è anche l’intima, istintiva soddisfazione d’aver fatto il proprio dovere.

Ma il piacere può anche sfociare in incubo.
A chi non è capitato d’allungar la mano, accarezzare dolcemente il rotolo della carta igienica e scoprirlo vuoto? Non ne è rimasto nulla, nemmeno un lembo da avvolgere attorno al dito.
È il panico. In una frazione di secondo malediciamo quel che abbiamo appena fatto.
Lo sguardo disperato corre in ogni angolo, alla vana ricerca di un giornale. Niente da fare. Non c’è nemmeno il bidet, l’ultima ancora di salvezza.
Il panico sfocia in disperazione. Il bagno è una cella da cui non potremo più uscire…

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Andrea Scaloni
Pubblicato Martedì 28 luglio, 2009 
alle ore 8:44
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Commenti
Ci sono 4 commenti
Poeta Robertetti 2009-07-28 09:19:36
il merdajuolo
ORA DIC' UN POESIA:
il merdajuolo. (omaggio a pascoli)

Dov'era la carta? Ché il culo
già troppo era sporco di merda,
errava la mano e le dita
e l'occhio acché non le perda,
Venivano soffi di peto
dal buco sì scuro lì giù,
lo stomaco, ora, era lieto
prrrù...

Al cesso potevo restare,
tra mezzo a scoregge già fatte
volevo sciacquone tirare,
sentivo un fru fru tra le chiappe;
sentivo in pancia un sussulto,
com'eco d'un peto che fu.
Sonava lontano il singulto:
prrrù...

Avevo le narici strette,
pulirsi ormai era urgente:
per carta, il mio ano gemette,
ma l' occhio cadde sul niente:
(un dubbio atroce mi attacca:
che forse non ce n'èra più?...);
e c'era quel puzzo di cacca...
prrrù...
Gianfranco 2009-07-28 12:13:10
leggete gente!
Io di solito mi porto un libro. In mancanza d'altro potrei sempre usare quello.

Ovviamente mica mi porto i classici ma libri brutti e inutili, insomma delle vere e proprie cagate!
Ugo Bartolucci 2009-07-28 13:49:13
ORION
Su uno dei muri di uno dei cessi del dipartimento in cui lavoro "stavvino orribilmente": un alone marrone di chiara origine organica e uno scritto a commento, firmato "Orion": CHI COL DITO IL CUL SI NETTA, TOSTO IN BOCCA SE LO METTA, CHE COSì AVRà PULITO: CARTA, CULO, MURO E DITO". Questo è il mio omaggio a "Orion", sottile e poetico nonché anonimo autore che ha sempre rallegrato quei miei brevi, ma intensi, momenti, di necessaria attività intestinale.
Anonimo2009-07-28 19:54:01
mai vuoto
Finora il mio rotolo è sempre stato presente, e mai vuoto: spero però di non essermi tirato la "gaggia"...
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